Conclusa la 70ma edizione dell'EICMA a Milano

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Si è appena conclusa a Milano la settantesima edizione dell'Esposizione Internazionale del Motociclo più nota come EICMA. E' doverosa quindi una analisi ed una sintesi degli eventi a freddo, anche se siamo certi che l'editoria di settore ci sommergerà (come sempre) fino alla primavera prossima di novità, attese, commenti e critiche derivate da questa manifestazione.

E' indubbio che la vitalità del settore sembra provenire proprio dai costruttori italiani dove, sia il gruppo Piaggio, come Ducati e MV Agusta sono stati prodighi di novità importanti : se poi le moto sono sempre le regine del salone, è certo che il mondo dell'accessoristica ha presentato novità di ogni genere, dove, in generale, la tecnologia la fa da padrona. Si sono riviste le piccole cilindrate con una offerta variegata dove le case giapponesi sembrano aver colto un chiaro messaggio dalla crisi e guardano ai più giovani con modelli appetibili anche sotto il profilo del prezzo.

 

Insomma, vuoi per quanto presentato dagli espositori, anche in termini di eventi nell'area dedicata, vuoi per l'alto numero di presenze, una edizione di tutto rispetto in barba alla crisi si potrebbe dire, a dimostrazione di un settore vitale anche per tutte le età interessate, dai più giovani fino ai portatori di capelli bianchi.

Lo stand del Coordinamento Italiano Motociclisti ha vissuto una notevole presenza e gli innumerevoli passaggi hanno dimostrato l'interesse o la semplice curiosità che suscitano le nostre posizioni.

Scotta ancora l'applicazione del pedaggio per il Passo dello Stelvio, ma anche l'assurdità dei nostri pedaggi autostradali, dei guard rail che non tengono conto delle nostre esigenze, la mancanza dei parcheggi dedicati e tutti gli altri temi che il CIM ha affrontato e continua a trattare.

Ringraziamo tutti quanti coloro che hanno dimostrato una consapevolezza motociclistica e ci hanno dato e continuano a dare  il loro contributo : rimane l'amarezza nel constatare la discrepanza tra i tanti, tantissimi possessori di moto e scooter ed i pochi che hanno una coscienza e capiscono che solo con una forte rappresentanza numerica di chi tutela *veramente* i NOSTRI diritti può portare a qualche risultato.

Ci auguriamo che i tanti attacchi che sta subendo la categoria sveglino gli animi "dormienti" e nel 2013 i numeri di adesioni al CIM lo possano dimostrare !

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Ufficio Stampa