Mar07042020

Aggiornamento:Gio, 13 Feb 2020 9am

Un weekend rosso sangue

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Cercando delle notizie relative alle moto su internet, sembra che l'unica cosa che si trova siano articoli su incidenti in moto. Pare che siano stati giorni pesanti, con un alto numero di vittime. Ne riporto alcuni, con i link agli articoli che parlano in modo più dettagliato di questi incidenti.

Si comincia con Sabato, a Eboli (SA), quando un motociclista di 51 anni, durante un sorpasso, finisce contro un mezzo pesante. La moglie, che viaggiava con lui, resta illesa ma lui perde la vita.

Domenica, ad Amaseno (LT) un motociclista di 36 anni esce di strada con la sua moto, e perde la vita.

A Nardò (LE) un motociclista di 38 anni finisce contro una autovettura, su una strada nota per la sua pericolosità, e perde la vita.

Sempre in provincia di Lecce, a San Pietro in Lama, un motociclista di 41 anni perde il controllo della sua moto e finisce contro un muretto a secco, perdendo la vita.

A Mercatello sul Metauro (PS) un motociclista di 27 anni entra troppo veloce in curva, perde il controllo della motocicletta finisce contro un albero, perdendo la vita.

Quello che accomuna questi incidenti è che sono avvenuti con moto sportive, e che per tuttì c'è la concreta possibilità che il motociclista guidasse ad una velocità troppo elevata. Ho trovato altri incidenti, ma con cause diverse e soprattutto con esiti diversi.

Qualcuno potrebbe ora commentare che questo tipo di articoli, da parte di una associazione per la tutela dei diritti dei motociclisti, non si dovrebbero leggere. Questo perché sono già in tanti ad attribuire la responsabilità degli incidenti in moto alla condotta di guida dei motociclisti. Vorrei però fare notare che in queste notizie è davvero difficile riuscire ad attribuire ad altre cause la responsabilità di questi incidenti e che una associazione come il Coordinamento Italiano Motociclisti deve tutelare i diritti, ma questi si possono reclamare solo quando si assolvono i propri doveri.

Uno dei primi doveri per un motociclista è quello di guidare secondo i limiti imposti dal Codice della Strada, in mancanza di questo è davvero difficile riuscire a fare valere i nostri diritti. E ogni volta che leggo di un incidente avvenuto per la responsabilità del motociclista, tra le varie considerazioni che faccio è che, oltre ad essere un lutto per le persone che piangono la perdita di una persona cara, è anche una sconfitta nella battaglia fatta per vedere riconosciuti i nostri diritti.

Ogni volta che un motociclista guida in modo tale da mettere a rischio la propria vita solo per i brividi dati dalla adrenalina, delegittima le battaglie fatte per cercare di fare cambiare i guard rail o per migliorare la manutenzione delle strade, questo anche quando non avvengono incidenti.

Anche per questo motivo tra gli obiettivi del Coordinamento Italiano Motociclisti c'è la promozione presso la comunità dei motociclisti della guida responsabile, per preferire i Km/anno ai Km/ora, con la ferma critica per chi scambia una strada di collina con un circuito aperto per prove libere.

Marco Polli
Presidente del Coordinamento Italiano Motociclisti

 

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