Il reato di omicidio stradale è una necessità!

LuciaVarriale

Era il 5 marzo 2011 quando in via Stalingrado a Bologna, Cristian Alessandrini, conducente positivo agli stupefacenti, investiva a folle velocità l'innocente Lucia Varriale stroncando così la sua breve esistenza.

Il 18 dicembre 2013 l'omicida di Lucia lascia il carcere per l'assegnazione ai servizi sociali.

Il Coordinamento Italiano Motociclisti è vicino al sentimento di impotenza dei genitori di Lucia Varriale e ribadisce la necessità di un cambiamento normativo nella nostra legislazione perché queste cose diventino ricordi di un triste passato.

Si ricorda, per dovere di cronaca, la coraggiosa contestazione da parte della Procura di Bologna di Omicidio volontario nel confronti di Cristian Alessandrini, conducente positivo agli stupefacenti: si era partiti da una già modesta condanna a 7, anni per arrivare poi in appello a 5 anni e 4 mesi. 

Oggi dopo due anni e mezzo l'investitore è già fuori assegnato ai servizi sociali. 

Gli omicidi della strada continuano ad essere considerati nel nostro ordinamento reati minori. 

Chi uccide sotto l'effetto di alcol e stupefacenti, nella stragrande maggioranza dei casi, se la cava con pene da furto con destrezza. 

Ma il furto della vita dovrebbe valere sicuramente di più: ciò provoca fra i familiari delle vittime della strada e nell'opinione pubblica sconcerto e amarezza. 

Ci uniamo come Motociclisti nella battaglia sull'Omicidio stradale con le associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni oltre all'ASAPS (di cui condividiamo il comunicato del suo Presidente), battaglia che deve continuare con il sostegno di tutti gli attori della strada.

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione