Motociclismo: essere o apparire?

PrimaSerata

Mai come in questo momento stiamo assistendo ad un proliferare di trasmissioni televisive sul mondo delle due ruote ed un motore: sembra che intorno al nostro mondo, dove per decenni vi è stato un totale disinteresse dei media, si sia acceso un riflettore. Il mondo della televisione è intimamente legato alla pubblicità, a palesi interessi commerciali ed è evidente che una sinergia di "markette" è stata ben costruita da chi ha il controllo dei media stessi dove l'intreccio tra editoria, pubblicità, televisione, etc.. consente di amplificare rapidamente i messaggi che si vogliono lanciare.

La cosa che fa meditare chi non è sensibile a questo mondo "patinato" e a volte superficiale se non palesemente artefatto, è la cancellazione di un motociclismo reale, non sponsorizzato, fatto di sacrificio personale, di passione vera, senza etichette, senza marchi.

E' un po' quello che è avvenuto nella grande distribuzione: se io creo un meccanismo per cui il cibo che è disponibile all'acquisto in grandi quantità piano a piano diventa di "plastica", con sapori anonimi che alla fine addormenta i palati della massa, la prima volta che la stessa si trova a mangiare una VERA patata, non solo NON distingue il gusto, la qualità, ma probabilmente la giudica "schifosa".

Quando i riflettori dei media di massa si accendono su un settore specifico, personalmente mi trovo a disagio, provo un senso d'inquietudine: la domanda che sorge spontanea è "cui prodest"?

Nel mondo della televisione nessuno fa niente per niente, di norma (parlo delle televisioni a diffusioni nazionali, non quelle locali che hanno conservato il contatto con il territorio in cui operano), per cui se abbiamo una particolare attenzione, dobbiamo rispondere alla domanda di cui sopra.

La crisi ha sicuramente fatto "svaporare" la classe media ed ha aumentato la "forbice" tra le classi generando un divario estremo tra classi molto agiate dove spendere decine di migliaia di euro per viaggi con mete ambiziose applicando un mototurismo al "top" per citare Crozza/Briatore, è normale, mentre all'altro estremo trovare i soldi per la benzina per il giro della domenica è cosa ardua!

Qual'è il "motociclismo" allora? E' quello del divo hollywoodiano con il casco a scodella non omologato in testa ma che richiama migliaia di fans e li porta a sbavare dietro ad una vetrina di una nota marca americana aumentandone le vendite? O è quello di chi tutti i santi giorni, inverno compreso, va al lavoro su due ruote ed un motore rischiando la pelle su binari, segnaletica folle, etc..?

Potrebbe avvenire quello che è già avvenuto nel mondo delle quattro ruote, dove sia riviste che televisioni testano su strada mezzi sicuramente non alla portata dei più, dove sempre più cavalli vengono sfoggiati a fronte di strade dove fare anche solo i 30 km./orari "è un sogno", sempre per citare il comico di cui sopra!

Da una parte la realtà del buon senso, delle cose fattibili con sacrifici, con sforzi veri dove è solo la solidarietà tangibile dei motociclisti che ti consente di tornare a casa (do you remember Italo?), dall'altra l'immagine patinata, i viaggi sovente artefatti con furgoni per l'assistenza al seguito, pezzi di ricambio, hotel a cinque stelle, etc…

Il motociclismo per sua genesi è sempre stato sinonimo di libertà, di individualismo sfrenato a volte, di essere fuori dagli schemi, dall'omologazione, dall'inquadramento; quando anche questo dovesse essere solamente un dover apparire e non essere, un seguire la moda e basta senza capire che la meta è il viaggio non solo dei chilometri fatti, beh, meglio lasciar perdere allora!

E' un po' come il nostro impegno nel Coordinamento: siamo fuori dai riflettori perché siamo motociclisti di tutti i giorni, non dobbiamo fare "markette", e difatto le cose "scomode" non hanno mai molti seguaci, tranne quando si tocca il fondo ed il buon senso riemerge in tutta la sua sostanza o drammaticità.

Siamo volontari e non ci paga nessuno, è solo la passione per le due ruote ed un motore che ci anima e ci fa investire il nostro tempo libero ed il nostro denaro nella difesa della nostra scelta di vita in sella: ma noi SIAMO veri oggi come ieri, non vogliamo "apparire".

Siamo Motociclisti, Cittadini In Moto! E ne siamo fieri!

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