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I motociclisti non ci sono più

Panda

"I motociclisti non ci sono più"…. è la frase sconsolata che il mio storico concessionario dichiara a suggello di una crisi di vendite e di assistenza da fare paura; "i motociclisti sono cambiati", gli rispondo io citando la campagna pubblicitaria promozionale di EICMA.

Chi ha ragione dei due? Forse entrambi in effetti, se analizziamo in qualche modo, forse empiricamente, la situazione.

Il mio storico concessionario quando dichiara quanto sopra si riferisce al fatto che la sua carriera ha visto le massime fortune con i tanti che avevano la moto e la usavano perché erano primariamente motociclisti, avevano magari un'auto ma questa era scassata e non aveva certo le attenzioni che, invece venivano rivolte al mezzo a due ruote.

Che non era di norma una "gran motocicletta", magari solo una 350 cc. di cilindrata ma ci si andava al lavoro tutti i giorni e la domenica si portava la fidanzata o moglie a spasso per un bel picnic sui prati: alla fine erano gomme, cambi olio motore, candele, guarnizioni, etc…. insomma si macinavano chilometri e dopo erano frizioni, cuscinetti, molle, etc…

Poi arrivarono le grosse cilindrate ed i "mototuristi", macinatori di chilometri estivi ma con la moto ferma dal lunedì al venerdì "per non sciupare" il mezzo dello svago puro; la moto diventava un modo per viaggiare e conoscere nuove nazioni, nuova gente, avventure su due ruote anche solo per andare in Normandia, ma sempre avventure…

Anche in questo caso erano moto che duravano stagioni intere e si cambiavano solo perché tanti erano i chilometri fatti, magari a malincuore perché dopo un lustro o due a quella sella ci si era affezionati.

Anche in quei tempi come oggi si assisteva al fenomeno dell'appassionato della velocità che con tute e caschi multicolor scambia ieri  come oggi la strada per una pista e volendo emulare i propri beniamini della MotoGP o del SBK trova quello che in pista non c'è ovvero un guardrail, la Panda (quella non si estingue..) ai 30 all'ora che svolta in un cortile, o banalmente un'altro soggetto sulla strada nella sua corsia, peccato che non essendo in pista….il cozzo sia inevitabile…

In questo caso la stagione magari si conclude innanzitempo nella speranza che sia solo il mezzo ad aver avuto la peggio, ma certo è che i famigliari aiuteranno ad appendere il casco al chiodo con buona pace di meccanici e concessionari, e quindi si perderanno così altri utenti della motocicletta.

Negli ultimi tempi poi la moto diventa "moda", nasce il culto del "fashion", del casco firmato o dell'imposizione di marchi d'oltreoceano per sfoggiare muscoli, pelle, tatuaggi……al bar della propria città oppure in raduni monomarca, dove la "tribù" si ritrova.

Ma le mode passano e magari il "motociclista" del 2011 l'anno dopo non c'è già più: scadute le rate leggere farlocche è arrivato il momento della presa di coscienza e la moto è rimasta in concessionaria, oppure sonno comunque sopravvenute altre esigenze e la moto non è più una opzione, oppure molto più semplicemente è "passata la moda", insomma, un "mordi e fuggi"…

Indubbiamente chi potrebbe avere un mercato su questa utenza sarebbe il mondo variegato della trasformazione, della customizzazione ed i tedeschi ci insegnano che questo è un "pianeta" dove i fatturati sono impressionanti, ma le nostre leggi italiote "castranti" uccidono ancora una volta l'economia (ma siamo masochisti o cosa?) e quindi si langue anche in questo settore.

Insomma, è questa una veloce analisi, sicuramente superficiale (potremmo dibattere ore sull'argomento) ma rimane il fatto che il settore delle due ruote ed un motore avrebbe bisogno di una bella "sveglia" a partire dall'utenza possibile che si potrebbe favorire con grossi incentivi alla mobilità su due ruote (parcheggi ad hoc, a pagamento, con accessori dedicati ad esempio, dove riporre caschi e giacche), scoraggiando l'uso delle auto a favore di scooter e moto, pedaggi a favore delle due ruote sulle grandi vie di percorrenza, convenzioni alberghiere per motociclisti come in Alto Adige, e via così…

Abbiamo due scelte: stare ad osservare come scienziati di fronte ad un esperimento, come si "estinguerà" la categoria o come "cambierà" ancora, se questa è l'ipotesi accreditata, oppure cercare di cambiare NOI le cose investendo sulla formazione dei motociclisti, ad esempio: questo lo si può fare solamente UNENDO le forze, concessionari, meccanici, produttori di moto, rivenditori di accessori, associazioni di categoria, etc…

Noi saremo forse "ruspanti",  ma peròI ci siamo e fortemente volenterosi di FARE qualcosa per i MOTOCICLISTI ed il MOTOCICLISMO!!

Toc, toc…..c'è qualcuno?

Paolo Lesca

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