Novità per il primo soccorso dei motociclisti ?

BLSD

E' facile trovare sui media notizie relative a dispositivi utili a chi presta il primo soccorso ai motociclisti al fine di poter salvare le le vite degli stessi. In Francia si è proposto un adesivo da apporre sul casco che riporterebbe un codice a barre

il quale, una volta decodificato con apposito lettore, darebbe al soccorritore dati utili per la sopravvivenza del paziente (gruppo sanguigno, allergie, medicinali assunti, ecc..)

 

E' certo che una delle procedure più importanti da compiere nell’immediato è l’identificazione dell’utente coinvolto per risalire, in un momento successivo, ai dati medici personali, utilissimi ai soccorritori.

Il codice a barre, leggibile da un semplice smartphone, mostrerà tutti i dati medici del paziente per facilitare il delicato lavoro dei soccorritori che, in questo modo, potranno intervenire tempestivamente sul malcapitato motociclista.

In Francia l’esperimento inizierà il 16 gennaio in due regioni, la Sarthe e la Loire-Atlantique, ma il sistema si estenderà a tutta la Francia entro la fine dell’anno. Per ora l’adesione è volontaria ed il costo di 36 € annui (comprende la registrazione dei dati personali e la trasmissione di questi a tutti i centri di pronto soccorso sparsi sul territorio francese). 

Analoga soluzione viene proposta in Italia con il sistema 'Safety QR Code', una app per iPhone, iPad e smartphone con sistema operativo Android, dove il motociclista può registrare verbalmente tutte le informazioni utili ai medici del pronto soccorso in caso di incidente.

La sperimentazione, come annuncia Fabio Poivara dell'azienda di Lecco Trizero, è partita sui caschi Airoh, produttore che ha lanciato il programma in collaborazione con la Croce Rossa e i medici dell'Aife, Associazione Italiana Formazione Emergenza, a Genova

Tutte le informazioni per il pronto soccorso in un codice. Un progetto che potrebbe essere esteso anche ai ciclisti.

"Si tratta di un prodotto a basso costo (20 euro con copertura per cinque anni), ma salva-vita - ha spiegato Polvara - se si pensa quanto sia importante la tempestività di un pronto soccorso. Ci piacerebbe ora estendere l'applicazione anche ai caschi dei ciclisti

Nel frattempo, invece la Polizia Stradale di Vercelli ha adottato per il proprio personale, in particolare chi opera sulla strada come i poliziotti motociclisti, un sistema a bracciale con chiavetta usb.

Questi progetti ci lasciano però perplessi. Infatti allo stato attuale va segnalato comunque che gli operatori del 118 in Italia non badino certo a tali strumenti in quanto l'informatizzazione sanitaria nel nostro belpaese è alla preistoria, e di conseguenza i nostri rianimatori badano al sodo, ovvero a salvare la vita con tutti gli strumenti a disposizione che rispettino criteri di medicina legale. Durante un intervento si è in emergenza, e non si ha tempo e modo di utilizzare un computer o uno smartphone per ricercare i dati che sono stati precedentemente registrati

Vero è che Nazioni europee dove il sistema sanitario è legato a doppio filo alle assicurazioni sistemi di informazione digitalizzata sono lo standard da decenni (ad es. in Germania OGNI paziente della repubblica Federale è dotata di una sorta di carta di credito con tutti i dati sanitari riportati) cosa che obbliga i sanitari del primo soccorso a cercare questi dati con queste modalità.

Tali metodiche sono indubbiamente valide a patto che le stesse diventino degli standard obbligatori, ovvero i dati inseriti nei supporti digitali siano validati da medici che ne attestino la validità, e che i verificatori degli stessi utilizzino sistemi omogenei: questa soluzione indica una volta di più come sarebbe indispensabile "europeizzare" i trasporti e quanto da esso deriva, pena delle localizzazioni inutili e nocive.

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Ufficio Stampa