Sicurezza stradale, facciamola ora e veramente!

Corsi

Di sicurezza stradale, spesso se ne parla in famiglia, oppure in un incontro tra amici o colleghi, alla macchina del caffè.  Abbiamo tutti un esempio di un incidente avvenuto od evitato, abbiamo tutti assistito a comportamenti che ci infastidiscono o peggio ci fanno imbestialire.  Si finisce poi a parlare dei metodi di repressione adottati o che si dovrebbero inasprire : il ritiro dei punti patente, o pene ancora più severe.   

La repressione ormai onnipresente che noi pensiamo sia esagerata per noi stessi e per gli altri.  Perché ci crediamo tutti più sicuri, più intelligenti e meno pericolosi di "altri".  

Questi altri, questi "cattivi studenti" designati d’ufficio, sono gli utenti su due ruote, quelli che sovente vengono chiamati con paura, disprezzo o rispetto "motociclisti". 

Motociclisti e scooteristi, ma siamo anche pedoni, ciclisti, spingiamo i passeggini dei nostri figli e nipoti, siamo automobilisti e, talvolta, camionisti, autisti di autobus, metropolitana, treni. 

Con le nostre due ruote, ci troviamo oggi a rappresentare un quarto dei decessi nel traffico, cosa che le autorità pubbliche e guru "della virtù della strada" non cessano di rimproverarci. 

Tuttavia, secondo gli studi di esperti della sicurezza stradale e dei risultati statistici degli assicuratori, gli utenti delle due ruote, mentre non sono sempre responsabili per gli incidenti, sono sempre e comunque le vittime, in quanto più esposti.

Ebbene sì, gli incidenti motociclistici sono in primo luogo incidenti d’auto poiché più della metà di essi sono causati dalla disattenzione di un automobilista ! 

Ma dato che il potere politico ha gli occhi fissi sulla contabilità dei morti, sono le morti su due ruote che agiscono come indicatore di "cattivo" nella sicurezza stradale. Da questo a fare nostri i "cattivi risultati", non c’è che un passo.

E questo è regolarmente strumentalizzato dai politici e dai media con statistiche morbose messe in rilievo senza alcuna analisi, al fine di rendere accettabile al pubblico la macchina repressiva e la colpevolezza dei conduttori . 

Ciononostante per capire e limitare i rischi inerenti alla pratica delle due ruote motorizzate, esistono delle soluzioni semplici e di buon senso e vanno applicate, a partire dall'abbigliamento tecnico fino alla formazione di utenti preparati e responsabili (corsi di guida). 

Questi principi sono basati sulla vulnerabilità degli utenti più esposti e la consapevolezza della condivisione della strada. In breve, le nostre raccomandazioni sono solo buon senso e saper sopravvivere. Guidare veicoli a due ruote è divertente su strada, dà più fluidità nelle nostre città ed aumenta il buon umore, quindi fa bene a tutti !

Siamo sempre disponibili a parlarne, anche perché contiamo su di Voi per aiutarci a mettere queste proposte in opera.  

Nel frattempo, buona strada a tutti !

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