Ennesima riforma del Codice della Strada: servirà?

03 ImpegniamoCIM

Un certo scetticismo è dovuto: quando si introdusse la riforma con la patente a punti si parlò di "spartiacque" dove tutto sarebbe cambiato e si sarebbero fermati gli abusi sulla strada, ma così non fu e se oggi si introducono i punti patenti anche per i minorenni è evidente che le lacune sono ancora molte.

Ogni impianto normativo è aggirabile e noi siamo maestri nel "fatta la legge, trovato l'inganno" e lo dimostra il fatto che nonostante ci sia una legge ad hoc i proventi delle multe non siano andati, come avrebbero dovuto, a coprire sicurezza e manutenzione, come previsto dallo stesso Stato che concede con la destra e riprende con la sinistra o viceversa per "par condicio".

«Il Codice della Strada ha 240 articoli e dal 1990 ad oggi ha subito 70 interventi - ha dichiarato il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Lupi-. Serve un nuovo codice della strada, con una razionalizzazione, una delegificazione ed una manutenzione normativa»

In questa "riforma" (sic!) vi è certamente stata una certa attenzione agli utenti deboli della strada in particolare ai ciclisti dove si parla di"'adozione di sistemi di maggiore visibilità notturna" (dobbiamo aspettarci effetti fluo?).

E' stata prevista anche la progettazione e costruzione di strade più sicure, con espressa previsione di una moderna segnaletica e la creazione di infrastrutture ed arredi finalizzati anche alla sicurezza degli utilizzatori a due ruote

Ci permettiamo di dubitare sulle reali possibilità economiche per la copertura delle spese: se riuscissimo a chiudere almeno le voragini attuali sulle strade esistenti, saremmo già contenti!

Per i conducenti minorenni, come già annunciato, è prevista l'introduzione della patente a punti, al fine di «intervenire celermente e preventivamente nell'educazione stradale dei giovani utenti della strada»

Diciamo che averlo fatto già quando vennero introdotti i "punti" per la prima volta avrebbe evitato di doverci "mettere una pezza", oggi, come diceva il Maestro Manzi "Meglio tardi che mai!"

Per quanto ci riguarda come motociclisti,  la riforma prevede che si debba intervenire sulla progettazione, la manutenzione e la segnaletica soprattutto per tutelare gli utenti più deboli ovvero noi ed i ciclisti: chissà se la "simpatica" e scivolosa vernice adottata dal Comune di Milano per la segnaletica orizzontale rientrerà in questa categoria...mah?!

Lupi ha fatto l’esempio dei guard rail, «andranno ripensati nella forma sia quelli in cemento sia quelli in ferro, causa spesso di lesioni gravissime per i guidatori delle due ruote».

Non ci vuole una riforma del codice della strada per questo, basta applicare le norme europee...ed avere i soldi per farlo!

Altre peculiarità sono poi l'inasprimento delle sanzioni (servisse a qualcosa, ma con furberie come quelle delle targhe rumene o i falsi leasing tedeschi..), il blocco delle patenti fino alla conclusione del processo e via di questo passo.

Siamo il Paese a volte con le norme più severe (vedi in materia di sicurezza del lavoro) e dove la legge è massimamente disapplicata a fronte di un menefreghismo generale che parte dal basso, dall'ignoranza e da una mentalità del "fotte e chiagne": ma credete davvero che basterà un'ennesima riforma demagogica a cambiare le cose?

E' dalla formazione, dall'istruzione, dalla cultura della circolazione che possono nascere generazioni che cambieranno realmente le cose sulla strada: la legge dovrebbe introdurre concetti che evidenzino cosa c'è in gioco come quello di "pirata della strada" (vedi codice della strada svizzero) o di "omicidio stradale".

Per non parlare poi dell'introduzioni sanzioni nei confronti di quegli amministratori locali che si inventano truffe di ogni tipo per colmare i magri bilanci, alla faccia di circolari del Ministero, di sentenze, di leggi che dicono che quello che vediamo sulle strade di molti comuni sono soluzioni "fuorilegge" ab initio, ma nel frattempo le multe arrivano e tanti le pagano, poi si vedrà...

E' fuor di dubbio che chi ha sollecitato sia maggioranza che opposizione in modo completo su questi temi che ci riguardano, ha TUTTO il nostro plauso e sostegno, ma tale funzione dovrebbe essere svolta in realtà, da una VERA associazione di motociclisti che possa rappresentare democraticamente la base di chi pratica l'utilizzo delle due ruote ed un motore, e non "vicariata" da altre protagoniste del settore!

In ogni caso, se si pensa che "dall'alto" possano essere calate "norme" a favore dei motociclisti (senza per altro consultarli)  quando per trovare politici che vanno in moto bisogna usare il "bike-detektor", si rischia di rimanere fortemente delusi: se la categoria è rappresentata numericamente da chi "statutariamente" non si occupa di queste cose, beh, poveri motociclisti italiani!

Per cambiare efficacemente la condizione del motociclismo italiano ci vuole una COMPLETA SINERGIA e COORDINAMENTO tra tutte le componenti del settore!

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione