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Per essere rispettati, dobbiamo essere rispettabili

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Domenica 14 Luglio ho partecipato al 68° Raduno Internazionale Madonnina dei Centauri, che si è svolto ad Alessandria. La sede del raduno era una caserma dismessa, quella che fu fino al 2003 la sede del 21° Raggimento Fanteria "Cremona". All'interno della caserma ho trovato una lapide, ormai abbandonata alle intemperie, che ricordava l'impegno del reggimento sul fronte del Carso.

Quando vedo come vengono mantenuti questo tipo di monumenti, e penso a come invece vengono tutelati e rispettati in un paese come la Scozia, capisco il perché in Scozia ho visto degli adesivi sulle auto con scritto "Fiero di essere Scozzese" mentre in Italia a nessuno verrebbe in mente di realizzare un adesivo del genere.

Un Paese non può pretendere che i suoi cittadini lo considerino, quando è il Paese stesso che non considera i suoi cittadini. Ma questo è vero anche in altri ambiti. I componenti di una determinata categoria non possono pretendere di essere rispettati dalla comunità, quando loro stessi sono i primi a non rispettare la comunità.

I comportamenti di molti partecipanti di questo raduno mi ha portato a questa considerazione.

Si può anche tralasciare che molti di loro avessero un abbigliamento che di tecnico non aveva nulla. Pantaloncini, magliette, scarpe basse erano molto diffusi. Qualcuno era di Alessandria, ma molte targhe delle province limitrofe facevano capire come la maggioranza di questi motociclisti avessero percorso anche svariati chilometri per arrivare al raduno.

Un cospicuo gruppo di motociclisti si sono poi preparati per fare un giro della città. Prima di partire hanno dato voce ai motori delle loro moto, entusiasti del rumore assordante che stavano facendo, senza ovviamente curarsi del fatto che il cortile della caserma fosse in una zona densamente popolata. Poi sono partiti, tutti con addosso solo la maglietta con bene in evidenza il nome del loro gruppo, senza casco, con la targa coperta da un cartello. Direi che davano l'evidenza di sapere che non stavano facendo qualcosa di corretto.

Ci siamo poi diretti a Castellazzo Bormida, dove si svolgeva la messa per i motociclisti. La lunga coda di moto si è spostata senza alcun rispetto delle regole del C.d.S. e per molti dei partecipanti anche senza alcuna attenzione agli altri motociclisti o agli altri veicoli che percorrevano quella strada.

Ho visto comportamenti analoghi solo nel traffico cittadino di Milano, dove ragazzini con lo scooter si infilano tra auto ed auto per passare davanti e sgusciare nel traffico. Solo che qui erano delle moto che cercavano di passare tra altre moto. Più volte ho dovuto frenare improvvisamente per evitare chi a tutti costi voleva guadagnare una posizione nella fila.

Tutta una serie di comportamenti che magari per qualcuno potrebbero essere considerati come consueti, ma che hanno un diverso impatto tra le persone che fanno parte dei "non motociclisti" e che ricordo essere la stragrande maggioranza. Comportamenti che oltre ad essere evidenti provocano molto fastidio e danno una immagine poco piacevole dei motociclisti.

Qualcuno potrebbe pensare che tanto sono due mondi diversi, che nulla hanno a che fare tra di loro, ma quando cerchiamo di rivendicare i nostri diritti siamo una minoranza che si deve confrontare con una maggioranza. Maggioranza che sarà ben difficile trovare favorevole alle nostre richieste, se fino al giorno prima abbiamo avuto comportamenti dai quali si vedeva che degli altri non ci importava nulla.

Chiedere di cambiare i guard rail perché pericolosi in caso di incidente quando su tutte le strade si vedono motociclisti in calzoncini o che guidano con le infradito, crea da parte della maggioranza risposte del tipo "prima di chiedere agli altri di fare qualcosa per te, comincia a vestirti in modo da proteggerti!". Non a caso ogni tanto salta fuori qualcuno che propone leggi che vogliono imporre un certo tipo di abbigliamento per guidare la moto.

Chiedere di ridurre pedaggi e assicurazioni dopo essere andati in giro con gli scarichi aperti potrebbe portare la gente a fare altre proposte, decisamente penalizzanti e restrittive per i motociclisti, con l'unico scopo di ridurre il numero delle motociclette in circolazione.

