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La cronaca inizia a riempirsi di morti in moto!

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Mentre il "palazzo" discute sul Nuovo Codice della Strada e sul concetto di "utente debole" della stessa, la cronaca registra i primi numeri negativi sul fronte degli incidenti in moto e scooter.

Interessante poi notare come, sovente, per "motociclista morto a seguito di…" leggendo il report si scopre che lo stesso malcapitato era a bordo di uno scooter di piccola cilindrata, cosa che, pare faccia inviperire i "veri motociclisti".

Questa diatriba sui concetti di moto e scooter è assolutamente inutile quando si parla di incidenti: su bicicletta, su scooter o motociclette di piccola cilindrata, come su una moto da 1200 cc. enduro o stradale che sia, quando si cade, i danni sono identici a carico delle "carrozzerie" umane!

Al di là delle nostre colpe legate ad una guida imprudente dove è la velocità la prima causa dell'incidente motociclistico, vero è che gran parte degli stessi vede protagonisti gli altri utenti della strada che fondamentalmente NON CI VEDONO!

E' una delle dichiarazioni classiche dell'automobilista o del conducente di mezzi pesanti o altro: "….non l'avevo visto…" "…mi è sbucato all'improvviso!"

In uno dei tanti articoli letti recentemente, ad esempio le colpe sono state ascritte al "ciclista" che effettivamente aveva compiuto una manovra azzardata e l'automobilista se l'è trovata sotto le ruote: i costi per la famiglia della ciclista tra avvocati, spese legali e quant'altro è arrivata, alla notevole cifra di €.50.000!

E' esperienza di tutti noi quando siamo alla guida delle nostre "quattroruote" trovarci a che fare con amanti delle due ruote che ci sorpassano a destra tra fiancata della nostra auto e marciapiede…magari con una manovra che inizia nel "punto morto" del retrovisore!

Il primo pensiero è: "….ma cribbio, ma allora te la cerchi…." e difatti così è….

Poi ci sono situazioni dove è l'infrastruttura che crea l'incidente: mancanza di specchi parabolici in punti critici, rotonde con scarsa visibilità nelle uscite per chi ha un casco che limita la vista laterale, buche di ogni genere, lavori stradali mal segnalati, etc….

Niccolò Galli perse la sua vita per una situazione simile, ma fu uno delle tante vittime di disattenzioni da "cantiere" e la cosa che intristisce è la ripetizione di episodi simili al punto che sembra che non si impari nulla dal proprio passato!

La notizia del suo incidente ha riempito la cronaca, molto, ma molto meno dell'incidente occorso a Belen o a Fiorello, dove (per fortuna!) il morto non c' è scappato… ma che logica esiste nel giornalismo?

Ha senso riportare la cronaca dei tanti incidenti in moto? Aiuta ad elevare la coscienza di una autoregolamentazione degli utenti delle due ruote ed un motore? Oppure ci "abitua" al "morto in moto del lunedì" e ci rende refrattari a tutto ciò?

Lo chiediamo a voi che ci seguite, che magari ritenete che scrivere articoli volti ad una maggiore coscienza motociclistica possa "rompere", od invece pensate che è proprio questo il ruolo di una Associazione di Promozione Sociale che si occupa dei motociclisti e dei loro problemi!

In tutta Europa la discussione sulla sicurezza del motociclismo è forte, sentita e coinvolge tutti i componenti della filiera delle due ruote: in Italia sembra che la cosa non venga approfondita realmente ma sia qualcosa di cui tutti parlano ma senza convinzione.

E' così secondo voi? Cosa ne pensate?

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

 

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