No al divieto indiscriminato per l'enduro in Emilia Romagna

Fangacci

Il progetto di legge dedicato alla creazione della "REER - Rete Escursionistica dell'Emilia Romagna e valorizzazione delle attività escursionistiche", che quel Consiglio Regionale dovrà discutere a partire dall'inizio di febbraio 2013, ha come obiettivo la salvaguardia e la valorizzazione strade non asfaltate, mulattiere, carrarecce e sentieri, grazie ad una segnaletica che le identificherà come percorsi escursionistici.

Il progetto di legge, però, prevede anche che non sarà più possibile transitare con mezzi mezzi a motore.

5.000 chilometri di percorsi vietati ed, in buona parte, a nostro parere, probabilmente destinati al totale abbandono.

Il Coordinamento Italiano Motociclisti ha quindi inviato questa lettera al Presidente del Consiglio Regionale Matteo Richetti, a tutti i Consiglieri Regionali e al Presidente Vasco Errani:

OGGETTO : progetto di legge n.3351 presentato in data 09/11/2012 dai consiglieri Costi, Ferrari, Monari, Donini, Meo, Grillini, Paruolo, Barbieri: "Rete Escursionistica
dell'Emilia-Romagna e valorizzazione delle attività escursionistiche"

Con la presente, il Coordinamento Italiano Motociclisti, Associazione che rappresenta e tutela gli interessi dei Cittadini In Moto, è a segnalarVi la preoccupazione di migliaia di appassionati di enduro e trial.

Il progetto di legge regionale in oggetto, infatti, che andrebbe a riservare quasi 5.000 chilometri di mulattiere, strade sterrate, sentieri escursionistici esclusivamente al CAI, ci pare un errore strategico, sia dal punto di vista economico, sia da quello della tutela dell'ambiente naturale e storico.

Una rete di percorsi così estesa, spesso lontani da vette e da luoghi di particolare interesse turistico, oggi spesso viene fatta oggetto di manutenzione e ripristino grazie all'ausilio e la passione di tanti appassionati di enduro, di trial (così come da cacciatori, raccoglitori di tartufi, appassionati di MTB e Downhill).

Riservare esclusivamente al trekking 5.000 chilometri, in Emilia Romagna, significherà, al di là dei buoni e comprensibili propositi dei Consiglieri proponenti e soprattutto in tempi di gravi difficoltà finanziarie degli EE.LL., condannarne all'abbandono la stragrande maggioranza.

E così facendo, inoltre, si andrà a ridurre il flusso turistico creato da tutte quelle categorie di fatto espulse da quei territori, con gravi ricadute economiche su molte attività poste in aree collinari e già poco frequentate, dall'enogastronomia ai servizi alla persone ad ai veicoli.

Il Coordinamento Italiano Motociclisti non è per un uso indiscriminato dei percorsi fuoristrada, e ritiene che l'ambiente vada tutelato, ma questa tutela non si ottiene con un divieto totale di accesso ai mezzi a motore. La soluzione è una saggia amministrazione del territorio con e una attenta regolamentazione, che tenga conto dei diritti e delle passioni di tutti, che devono essere svolte nel rispetto del territorio e dei cittadini italiani che vivono il fuoristrada con modalità differenti dal trekking.

Siamo quindi a lanciare un appello affinché questa norma venga ripensata.

Certi di poter contare su un Vostro positivo accoglimento della presente, siamo a porgere i nostri più distinti saluti.

Coordinamento Italiano Motociclisti
Il Presidente
Marco Polli