La nona Conferenza Internazionale del Motociclo

IFZ

Nei primi giorni di ottobre dello scorso anno,  l'Istituto per la Sicurezza in Moto (IFZ) ha ospitato la 9a Conferenza Internazionale del Motociclo, con una molteplicità di interventi di alto livello da parte di relatori Europei e degli Stati Uniti. In occasione della fiera di Colonia, poco prima l'apertura dell'INTERMOT al pubblico, entrambi i giorni della conferenza sono stati divisi in quattro sessioni in materia di sicurezza e tecnologia, analisi degli incidenti, i piloti e le tendenze del mercato.

Nel primo giorno di relazioni il Dr.Ing. Achim Kuschefski, direttore dell'Istituto per la Sicurezza in Moto, ha presentato uno studio relativo allo stato attuale della formazione iniziale del pilota motociclista come avviene in Germania. 

Lo studio ha rilevato notevoli differenze nella guida tra le diverse scuole. Nelle sue conclusioni il signor Kuschefski ha sollecitato le autoscuole al fine di incoraggiare ulteriormente gli studenti a riflettere sul loro comportamento nel traffico stradale e per migliorare la loro percezione di sé per quanto riguarda le proprie competenze ed i relativi comportamenti, nonché per offrire ulteriori informazioni sulla formazione e l'approccio mentale alla guida.

Della sicurezza e della tecnologia si è occupata la sessione dove Klaus Werkmeister di BMW Motorrad ha parlato delle esperienze della sua azienda con l'attuazione della norma ISO 26262, che si applica per i veicoli di produzione fino a 3,5 t. con grande rilievo nel settore automobilistico. 

Nel giugno 2012 è stato ufficialmente deciso di ampliare la ISO 26262 anche ai motocicli. Pertanto, tutte le pertinenti funzioni di sicurezza dei veicoli, controllate da componenti elettrici ed elettronici, stanno per essere valutati da questo standard. 

Werkmeister ha evidenziato che ci sono esigenze di specifiche particolari per le motociclette, sconsigliando quindi di applicare la norma così come prevista senza le necessarie modifiche rispetto a quelle che riguardano le autovetture rispetto alla produzione motociclistica.

Durante il  secondo giorno di conferenze il Prof. Dr. Ernst Pfleger dell'Istituto EPIGUS ha introdotto l'argomento su come applicare le analisi di visualizzazione per migliorare la sicurezza per i motociclisti. 

Via analisi video, il Prof. Pfleger ha illustrato le differenze di visione sulla strada tra un pilota di motocicletta  alle prime armi rispetto ad uno con esperienza. Mentre i piloti esperti esprimono una visione attenta anche in lontananza, i piloti inesperti tendono a concentrarsi con i loro occhi troppo vicino alle immediate vicinanze della moto.

Franz-Josef Görges relatore da parte del produttore dl caschi Schuberth ha introdotto un nuovo sistema automatico di eCall per motociclisti. Il sistema è composto da cinque sensori posizionati sulla moto che riportano l'informazione all'interno del casco del pilota. Se due o più sensori reagiscono ovvero danno un segnale che viene ritenuto di pericolo per la sicurezza, una chiamata di emergenza verrà inviata ed il pilota verrà collegato a un centro di chiamata di emergenza. 

Il sistema sarà inizialmente disponibile in Germania e poi essere estesa al resto d'Europa nel corso dell'anno 2013.

Sono queste le sedi dove vengono decise quelle innovazioni sovente discusse poi in ambito di Parlamento Europeo e dove è importanti esserci per portare il proprio contributo, pena una visione delle problematiche non sempre a 360°, dove la conseguenza è poi la lamentela ingiustificata in quanto l'applicazione non tiene conto delle reali esigenze di questo o quel Paese.

Invitiamo i motociclisti italiani ad avere una visione che vada oltre alla contingenza del nostro Paese, sovente arretrato su realtà di tutti i giorni che dovrebbero essere superate quanto prima possibile.

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Ufficio Stampa