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Aggiornamento:Lun, 15 Giu 2020 9pm

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A volte, si nasce con la camicia!

MotoNelFosso

Ovvero, più che l'abbigliamento adeguato è certamente la fortuna che ci mette una pezza…o interventi provvidenziali di "buoni samaritani" e comunque persone che non si voltano dall'altra parte a dimostrazione che ci sono ancora esseri umani degni di questo nome! E' il caso di un ragazzo di 18 anni che, caduto in prossimità  della frazione Stazione Certosa sulla strada provinciale 27 che collega Giussago (PV), in seguito alla perdita di controllo della sua moto, si è salvato!

Luca Manenti, di 18 anni che abita a Giussago, è stato salvato da un ciclista che, entrato nella roggia dove era caduto, ha scongiurato il rischio di annegamento tirandogli fuori la testa dall’acqua molto rapidamente. 

Il ragazzo è stato poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Matteo dal personale del 118. Le sue condizioni non sono gravi e, dai primi accertamenti, dovrebbe aver riportato la frattura di una gamba oltre a numerose contusioni.I carabinieri di Certosa hanno aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica dell’incidente. 

La ricostruzione dell’incidente: Luca Manenti era in sella ad una moto Honda Vfr ed era diretto verso la stazione di Certosa dove la strada è molto stretta e insidiosa. 

Il ragazzo ha affrontato una doppia curva quando, per motivi che sono in fase di accertamento, ha perso il controllo: la moto è finita dalla parte opposta della carreggiata ed è andata a sbattere contro il guard-rail di una roggia che scorre sotto ed a fianco della carreggiata. 

Il ragazzo è stato sbalzato di sella ed è passato sotto il piccolo guard-rail mentre la moto è stata sbalzata nel fosso dove ci sono circa settanta centimetri d’acqua. Noi motociclisti capiamo bene che già questo tipo di impatto è tale da essere fatale e quindi per il collega centauro essere passato sotto senza danni è già stato un bel colpo di fortuna!

Ma è stato l'intervento provvidenziale di un ciclista, Ignazio Di Liberto a salvargli la vita da un probabile annegamento in quanto è rimasto con la testa sotto. 

Il ciclista era in bicicletta insieme a moglie e figli. «L’ho visto in acqua – racconta – e mi sono reso subito conto che poteva finire molto male. Aveva il volto sott’acqua e non riusciva a muoversi. Non ho perso tempo e sono sceso, l’ho raggiunto e gli ho subito tirato fuori la testa. Non è stato facile. 

Gli facevo delle domande in continuazione: <Come ti chiami?>, <Cosa è successo?>, ma non riusciva a rispondere. Ci provava ma forse non capiva cosa stavo dicendo. Dopo qualche minuto un altro passante è sceso anche lui nella roggia e siamo riusciti a farlo sedere vicino alla motocicletta. 

Sembrava confuso, probabilmente aveva perso i sensi per qualche minuto. Sicuramente ha bevuto tanta acqua».

Sono arrivati altri passanti e qualcuno ha lanciato l’allarme con una telefonata alla centrale del 118. Alla stazione di Certosa, vicino allo stabilimento della Galbani, sono arrivate sia l’ambulanza che l’automedica. Le condizioni del ferito sembravano gravi e Luca Manenti è stato caricato in ambulanza e trasportato al pronto soccorso di Pavia. Pare che la moto stesse procedendo troppo velocemente.

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