Nuova ricerca sulle attrezzature di protezione per i motociclisti.

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Che l'utilizzo delle protezioni sia in grado di preservare il motociclista dagli infortuni, o almeno di attenuare in modo significativo la gravità delle ferite, è un'affermazione certamente scontata. Dal momento però che gli standard di performance di tali protezioni, sono spesso mancanti o incompleti, il Centro spagnolo per l'indagine e lo sviluppo dei trasporti e dell'energia (CIDAUT) è protagonista di un nuovo progetto di ricerca europeo per individuare su quali nuovi standard o dispositivi di protezione è necessario lavorare in materia di difesa passiva.

Su questo tema anche l'australiano "Gear Study" del George Institute for Global Health ha analizzato il ruolo dei protettori contro l'impatto nella prevenzione infortuni. I risultati sono stati pubblicati nel 2011 e ha dipinto un quadro chiaro:

Dai dati esaminati dal "Gear Study" australiano, inoltre, è emerso che un capo su quattro, tra giacche, pantaloni e guanti, non è riuscita a garantire una corretta protezione dall'incidente.

Chiariamo un punto: FEMA ed i suoi membri da sempre si oppongono a qualsiasi norma che renda obbligatorio l'uso dei dispositivi di protezione. Posizione e stile di guida, il traffico, l'utilizzo del veicolo a due ruote, le diverse e variabili condizioni climatiche, rendono a nostro parere impossibile una norma impositiva.

La scelta di cosa indossare deve essere lasciata al motociclista. Ma questa scelta consapevole va aiutata garantendogli informazioni e dati certi sull'effettiva efficienza delle protezioni offerte dal mercato.

Norme nuove o migliorate per le attrezzature: a partire da giugno, quindi, il progetto MOSAFIM di CIDAUT, della durata di un anno si concentrerà su due obiettivi: il miglioramento degli standard delle protezioni ed il miglioramento dei servizi post-infortunio.

Fonte: Federation of European Motorcyclists' Associations - 21 maggio 2012