Le moto ed il cinema

MarlonFronte

Non sono solo le auto dei film di 007 che hanno impressionato oltre alla pellicola i sogni degli spettatori o dei cinefili più appassionati, ma le motociclette al cinema hanno sicuramente aiutato i sogni di molte generazioni.

Se in Vacanze Romane del 1953 Gregory Peck faceva sognare milioni di fanatici dello scooter di casa Piaggio guidando per le bellissime strade della capitale della penisola, con sul sellino una bellissima Audrey Hepburn, come non rimanere folgorati dalla poderosa Norton de "I diari della motocicletta" con Rodrigo De La Serna  che ha ricordato la figura leggendaria del Che !

In "Un amore per caso" Russel Crowe ci fa sognare attraverso vigneti e panorami fantastici a bordo di una potente custom con l'aria tra i capelli, e la voglia di imitarlo è irrefrenabile.

Ma sono i matti di "Wild hogs" ovvero Tim Allen, John Travolta, William H. Macy e Martin Lawrence che ci fanno sbellicare dalle risate in quello che è un grandissimo film di autorironia sul mondo selvaggio dei bikers americani.

Ed in effetti il cinema e la moto sono una questione tutta U.S.A. come dimostra "Hell Ride" dove Michael Madsen a bordo di una moto che sembrerebbe inguidabile ci fa sentire il caldo di strade polverose dove uno stivale di pelle diventa di un grigio-beige difficile da rimuovere anche se la pelle in origine era nera.

Nello stesso film un fantastico Dennis Hooper a bordo di una altrettanto fantastica Indian sidecar ci fa venire voglia di partire per quelle lande desolate e seguirlo fino alla fine del mondo!

Ma sono viaggi solitari come quello del mitico film "Easy Rider" che ha condizionato milioni di aspiranti motociclisti di una generazione che fu : avere sul sellino una bellissima Cameron Diaz è privilegio di un Tom Cruise in forma nel film "Knight and day" !

Tom Cruise che ci impressiona in modo mirabolante e certamente grazie ad effetti speciali di primo livello nelle spericolate acrobazie di "Mission Impossible", effetti speciali che ritroviamo proprio in uno dei film dell'agente del "Vodka e Martini, agitato e non mescolato", dove Pierce Brosnan a bordo di una custom BMW salta da un tetto all'altro nel film "Il domani non muore mai" .

Lo stesso attore si ripete a bordo di una enduro italiana in "Goldeneye", ovviamente sempre senza casco pena la perdita della spettacolarità !

Sembrerebbero poi analoghe enduro italiane di piccola cilindrata quelle che una splendida Angelina Jolie-Lara Croft ed il suo partner usano per attraversare paesaggi incredibili in "Tomb Raider".

Si potrebbe andare avanti per pagine e pagine ("La grande fuga" con Steve McQueen del 1963 non si può non citarlo, ma anche "Indian la grande sfida" con Anthony Hopkins), ma vogliamo concludere con quella che forse è una immagine che è nella mente di molti di noi, una sorta di icona dell'idea della "moto del cinema" e ciò che un mito rappresenta.

Ci riferiamo a "Fronte del porto" con Marlon Brando, un mito nel mito, una figura senza tempo nell'immaginario collettivo, ma il rapporto di questo attore con il mondo delle motociclette viene anche esaltato ne "Il selvaggio" del 1953.

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