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Sbanda con la moto, muore in curva

pietro cossa01g

Un'altra notizia di un altro motociclista morto in un incidente. Però questa volta la scena è diversa. Una accelerata di troppo in città, una inutile esagerazione che ha portato la motocicletta a raggiungere una velocità per cui le strade non sono state realizzate. Basta un attimo e si perde il controllo, e si passa dalla vita alla morte.

Io mi chiedo che senso abbia tutto questo. Spesso, in alcune pagine di Facebook, leggo persone che dicono "si vede che non era capace, a me non avverrebbe mai". Ma non lo dicono perché loro guidano con prudenza, andando più piano. Lo dicono pavoneggiandosi del fatto che loro sanno andare anche più veloce senza avere incidenti.

Una presunzione e una arroganza senza limiti, di persone che pensano che la strada sia una pista, che usano la moto come un arma. Persone che si definiscono "motociclisti", ma non basta andare in moto per essere un motociclista. L'essere motociclista vuole dire essere a conoscenza delle leggi che disciplinano la circolazione stradale e le rispettano. Vuole dire essere a conoscenza dei rischi dell'andare in moto, e per questo hanno una condotta di guida che sia la prima tutela della loro sicurezza. Chi pensa di essere diverso, di potere andare sempre oltre i limiti, ha delle concrete possibilità di trasformarsi in un "mortociclista".

Essere Motociclista vuole dire chiedere rispetto perché si rispetta. 

Il Coordinamento Italiano Motociclisti è impegnato nella tutela dei diritti dei Motociclisti.
Ma come ho appena scritto, non basta andare in moto per essere Motociclisti.

Marco Polli
Presidente del Coordinamento Italiano Motociclisti

 


Tratto da La Stampa, del 3 Giugno 2012

 

TORINO
«Si è sentito un boato, come se fosse esplosa una bomba. Quella moto, poco prima di schiantarsi, era accanto a me, ferma al semaforo. C’era anche un’altra moto, ma non credo si conoscessero. Sono partiti rombando. Tutto è accaduto in una manciata di secondi».

Tradito da una curva insidiosa e dalla forte velocità. Il motociclista di 38 anni è morto sul colpo ieri pomeriggio in via Pietro Cossa, perdendo il controllo della sua Yamaha R1 sulla curva che costeggia il parco della Pellerina. L’incidente è avvenuto intorno alle 14,30, in quella specie di «chicane» dove la strada digrada, scendendo verso corso Regina Margherita. Ivan Pappagallo prima di perdere il controllo della sua Yamaha con la carena rossa, ricoperta di adesivi, si è fermato al semaforo all’incrocio con corso Appio Claudio. Alcuni automobilisti, compresi gli agenti di una pattuglia della polizia, lo hanno visto partire accanto ad un secondo motociclista. Un’accelerata, il rombo del motore, e poco dopo il boato. Nell’affrontare la curva, ha strisciato sull’asfalto.

La carenatura della Yamaha ha lasciato una sottile linea rossa, disegnando la traiettoria verso il bordo della strada. Non ha avuto scampo. Dopo aver urtato il marciapiede con le ruote, la moto si è impennata, rotolando senza controllo per alcuni metri e finendo contro un palo della luce. Smembrata, fatta a pezzi. Il motociclista è stato sbalzato contro la staccionata di legno che delimita il parco. Indossava tuta, casco, protezioni. Ma non sono serviti a nulla, in quello scontro così violento. Ha spezzato i tronchi della staccionata come fossero stuzzicadenti, provocando un ampio squarcio. I soccorritori lo hanno trovato riverso nell’erba. Il medico del 118 e i volontari dell’ambulanza hanno provato a rianimarlo, ma nulla da fare.

In via Pietro Cossa sono intervenuti gli agenti della sezione infortunistica della polizia municipale. La strada è rimasta chiusa al traffico per oltre tre ore. I primi a soccorrere l’uomo sono stati proprio i poliziotti di quella pattuglia ferma al semaforo. Ai vigili urbani hanno raccontato di aver sentito il boato. La stessa scena è stata descritta dagli altri automobilisti. Il secondo motociclista, subito dopo lo schianto, si è fermato anche lui a prestare soccorso. «Non sembra si conoscessero» hanno detto gli agenti, escludendo al momento l’ipotesi di una «gara» improvvisata sulla strada tra due rider, orgogliosi del proprio bolide. L’uomo è stato identifico dalla polizia municipale. Forse sarà interrogato.

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