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Aggiornamento:Gio, 13 Feb 2020 9am

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La colpa è dei motociclisti!

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Motociclista, cura te stesso!

La locuzione latina Medice, cura te ipsum, tradotta letteralmente, significa "medico, cura te stesso", viene usata per deplorare il comportamento di coloro che biasimano i difetti altrui senza guardare ai propri.

Può essere applicata anche ai motociclisti, quando fanno presente il problema dei guard rail, che per come sono attualmente realizzati possono causare gravi lesioni se un motociclista dovesse malauguratamente scivolarci addosso. Si lamentano dei guard rail, dicono che dovrebbero essere cambiati, aggiornati, e poi... basta!

Non sanno andare oltre alla lamentela. C'è una manifestazione? Interessante, ma quel giorno li proprio non ho tempo, meglio ci vadano gli altri. Sono in tanti ad indignarsi, in pochi a fare qualcosa per fare sentire la propria voce. Poi non meravigliamoci che non diano retta a queste rimostranze. Tanto oramai le amministrazioni sanno che tutto finisce in un giorno, e in pochi giorni tutto si smorza.

Ma impegnarsi un giorno non basta! L'impegno del proporre alle amministrazioni comunali l'impiego di un diverso tipo di guard rail non si svolge in un giorno solo. E' qualcosa che viene svolto giorno per giorno, cercando contatti che a volte sono al corrente della manifestazione e quindi sanno già di cosa si parla. Altre volte no e si deve spiegare loro l'argomento. Il tutto viene portato avanti da persone che svolgono questa attività in modo volontario e non retribuito. Il lavoro è tanto ma le persone sono poche, e ne servirebbero di più.

Il Coordinamento Italiano Motociclisti collabora con la FEMA e la rappresenta in Italia. E' la Federazione Europea delle Associazioni Motociclistiche, che a sua volta è impegnata nella proposta presso le specifiche sedi europee della modifica delle norme di omologazione dei nuovi guard rail. Tramite la FEMA vediamo le realtà in altre nazioni, e confrontate con la nostra c'è solo da vergognarsi.

Siamo la nazione con il maggior numero di motoveicoli circolanti, e siamo anche la nazione con il minor numero di motociclisti impegnati in attività a tutela dei propri diritti. I motociclisti in Italia fanno fatica ad essere disponibili per una manifestazione, non sanno (o non vogliono?) impegnarsi per collaborare con una associazione che vuole tutelare i loro diritti.

E poi magari si lamentano che i guard rail sono pericolosi, o che le buche per strada ci fanno cadere.

Danno la colpa agli altri, chiedendo che le cose cambino, ma i motociclisti Italiani non sanno (o non vogliono?) nemmeno provare a fare cambiare lo stato delle cose, aspettando che siano "altri" a fare cambiare le cose.

Ma gli altri siamo noi, e se non facciamo nulla la colpa è nostra! E fino a che non verrà capito, continueremo a piangere gli amici deceduti per colpa di un guard rail, credendo che la colpa sia del fato, o delle circostanze, o dell'ANAS. Servono motociclisti che vogliano cambiare, smettere di lamentarsi passivamente e comincino a dare un poco del loro tempo per provare a fare evolvere le situazioni. Che vogliano continuare ad essere motociclisti anche quando non sono in sella.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Chi vuole provare a fare cambiare le cose ci contatti. Un piccolo impegno da parte di tanti porta molti più risultati che non un grande impegno da parte di pochi. Basta una piccola parte del vostro tempo libero per cercare di fare cambiare le cose. Se non altro potremo dire "noi ci abbiamo provato".

Per tutti gli altri non resta che condiversi la responsabilità di non avere fatto nulla.
 

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