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Controllo tecnico europeo per le moto: perché nulla è perduto?

parlamento europeo

Il 2 luglio, il parlamento europeo ha reintegrato moto e scooter nel regolamento di armonizzazione di controllo tecnico. Se il risultato di questo voto sarà negativo, per i difensori dei motociclisti la partita è ben lontana dall’essere persa. Di seguito la spiegazione dei diversi scenari a cui si andrà incontro.

Il voto tanto atteso dai motociclisti europei, sostenuti dalle associazioni dei motociclisti, FEMA e , soprattutto, FFMC, dell’emendamento 37D, volto ad escludere le moto e gli scooter dal regolamento di armonizzazione  del controllo tecnico dei veicoli su ruota nei 28 paesi dell’UE, ha avuto esito negativo.

Su 754 eurodeputati, 354 si sono opposti all’esclusione delle moto dal controllo tecnico europeo. In teoria, il controllo tecnico (CT), potrà essere imposto a moto e scooter a partire dal 2016. Solamente in teoria…

Voto Serrato

Il risultato del voto è molto meno chiaro di quanto possa sembrare. Il parlamento non è riuscito ad ottenere una posizione maggioritaria netta, ed è qui che la faccenda si fa interessante. Il dossier sarà reinviato alla commissione dei trasporti del parlamento europeo, che si è già pronunciata a favore dell’esclusione delle moto dal CT europeo per 21 voti a 19.

Dopo nuove discussioni in merito a questa istanza, verrà recapitato al relatore un mandato  di negoziazione, in modo tale che possa negoziare con il Consiglio. Il dialogo avverà tra le tre istituzioni europee: Parlamento Europeo, Commissione Europea e Consiglio dei ministri dell’Unione Europea.

Unanimità del consiglio

Ora, la posizione del consiglio è quasi unanime rispetto alla contarietà dell’inclusione delle moto nel CT. Da una parte vi è una ferma posizione, ma dall’altra è molto divisa. Sarà dunque difficile arrivare ad un compromesso. Compromesso che sarà, in questo caso, a favore del controllo tecnico…

Programmazione fitta

Il dibattito riprenderà a partire dal 15 settembre 2013, ma è alta la probabilità che non si riesca a giungere ad un accordo prima della fine dell’anno. Il dossier sarà allora inoltrato al prossimo mandato.

Cambio di presidenza

Sarà la lituania, piccolo paese che conta 3 milioni di abitanti, a prendere per 6 mesi le redini dell’UE. Sarà lei a decidere che il CT per le moto sarà una priorità da affrontare? Non è sicuro. In caso contrario bisognerà ancora attendere un’altra presidenza, dunque almeno altri sei mesi, ferma restante sulla bilancia l’importanza effettiva  di questo dossier. Per avere un risultato concreto potrebbero dunque non volerci solo mesi, bensì anni!

La Francia è contro il CT  per le moto

La Francia, al Consiglio Europeo, si è già pronunciata contro al CT dei mezzi a due ruote, come avevano fatto in precedenza la Commissione di sviluppo sostenibile e la Commissione degli affari europei dell’Assemblea nazionale. La Francia è un membro importante nell’UE, è influente, e la sua posizione è ben lontana dall’essere isolata. È fondamentale che lo stato francese mantenga tale posizione, ma che lo facciano anche i nostri eurodeputati. Da qui l'importanza di mantenere la pressione sui nostri politici e politici futuri.

Contesto elettorale

Ci troviamo in un contesto europeo. Bisogna mettere in conto le future elezioni degli eurodeputati che avverranno nel 2014. Con l’odierna situazione di crescente malcontento presente in ciascun paese dell’UE, gli eurodeputati avranno voglia di aumentare la pressione sui cittadini? In ogni caso, nel 2014, ci sarà una nuova Commissione, un nuovo Parlamento ed un nuovo Consiglio, che ritorneranno su questa questione, ma con punti di vista differenti.

Non tutto è perduto

È di fondamentale importanza che tutti coloro che sono coinvolti restino mobilitati. Ricordando che la posizione difesa per coloro che si oppongono al CT non è quella di risollevare la questione, ma di lasciare l’iniziativa ad ogni stato in merito alla sua applicazione o meno. E come ogni studio degno di questo nome, indipendente, non basta dimostrare che vi sia un rapporto tra lo stato del veicolo e l’accidentalità. L’opposizione al CT, e all’aumento della frequenza delle visite per le auto, resta perfettamente difendibile.  

I motociclisti in prima linea

In un primo tempo, le associazioni in difesa dei motociclisti, attraverso la Fema, hanno deciso di seguire di seguire la “lotta” e di effettuare un lavoro di persuasione. Queste hanno davvero interesse a riprendere questo tema. C’è da ricordare, anche se lo facciamo regolarmente, lo smisurato lavoro che ha fatto la Fema su questo tema. Ma anche per la Francia, coloro che fanno parte della FFMC, che non hanno intenzione di cedere. La maggioranza dei deputati francesi ha votato contro!

(Frédéric Brozdziak - 03/07/2013)

Traduzione ed elaborazione da MotoMag a cura del gruppo traduzioni del Coordinamento Italiano Motociclisti

 

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