Migliorare le infrastrutture, è un dovere non un vezzo!

Strade

Buona parte dei rischi sulla strada sono legati ad errori progettuali: troppo sovente ci troviamo, andando all'estero di percepire le differenze tra realizzazioni conformi alla logica rispetto ad infrastrutture che non comprendiamo se non con interessi clientelari, nelle corrispondenti costruzioni "italiche".

Allora facciamo un memorandum su questo punto, magari a forza di seminare, qualcosa entrerà nelle "zucche" di di chi di dovere: la speranza è sempre l'ultima a morire!

Quale dovrebbe essere l'obiettivo di questo lavoro? Semplicissimo: far comprendere le specificità della dinamica delle due ruote per meglio integrarli nei modelli di traffico (formazione di urbanisti e di chi progetta le strade). 

1. Sarebbe auspicabile che la nostra categoria potesse incontrare in modo permanente i rappresentanti eletti ed i funzionari della viabilità, della realizzazione e della costruzione delle strade (ANAS), al fine di essere informati sullo sviluppo di guide e modelli in merito alle raccomandazioni elaborate per i progettisti e le autorità locali. 

2. Organizzare appuntamenti definibili sotto la dizione “Motociclista per un giorno”. Sulle nostre moto, prenderemmo a bordo i sindaci, gli assessori alla viabilità ed altri rappresentanti delle associazioni per mostrare “de visu”, in pratica, che cosa è adatto o meno in funzione dell’evoluzione delle due ruote: pavimentazione inadatta o degradata, segnalazione di ostacoli potenziali di alcune strutture mobili e non sulle strade. Tali azioni dovrebbero aiutare ad integrare sistematicamente le due ruote nella progettazione delle strade e delle infrastrutture urbane.

3. Agire sull’adozione di tutti i guard rail a norma (per evitare lo scivolamento di un corpo sotto la protezione e contro i picchetti della struttura di sostegno che causano lesioni mortali).

4. Non realizzare più i separatori di carreggiata in rilievo (rischio di oscillazioni per una due ruote pericoloso e fonte di incidenti). 

5. Usare elementi per l'infrastruttura il più smussati possibile (scegliere gli elementi meno pericolosi in caso di incidente, supporti morbidi, materiali deformabili, non sporgenti, non acuminati).

6. Formazione di architetti e progettisti per integrare nei loro progetti i concetti relativi alle due ruote sia nel design, come nell’arredamento urbano, o per la strada vera e propria. 

7. Manutenzione dell'illuminazione notturna sulle superstrade urbane, compresi i collegamenti.  Ignorando la specificità della due ruote nella guida notturna, lo Stato tende a ridurre poco a poco la luce di notte sulle superstrade urbane affermando che "nel buio, si guida più lentamente, così gli incidenti sono meno gravi e la mortalità è in calo”

Questo significa dimenticare che uno dei fattori comuni negli incidenti che coinvolgono un motociclista si riferisce alla visibilità. Visibilità per il motociclista che "legge" la strada (condizioni della strada, cambio di aderenza, la necessità di vedere lontano ed in larghezza per anticipare) e la visibilità del motociclista agli altri utenti. 

Nel buio, il campo visivo è ridotto alla portata dei fari, che degrada la comprensione della velocità dei circostanti veicoli e la stima delle distanze di sicurezza. 

Da novembre a marzo, la maggior parte dei tragitti casa-lavoro è effettuata di notte. Non va dimenticato che le due ruote non hanno nessun tergicristallo e non hanno l’insieme dei fari delle auto (una visiera del casco grondante di pioggia offusca sovente la visione del motociclista). L'unica cosa che è "chiara" in questo caso, è che le autorità pubbliche si basano su statistiche generali dimenticando ancora le due ruote, mentre ci rimproverano  costantemente di rappresentare un quarto di quelli uccisi sulle strade ogni anno !  

Noi le nostre proposte le abbiamo esposte ben chiaramente, perché vengano ascoltate abbiamo bisogno del sostegno della categoria altrimenti rimarranno lettera morta. Ora dipende da chi sta leggendo decidere se accettare una decadenza futura oppure incidere pesantemente sul proprio futuro.

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