Ricordiamoci quindi sempre che "non siamo soli", che la passione per le due ruote a motore non deve essere un alibi per comportarsi come si preferisce, pensando che il C.d.S. sia stato fatto solo per gli altri.

Solo rispettando delle importanti regole di convivenza potremo migliorare la nostra situazione, altrimenti si rischia solo che gli altri ci facciano pesare il fatto che la maggioranza sono loro.

Marco Polli
Presidente del Coordinamento Italiano Motociclisti

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Commenti   

0 #10 pippi 2013-08-07 17:05
avete ragionissima eh, sia chiaro, non era una critica a voi!
io non sopporto i "colleghi" che fanno gli idioti, tutto qui. e tutti lo siamo un pò stati, ma da più vecchi forse si è meno tolleranti :)
gare di rumore? gliele lasciano fare, basterebbe entrare e sequestrare o dare multe. ma la gente fa ricorso.
a parma in tangenziale...auto velox assurdo in un punto a 70 km/h: è da gennaio che spara migliaia di multe. E il bello è che è ben segnalato, visibile e con limite chiaro: ci vuol molto anche se vuoi andar forte a rallentare per quei 10 metri? Evidentemente si, e la gente che fa? RICORSO! E in tanti vincono. E allora caro Presidente la sua lotta è contro i mulini a vento. Le persone se ne fregano di ogni cosa. Parcheggio aziendale, tre scooter per terra causa asfalto sciolto ... avranno parcheggiato altre 10 persone...qualcuno ne ha tirato su uno? NO! L'ho fatto io. E allora finchè si ha sempre una giustificazione o si guarda solo in casa propria...
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0 #9 ENRICO CRAVINO 2013-08-07 11:35
Condivido pienamente sua ogni parola, caro Presidente, capita purtroppo molto sovente anche a me di assistere a tali poco civili comportamenti. Il mio rammarico nasce però dal timore che a leggere queste riflessioni siano perlopiù dei Motociclisti corretti, che continueranno ad essere messi ingiustamente nel "mucchio selvaggio" dall'opinione pubblica. Oltre a sensibilizzare chi usa una moto bisognerebbe anche colpire certi organizzatori di raduni che,per fare cassa,tollerano o addirittura inseriscono nel programma delle sfide a chi fa più rumore e altre amenità del genere. La Moto è Libertà, non Anarchia, ma farlo capire non è facile....
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0 #8 Marco Polli 2013-08-07 11:14
Come dicevo in questo articolo, per essere rispettati dobbiamo essere rispettabili, e su questo (a mio parere) non ci piove.

Ma le nostre richieste di migliorare i guard rail non sono per potere osare di più, sono fatte perché ci sono troppe situazioni dove basta una caduta a bassa velocità per del brecciolino per farsi tanto male, a causa di un guard rail, magari mal posizionato.

Un esempio potrebbe essere quello che è avvenuto a Niccolo Galli.... Malgrado quello che trovate su Wikipedia, dopo avere condannato le persone che avevano creato il problema, sono state assolte per prescrizione al processo in corte d'appello.

