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Aggiornamento:Gio, 13 Feb 2020 9am

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Nuove regole... nuovi disagi

patente

Il 19 gennaio 2013 è entrata in vigore la nuova norma che regola il conseguimento della patente della moto. Tale norma si è resa necessaria per adeguare il Codice della Strada italiano alle norme europee. L’abbiamo letto tutti su ogni portale web e sentito in ogni telegiornale. Bello! Anzi bellissimo. Finalmente alla patente A3 ci si arriverà con un po' più di gradualità ed esperienza alle spalle prima di salire su missili con due ruote da 200Cv. Ma funzionerà tutto a dovere?

Oggi mi sono preso del tempo per andare a verificare con i miei occhi lo stato delle cose e ne ho viste di belle.

Ho preso la mia moto e sono passato in Motorizzazione a spiare i piazzali delle prove pratiche ed erano deserti. Vuoti. C'era solo la nebbia e i birilli abbandonati. Sono entrato a chiedere informazioni generiche sul come conseguire, da privatista, la patente A3 allo sportello dedicato e mi sono sentito dire, dopo le info di rito su moduli, bollettini e certificati, che al momento non accettano prenotazioni perché non hanno ancora ricevuto le circolari dal Ministero dei Trasporti con le modalità d'attuazione della nuova norma e di tornare verso fine febbraio.

Non contento, sulla strada del ritorno, mi sono fermato in tre autoscuole a chiedere lo stesso tipo di informazione. Il più gentile ha abbozzato un sorriso, gli altri hanno inveito contro il sistema. Vi spiego perché.

I gestori delle autoscuole mi hanno spiegato che, oltre alla norma, è cambiato anche il sistema telematico di trasmissione dei dati alla Motorizzazione. Cambiato almeno sulla carta perché, in pratica, i sistemi non sono ancora adeguati ed aggiornati, con la conseguenza che alle autoscuole è impossibile inviare qualsiasi documentazione al Ministero dei Trasporti di Roma. Almeno finchè i sistemi non verranno effettivamente aggiornati.

In più gli esami già prenotati sono stati spostati a data da definirsi per l'impossibilità della Motorizzazione ad effettuare le prove pratiche. Leggi sopra.

Altro fattore non trascurabile è che le autoscuole dovranno sostituire il parco moto a disposizione per adeguarlo alle nuove regole. Mi hanno detto di avere  una proroga di tempo fino a giugno per adeguarsi, ma se nel frattempo volessero sostenere un esame pratico con la moto da 35Kw, potrebbero farlo?  La risposta è NO. La Motorizzazione nicchia  e prende tempo perché non sa ancora se  e come sia possibile farlo.

La conseguenza è che fino a fine febbraio le autoscuole sono paralizzate. Non lavorano. Non possono lavorare perché il Ministero dei Trasporti non è in grado di dare indicazioni precise e certe sul come applicare le nuove normative. Sperando che i tempi non si dilatino ulteriormente.

Insomma, lo stato attuale delle cose a seguito del cambio di norme sul conseguimento della patente da moto è... Un vero marasma. Un limbo dantesco dal quale non si vede uscita. Mi sorgono poi due domande, e cioè: ma se le autoscuole devono obbligatoriamente sostituire il parco moto per sostenere gli esami pratici, adeguandosi  alle nuove normative... non è che poi il costo di questo aggiornamento ricadrà, come al solito, nelle tasche di chi vuol prendere la patente magari con un aumentino delle tariffe?

Ma com'è possibile che uno stato prima di emanare una legge o di aggiornare una norma, non si curi di verificare se tutto il meccanismo che sta dietro, sia in grado di recepire le modifiche e lavorare efficacemente fin da subito?

Se un manager di una società privata agisse allo stesso modo e cioè non verificasse a priori l'impatto che una modifica ai sistemi porterebbe all'organizzazione ed alle procedure della sua società, credo verrebbe silurato solo per il danno economico portato all'azienda...per non contare il disservizio arrecato ai clienti e l'imbarazzo dei colleghi a trovare scusanti sull'accaduto. Questo succederebbe in una qualsiasi azienda privata, per lo Stato Italiano è tutta un'altra faccenda... Tanto chi sbaglia difficilmente ne paga le conseguenze. Gli unici a pagare i disservizi derivanti da scelte sbagliate sono sempre i cittadini. Da sempre.

Forse se tutti i motociclisti, o aspiranti tali, si decidessero di organizzarsi in un'unica entità... il CIM ad esempio... avrebbero più possibilità di far cambiare le cose e di far pagare i responsabili per i propri errori.

Non ci resta che aspettare i prossimi disservizi, ops!...aspettare il prossimo fine febbraio per tornare a chiedere se sarà cambiato qualcosa...

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