Residenti contro motociclisti

sorpassoincurva

 

E' questo il titolo che con alcune variazioni potrete trovare su molti giornali locali dove il conflitto tra chi abita in comuni siti su strade panoramiche e motociclisti si ripete ad ogni inizio di bella stagione.

Le strade usate come circuito, moto che sfrecciano rombanti e a velocità folle: è questa la segnalazione che molti residenti dei tanti comuni d'Italia che hanno la sfortuna di trovarsi su strade "motociclistiche" fanno ai propri sindaci e questi, di conseguenza allertano le forze dell'Ordine che si apprestano a posti di blocco e strage di patenti.

Interessante leggere le dichiarazioni dei sindaci fatte ai giornali che sottolineano le realtà del problema: "…su cento centauri ce ne sono pochi che si comportano come matti, ma quei matti ci sono sempre ed ogni anno ci scappa il morto"!

Questo è quello che afferma Maurizio Piatti Sindaco di San Paolo Cervo comune sito nell'omonima valle del Biellese, ovvero in quella zona posta sulla "Panoramica Zegna" strada che alletta molti motociclisti che vogliono sfogare i propri cavalli.

"Il problema non è di facile soluzione, servirebbero più controlli,forse. Ma è anche vero che i motociclisti si segnalano tra loro ed in prossimità della pattuglia dei Carabinieri vanno piano per poi sfrecciare nuovamente a velocità folle. Facendo rumore a più non posso e disturbando tutti. Quello che servirebbe davvero è un maggior senso civico, ma di questi tempi è merce rara. Non resta dunque che affidarsi alle forze dell'Ordine speando che la loro presenza funga da deterrente"

Queste le conclusioni del primo cittadino che condividiamo relativamente al discorso del "senso civico" anche perché per pochi che vogliono andare contro alla logica sono i tanti motociclisti che vogliono godere i panorami che fanno fatica a compiere questi percorsi.

E questo è uno dei tanti motivi per cui si appende il casco al chiodo ed i numeri delle vendite calano: sono sicuramente di più le categorie dei virtuosi, ma non si comprende perché non si riesca ad evitare questo problema facendo sistema insieme ovvero unendo le forze degli "uomini di buona volontà" con moto o senza isolando quelle assurdità che alimentano il problema.

Parlare di "prevenzione" più che di "sicurezza" è certamente la strada da percorrere e per ottenere dei risultati i problemi vanno affrontati alla radice e non superficialmente: favorire l'utilizzo dei circuiti per chi vuole sfogare i propri cavalli diminuendo i costi per l'affitto delle piste è il primo dei nodi da affrontare.

Una volta che sia "facile" correre in pista, chi lo vorrà fare su strada andrà punito pesantemente in quanto non ci saranno scuse.

Altro nodo i limiti assurdi: punire chi va ai 70 km orari su rettilinei con limite ai 30 km. orari è una presa in giro e rende solo "obbligatoria" l'infrazione.

Vogliamo farlo insieme? Il Coordinamento Italiano Motociclisti è disponibile fin da ora ad un tavolo comune con le associazioni dei Comuni ed i rappresentanti delle Forze dell'Ordine per fare "sistema" ed affrontare quoti nodi per risolvere il problema alla radice!

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione