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Aggiornamento:Gio, 13 Feb 2020 9am

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Motociclista cade per un cassonetto fuori posto: risarcito!

cassonetto

Un motociclista romano era caduto per un cassonetto posizionato fuori posto in curva. L’azienda che gestisce i rifiuti della Capitale, per mezzo della sua assicurazione, aveva sostenuto che non è possibile controllare che tutti i cassonetti di una città grande come Roma siano posizionati correttamente. La tesi viene respinta dal Giudice di Pace, dal Tribunale e infine anche dalla Suprema Corte.

Se la Pubblica Amministrazione vuole essere esonerata da responsabilità, deve fornire quanto meno elementi sintomatici che indichino la sua impossibilità a esercitare il controllo sui beni gestiti. La responsabilità per custodia è applicabile alle Pubbliche Amministrazioni, se non provano l’impossibilità di controllo sui beni gestiti.

La Corte di Cassazione, terza sezione civile, con la sentenza n.9722, depositata il 14 giugno 2012, conferma l’orientamento consolidato che prevede la configurabilità in capo alle Pubbliche Amministrazioni della responsabilità da custodia, prevista dall’art. 2051 c.c. Tale responsabilità prevede che non sia il danneggiato a provare la colpa della P.A., ma la P.A. a dover fornire prova di non aver potuto fare nulla per impedire l’evento, o che l’evento è scaturito dal caso fortuito.

Se ci si mette nei panni del motociclista è difficile dargli torto. Provate a immaginare di trovarvi un cassonetto dell’immondizia in mezzo alla strada, in curva. In moto, si rischia la vita.

Pensando alla moltitudine degli atti vandalici che si verificano in una grande città, come potrebbe essere lo spingere in strada un cassonetto, si potrebbe dire che è difficile attribuire la responsabilità alla azienda di gestione dei rifiuti.

Però in ogni caso i cassonetti sono sotto la custodia dell’ente gestore, quindi se un cassonetto diventa pericoloso, in primo luogo la responsabilità cade su di esso. E, in base all’art. 2051 c.c., è l’ente gestore che deve adoperarsi per dimostrare di aver adottato tutte le cautele a lui possibili per impedire che si verifichino simili eventi. Non basta limitarsi a dire che è evidente che l’azienda che gestisce i rifiuti non possa monitorare la posizione dei cassonetti 24 ore su 24.

Sembra una questione di lana caprina, ma non lo è. Il custode di beni che possono diventare pericolosi è gravato innanzitutto da questo peso: se succede qualcosa, deve darsi da fare per dimostrare di essere stato diligente. Altrimenti, la sua responsabilità si presume e dovrà risarcire il danneggiato. Nel caso di specie l’azienda che gestisce i rifiuti si è limitata a richiamare l’attenzione sull’enorme numero di cassonetti presenti sulle strade della Capitale e sulla conseguente impossibilità di controllarne il posizionamento. E questo, per la Corte di Cassazione, non basta.

La questione dell’applicabilità dell’art. 2051 c.c. alla Pubblica Amministrazione è vecchia e su di essa si sono spese molte parole, sia da parte dei teorici del diritto, sia da parte delle Corti territoriali e di legittimità.

Al di là dei ragionamenti giuridici, c’è una contrapposizione che si può definire “politica”. Da una parte c’è chi dice che non si può caricare sulle spalle della P.A. l’obbligo di vigilare su ogni buca stradale, su ogni pianta, su ogni macchia d’olio, o su ogni cassonetto, perchè tale vigilanza è impossibile. Dall’altra c’è chi dice che senza una “pressione” a tenere d’occhio i beni demaniali, dio solo sa quanti incidenti e quanti danni i cittadini subirebbero senza essere risarciti.

Certo viene da chiedersi: se i comuni non rischiassero di dover risarcire i cittadini per le buche nelle strade, le sistemerebbero? I Giudici probabilmente ritengono di no, se continuano a sfornare pronunce che mantengono ampia la responsabilità degli enti pubblici.

Fonte: www.sicurmoto.it

Sono molti i casi in cui la manutenzione della strada o addirittura il modo in cui è stata realizzata, porta a creare dei rischi per la circolazione, in primo luogo per gli utenti delle due ruote. RIcordiamoci infatti che in questi casi, la "carrozzeria" del motociclista è il suo corpo.

Il Coordinamento Italiano Motociclisti ricorda che tra i suoi obiettivi c'è anche quello di sollecitare le Amministrazioni Pubbliche a prendersi le loro responsabilità nel realizzare le corrette manutenzioni e nel correggere quelle realizzate male. Nelle prossime settimane sarà inaugurato una nuova sezione del sito dedicata a questo, restate quindi "sintonizzati" e controllate le novità sul nostro sito.

Coordinamento Italiano Motociclisti

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