Nuove norme in vigore dal 2014

ParlamentoEuropeo

Dalla seconda metà del 2014, con Euro 3 in vigore sui ciclomotori. Dal 2016 Abs obbligatorio per i nuovi veicoli sopra i 125cc e norme Euro 4. Dal 2020 arriva l’Euro 5. Anche se il nostro Parlamento con il Decreto Sviluppo introduce l'ABS obbligatorio già dal 2014, sono altre le norme che il Parlamento Europeo ha già varato ed i cui testi andranno recepiti dagli Stati membri dimostrando ancora una volta l'incoerenza tra Parlamenti nazionali e Comunitari.

 

Sono state, di fatto, votate a larga maggioranza dal parlamento di Strasburgo, le nuove regole che entreranno in vigore già dal 2014, segnando così nuovi scenari nel mondo a due ruote. L’Europa chiede mezzi più sicuri, meno inquinanti, ma che potrebbero essere più costosi.

ABS per tutti ma un po' più in là, proprio per consentire alle aziende costruttrici di adeguarsi in tempi congrui per quanto attinente la progettazione.

Dal 2016,  difatti, ogni veicolo a due ruote di nuova produzione, dovrà essere dotato di un sistema antibloccaggio. 

La norma prevede l’obbligatorietà, ai fini della omologazione, di sistema ABS per mezzi con cilindrata dai 125 cc  a salire.

Per i ciclomotori invece, ad ora, è prevista l’obbligatorietà di essere equipaggiati con sistemi di frenata integrale.

Ma si parla anche di moto meno inquinanti in quanto già dalla seconda metà del 2014, scatterà l’omologazione Euro 3 per i ciclomotori, mentre dal 2017 entrerà in vigore l’Euro 4 per poi diventare Euro 5 dal 2020 inclusi quadricicli e “tre ruote” purché non superino i 45km/h. 

Per i mezzi “targati” la norma Euro 4 sarà in vigore dal 2016. Dal 2021, ogni moto (o ciclomotore) uscita dalle catene di montaggio dovrà essere Euro 5.

E' indubbio che a livello di Parlamento Europeo la visione di svecchiare il parco circolante dei motoveicoli sta subendo una discreta accelerazione nell'illusione che l'adeguamento del consumatore sia automatica, ma ne dubitiamo.

Basta girare un po' per il nostro continente per rendersi conto che anche nelle zone che consideriamo Europa alla massima espressione (Germania) si può assistere alla circolazione di mezzi vetusti al pari di quelli che vediamo in Paesi dell'ex blocco sovietico !

Indubbio che le aziende costruttrici puntino a queste norme per convincere reticenti consumatori a mantenere in esercizio mezzi che sono tutto tranne che obsoleti ma che normative stringenti vorrebbero fare diventare tali : questa volontà di innovazione mal si concilia con una crisi economica che obbliga i consumatori a rimandare scelte costose.

Sul fatto dell'inquinamento effettivo ci si permetta di sollevare qualche perplessità poi a fronte si stagioni di "polveri sottili" più decise da politiche condizionate, che non da reali dati delle centraline : se veramente si vuole agire in tal senso sono sicuramente mezzi più inquinanti che andrebbero scoraggiati a favore delle due ruote.

Invece in Italia le due ruote continuano a pagare pedaggi come le quattro, alla faccia dell'Europa !

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Ufficio Stampa