ABS per le moto subito! Anzi, no...!

ABS

Quando si dice la chiarezza normativa, incredibile ! Europa di qua, Italia di là! Mentre l'Unione Europea decide l'obbligo di serie dell'ABS sui motoveicoli a due e tre ruote dal 2016 e solo per i modelli appena lanciati sul mercato (per adeguare quelli già in listino, la scadenza è quella del 2017), l'Italia nel "minestrone" del Decreto Sviluppo introduce quest'obbligo da SUBITO, ovvero dieci giorni dal decreto stesso! E' evidente che l'introduzione dell'ABS di serie su motoveicoli a due e tre ruote è cosa logica, ma un conto è concordare con le Aziende costruttrici un percorso fattibile che tenga conto le esigenze del mercato, un conto è decidere che domani mattina i mezzi di nuova immatricolazione debbano avere questa tecnologia, almeno come optional !

Eppure è così, almeno in questo Paese delle Meraviglie : l'emendamento voluto dal Senato relativamente al decreto-sviluppo-bis (Dl 179/12) prevede che con l'entrata in vigore dello stesso (si parla di due settimane) su tutti i veicoli a due o tre ruote con motori dai 125 cc. in su, immatricolati nuovi dovrà avere offerto, almeno come optional, l'ABS.

Però i senatori si sono dimenticati di introdurre sanzioni per i costruttori che non si adeguassero, e questo indica la superficialità con cui è stata affrontata la questione, e le proteste dei costruttori stessi perché non si è tenuto conto dei tempi tecnici per un adeguamento effettivo, lascia il tempo che trova proprio per l'assurdità della decisione legislativa.

Per nostra fortuna rimane il fatto che su tale materia (equipaggiamento dei veicoli a motore) fanno testo le Direttive Europee ed in ogni caso la violazione della norma italica dovrebbe prevedere un blocco dell'immatricolazione che non è stata prevista dal legislatore stesso ad ulteriore dimostrazione di qualcosa campato in aria.

In ogni caso, stante le dimissioni del premier, non è detto che il Decreto Sviluppo venga approvato in seconda lettura : ovviamente sono percorsi procedurali che vanno concordati tra le forze politiche.

Il punto di vista del Coordinamento Italiano Motociclisti rimane sempre quello di chiedere norme che abbiano una visione di logica che tenga conto della realtà della strada e della fattibilità delle stesse soprattutto per la salvaguardia di chi, sopra una sella, rischia la propria pelle. Sempre.

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