Sono queste le situazioni su cui il CIM vuole fare sentire la voce dei motociclisti. Incidenti dove un motociclista esce di strada a 140 all'ora in statale e poi muore a causa di un guard rail, sono cause indifendibili, che non fanno parte dei nostri obiettivi.
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+1 #7 pippi 2013-08-07 10:56
Sarà che a me è sempre (per ora) andata bene (tiè) ma io giro sempre molto svestito.
I guard rail non sono assassini, è suicida chi su per la Cisa Muraglione e via dicendo in assetto da motoGP ci va a sbattere xchè va sparato: e come io dico "io giro in maglietta e braghe corte e son cazzi miei e non protesto" stessa cosa dovrebbero fare questi Valentino.
Prima fai il bravo e POI ti lamenti. Non mi unisco alle richieste di chi vuole il guard rail salvavita solo per poter osare ancora di più nelle curve.
Io giro così, e continuerò a girare svestito.
E non mi piace per niente che parta tutto dal fatto che c'era gente in scarpe da ginnastica.
Ognuno fa quello che vuole di sè stesso. Nel pieno rispetto del vivere civile. Una volta i 50ini te li sequestravano se avevi la marmitta ad espansione....medi tate.
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0 #6 Michele Negri 2013-07-18 21:20
Non posso che approvare quasi tutto.
Probabilmente associare lo scarico libero al rialzo dell'assicurazione non c' azzecca molto.
Sempre che si resti in un limite tollerabile. E molti lo superano.
Se vogliamo parlare di assicurazioni, parliamo di quelli che fingono incidenti e di quanti fingono di esserne testimoni. Il vero male sono questi elementi. Oltre a chi si chrede di essere in pista e non su una statale.
Parliamone.
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0 #5 Marco Polli 2013-07-18 15:47
Citazione Emanuele Buratti:
Come ho già scritto in risposta ad un altro articolo l'importante secondo me però sarà proprio il non lasciarsi andare a compromessi da parte del Coordinamento per cercare adesioni di personaggi inutili e continuare a lottare con i pochi ma fidati "spartani" di sempre.

E' importante trovare sinergie e collaborazioni, che sono cose ben diverse dal fare compromessi.
Inoltre essere pochi, anche se "spartani", rende difficile seguire i vari progetti.
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0 #4 Emanuele Buratti 2013-07-18 15:00
Come ho già scritto in risposta ad un altro articolo l'importante secondo me però sarà proprio il non lasciarsi andare a compromessi da parte del Coordinamento per cercare adesioni di personaggi inutili e continuare a lottare con i pochi ma fidati "spartani" di sempre.
A proposito volevo proporre se era possibile sapere l'andamento del numero dei membri del cim almeno per i membri stessi
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+1 #3 Emanuele Buratti 2013-07-18 14:54
Marco sono d'accordo con te in tutto e per tutto.
Purtroppo sono di un pessimismo cosmico riguardo tutto ciò che comporti l'unione di un numero consistente di persone ed in particolar modo per motivazioni "alte", "importanti", "motivate".
Il raduno HD di Roma ne è il classico esempio. Esempio di come la gente si smuove solo se toccata nei punti giusti di solito i più "bassi" possibili.
Con questo non voglio denigrare totalmente il raduno che anzi è stato molto divertente e moooooolto ben gestito dalla multinazionale del ribellismo ma poteva essere una sagra qualunque e non sarebbe cambiato nulla.
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+1 #2 Marco Polli 2013-07-18 13:37
Grazie. :-) Però questa onestà intellettuale ci fa definire "bacchettoni" da molti utilizzatori di motoveicoli.

Li chiamo così perché non riesco a chiamarli motociclisti. Non basta andare in una concessionaria e comperare una moto per diventare motociclista, serve qualcosa di più.

Ci deve essere qualcosa dentro di noi, che crei quello "spirito di corpo", che crei la solidarietà che dovrebbe essere dei motociclisti, ma che troppo spesso diventa solo classismo.

Invece di essere tutti parte di una grande famiglia, non si perde occasione per fare distinzioni, basate sul tipo di moto o sul tipo di guida. E in mezzo a tutta questa voglia di distinguersi diventa difficile per il CIM creare la base necessaria per opporsi alle situazioni imposte dalle amministrazioni locali, e diventa di conseguenza facile per le istituzioni fare leggi e regolamenti discriminatori nei confronti dei motociclisti, poiché tanto non vedranno mai una reale protesta.

A Roma erano in 150.000 moto per la festa HD. Non so quanti Italiani fossero, ma credo che 40/50.000 potessero essere.

Per fare vedere di appartenere alla elite HD, si prende la moto e si partecipa, anche da molto lontano. Per fare una manifestazione di protesta di motociclisti, invece, non lo si farà mai.

La constatazione è che interessa di più farsi vedere "diversi", magari "speciali" (in questo caso, possessori di una HD) che non parte di una grande famiglia (tutti motociclisti) ma proprio per questo, non esaltare le proprie differenze.
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+1 #1 Emanuele Buratti 2013-07-18 13:00
Parole Sante!!
Questa onestà intellettuale rarissima mi fa apprezzare sempre più questa organizzazione
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