Morire per incroci non in sicurezza: non è degno di una nazione "civile"!

Evento TO3Merli

 

Succede in ogni parte d'Italia purtroppo, ma a Torino l'indignazione di chi viaggia su due ruote ed un motore ha raggiunto il limite: in alcuni incroci ormai si possono fare le tacche come sugli aerei della seconda guerra mondiale per ogni biker che ha perso la vita su quelle "maledette" strade.

Per dire BASTA a questo stato di cose, sabato 16 novembre  2013, alcuni motociclisti hanno organizzato un presidio fisso con striscione ed impianto audio  in un incrocio "della morte" di Corso Peschiera, coinvolgendo le rappresentanze dei quartieri ed alcuni esponenti delle istituzioni locali.

Al fine di sensibilizzare maggiormente la popolazione è stata messa in scena una simulazione di un incidente motociclistico coinvolgendo i biker stessi che hanno reso omaggio ai propri caduti facendo "urlare" i propri motori.

Il filmato dell'evento lo potete vedere qui

Urla che debbono arrivare alle istituzioni per cambiare questo stato di cose: gli utenti deboli della strada sono i primi a pagare il prezzo di infrastrutture fatiscenti.

Tutti noi vogliamo che le cose cambino e per farlo ci vuole determinazione per questi obiettivi: ciò che succede a Torino avviene in TUTTA Italia e l'obiettivo del Coordinamento è proprio quello di portare alle istituzioni nazionali queste situazioni.

Per ottenere risultati stabili vanno cambiate le normative e questo è un momento delicato in quanto stiamo affrontando la riforma del Codice della Strada e quindi l'apporto delle associazioni è importante.

Va anche sottolineato che per avanzare i nostri diritti di motociclisti utenti deboli della strada, è fondamentale ricordarci dei nostri doveri e rispettare le regole della strada stessa! Altrimenti diventa molto difficile essere credibili (ed essere ascoltati) quando si avanzano richieste relative alla nostra sicurezza, ma non si ha uno stile di guida che sia coerente con queste richieste.

Il Coordinamento ha previsto i Gruppi di Intervento Locale proprio per agire in modo "coordinato" su problematiche specifiche loco-regionali, in modo da condividere esperienze che sembrano "peculiari" in Toscana, mentre noi abbiamo già avuto riscontro di situazioni simili nel Lazio, ad esempio.

Ogni iniziativa che voglia tutelare la sicurezza di motociclisti rispettosi delle norme della strada, ci vede sostenere battaglie a fianco degli stessi con la determinazione di più di vent'anni di attività. Spiace constatare invece che molti sono partiti volenterosi "lancia in resta" per voler risolvere annosi problemi della categoria, ma oggi non sono più attivi nel voler perseguire questi obiettivi!

Per ogni incidente come quelli di Torino bisognerebbe attivare sempre più motociclisti come si è fatto il 16 novembre: solo facendoci sentire potremo cambiare qualcosa.

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione