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Il motociclismo cambia: cambiano anche i motociclisti?

CartelloMoto

E' indubbio che negli ultimi dieci anni il mondo del motociclismo praticato è fortemente cambiato, soprattutto nel nostro Paese, ma anche i motociclisti sono cambiati come sarebbe giusto? E' un dato di fatto che sono molte le aziende produttrici di accessori per motociclisti italiane che stanno adeguando in maniera decisa quanto offrono per adempiere a normative sovente calate dall'alto, ma che proprio per questo fanno fatica ad incontrare il riscontro da parte di chi poi, alla fine, sale sulla sella.

 

Se trent'anni fa l'abbigliamento antipioggia era di fortuna con improponibili recuperi di sacchetti della spesa o peggio dell'immondizia per riparare calzature non certo adatte all'uso motociclistico, o se già l'utilizzo del casco veniva visto come qualcosa di pionieristico (ma oggi è veramente usato in TUTTA la Penisola?), oggi in un negozio di abbigliamento per motociclisti sembra che ci vengano proposte corazze di stampo medievali con protezioni di ogni genere basate su materiali con nomi a volte difficili da memorizzare.

Che dire poi della tendenza che probabilmente diventerà un'obbligo (si pensi alla Francia dove la mission del Governo transalpino sembra essere decisa in tal senso), che ci vuole tutti belli fluorescenti o fosforescenti con colori brillanti?

E' indubbio che la nostra categoria su quoto aspetto sembrerebbe dividersi, si potrebbe ben dire "come sempre" in effetti, tra fautori e fortemente contrari.

Da una parte per molti motociclisti vige l'insofferenza per tutto ciò che viene calato dall'alto (direttive comunitarie, leggi e decreti sovente emanati da chi in moto proprio non ci va….), mentre una parte della categoria è attenta agli studi, ai tests, alle prove, e a tutto ciò che potrebbe aumentare la sicurezza.

Sono proprio quest'ultimi studi che ci indicano che il livello di attenzione di un automobilista nei confronti di chi è su una sella cambia moltissimo in base al colore dell'abbigliamento del motociclista, ma se questo è ciò che ci viene detto oggi, la domanda sorge spontanea: dov'erano tutte le nostre aziende quando per decenni ci hanno proposto abbigliamento classicamente di colore nero come la pece?

Ma soprattutto: se TUTTI gli attori sulla strada che sono a rischio, si vestono in modo così appariscente (manovali sulla strada, forze dell'Ordine, ciclisti, motociclisti, etc..), non è che poi, alla fine, nessuno nota più nessuno e l'effetto è quello pari all'abbigliamento rigorosamente "black"?

Chiunque di noi anni fa si sia recato all'Estero avrà certamente notato come i nostri colleghi bikers del Regno Unito usassero già giubbotti fluorescenti proprio per le condizioni climatiche di scarsa visibilità: erano gli anni dove se qui in Italia, tenevi acceso il fanale della motocicletta venivi fermato dalle Forze dell'Ordine che ti invitavano a "spegnerlo" in quanto fonte di disturbo per gli automobilisti, e chi ha i capelli grigi e superato il mezzo secolo di vita sicuramente se lo ricorda!

Insomma, è o non è un sistema legislativo un po' schizofrenico? La sicurezza è certamente in primis nella testa di chi guida un mezzo sulla strada che sia a motore o a pedali o semplicemente con il cavallo di San Francesco, e normative di vario genere non potranno mai evitare i morti ed i feriti nati da imprudenza ed incoscienza, ma forse qualche cambiamento può tornare utile, perché no?

Ma allora se qualche cosa viene deciso in questa fase che almeno si sia NOI motociclisti a partecipare alla discussione, ai tests , alle prove, ovvero che si valuti la cosa da "protagonisti" e non da soggetti passivi!  Andare in moto è certamente un fattore di divertimento, di passione e se vogliamo che questi pilastri del nostro andare in moto rimanga valido nel tempo per tante altre future generazioni, sta a noi rimanere svegli, attivi, insomma cavalcare i cambiamenti stando in sella con le mani bene attaccate al manubrio!

E allora parliamone, discutiamone sì sui forum come nei nostri raduni, ma facciamolo con giusta causa, informandoci, leggendo quanto avviene negli altri Paesi d'Europa, andiamo a vedere questi prodotti, proviamoli, insomma non mettiamo la testa sotto la sabbia in attesa che qualcuno decida per noi, come troppe volte accade: se il motociclismo cambia in meglio è giusto che anche noi motociclisti si cambi (in meglio), se il cambiamento non ci piace, se è indice di peggioramento è giusto dichiararlo ad alta voce!

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Commenti   

+2 #1 francessco abbonante 2013-04-08 08:32
il motociclismo sta morendo , non sta cabiando , e pultroppo non ci sono piu i veri motociclisti , lo sempre detto le nuove leve non hanno dato quella continuita' , quindi tutti stanno contribuendo ad far morire la moto e tutti i suoi frofumi
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