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Lampeggi "editoriali"....ovvero, sfruttando il "blog"...

Verdone

Mancano pochi giorni al termine per aderire alla nostra iniziativa, al nostro progetto di difesa della categoria motociclistica nazionale, o forse quando leggerete queste righe sarà già scaduta, e questa che segue è una mia riflessione totalmente personale fatta alla luce dei dati riassuntivi dell'iniziativa, sia chiaro.

Poco importano comunque i termini temporali, quello che contano sono i fatti, e questi indicano che l’intenzione del CM prima e del CIM dopo, si è scontrata con la poca sensibilità di chi in Italia va in moto o in qualche modo si ritiene motociclista.

 

Il dato di fatto, (e lo dimostrano questi oltre ventanni di ininterrotta attività del CM/CIM), è che dei motociclisti e delle loro problematiche non interessa nulla a nessuno e meno che mai ai motociclisti stessi: vi sono atteggiamenti velleitari si potrebbe dire da “discussione da bar” del tipo “bisognerebbe fare qualcosa”…..”è assurdo pagare l’autostrada come un SUV!!”  “….i guard rail sono degli assassini di motociclisti….”, e via di questo passo … un po’ di proteste tra “amici”, qualche considerazione a volte senza avere i dati di supporto, molta poca conoscenza dei problemi nei loro aspetti tecnici, una birretta e passa tutto…

Poi capiterà il fatto “nefasto”, la realtà ci metterà magari a dura prova e ci farà scoprire che il non aver risolto quei problemi significa inevitabilmente che “qualcuno” ci sbatterà la testa e magari non basterà il casco dal salvarlo, ed allora si passerà a “voler fare qualcosa”, magari creando un gruppo su Facebook che dopo un centinaio di “mi piace” finirà lì….

Il CM/CIM non era certamente questo, ma molto di più: molti dei suoi membri nel passato come nel presente hanno affrontato seriamente gli argomenti, hanno manifestato contro i pedaggi ingiusti delle autostrade rischiando le proprie moto sulla strada, hanno manifestato per un pedaggio sui passi alpjni privo di senso, hanno scritto ai Comuni per un parcheggio in cui i motociclisti venivano esclusi, hanno contattato le autorità per blocchi di circolazione agli scooter su basi assurde, hanno contattato le associazioni di categoria per sensibilizzarle sui nostri problemi, insomma hanno fatto TUTTO quanto possibile con la forza di pochi VOLONTARI per TUTELARE la categoria.

Che non VUOLE essere tutelata…..visti i pochi, pochissimi numeri di adesione, una “caccola” se facciamo un’analisi dei numeri di chi in Italia ha una moto e su strada, di riffe o di raffe, ci va;  sono più di mille le scuse che abbiamo ascoltato per negarci un’adesione e tutte senza senso, se non nella loro assurdità, tali da non meritare nemmeno di essere ripetute.

Ma la cosa che più, personalmente, mi fa male, è che NON è possibile che in TRE ANNI di mia personale attività con il CIM non abbia visto partecipare, impegnarsi attivamente qualche esponente di categorie professionali che AVREBBERO potuto fare la differenza tra una semplice ATTIVITA’ di VOLONTEROSI VOLONTARI: possibile che tra i tanti motociclisti presenti sul territorio non ci sia UN GIORNALISTA, UN AVVOCATO, UN COMMERCIALISTA, UN POLIZIOTTO o VIGILE URBANO o CARABINIERE, UN MAGISTRATO, che abbiano voglia di dedicare poco del proprio tempo libero per RIDURRE il carico di ingiustizie nei confronti dei “motociclisti”?

La campagna “VOGLIAMO TE” ha dato ben pochi frutti nonostante le buone premesse di impostazioni ed è stato frustrante leggere le richieste di chi ci chiedeva di intervenire su FATTI precisi dove una competenza specifica avrebbe fatto “gioco di squadra” e dove alla richiesta di partecipazione diretta visto che era stato sollevato il problema, il “professionista” di turno negava la sua adesione con un semplice “…non ho tempo…..”.

Alla faccia della SOLIDARIETA' tra motociclisti, chapeau!

Sicuramente avremo le nostre colpe, non discuto, magari proprio nella comunicazione (ma le abbiamo provate tutte, dai guanti di velluto, alle pure provocazioni…), ma un’attività di più di ventanni, dai.....! Per non parlare poi di chi ha sbattuto la porta in faccia a gente come il sottoscritto appena entrato rivangando questioni di ventanni fa solo per negare una semplice intervista che avrebbe dato comunque visibilità ad una comunità di motociclisti italiani!

Insomma lasciatemi dire che in tre anni ho visto tante situazioni veramente insulse, prive di senso, di logica, di intelligenza, dove sarebbe bastato molto poco invece per fare “squadra”, per unire le forze in un fronte comune, magari partendo da pochi numeri ma con la volontà di fare crescere un’associazione LIBERA, SENZA PADRINI DI SORTA, INDIPENDENTE, sicuramente costituita da chi in moto ci va ancora!

O forse è proprio per quello che siamo stati resi “meno visibili” se non quando faceva comodo sfruttare una esperienza più che ventennale in determinati settori.

Cosa rimane di un’esperienza simile? Un fondo di amarezza certamente per non essere stati compresi, ma anche la serenità del poter dire “ci ho provato….”, non sono stato alla finestra, un percorso per “cambiare le cose” l’ho tentato.

Cosa succederà ora? Non lo so e non mi pongo il quesito più del giusto…..certamente l’evento del Memorial Spadino andrà “tutelato” per rispetto nei confronti di Pier Lucio Tinazzi e della GEIE che ci crede, nonché della FFMC, vero faro per chi crede a questi ideali, e per tutti quei Motociclisti che ci credono, e spero di essere ancora lì a sollevare il berretto di Babbo Natale in onore di Paolo Schiannini, ma certo che la “spinta” per investire parte del mio tempo libero per tutelare chi non lo vuole essere, beh… quella si è certamente persa, e questo è un FATTO!

Quindi un grande e doveroso ringraziamento per i compagni di avventura di questo percorso, fatto di scontri forti a volte, sicuramente di volontà di voler fare, creare qualcosa, di cercare insieme una via d’uscità, una visibilità certamente negata da “poteri forti” a cui NON interessa che i motociclisti italiani si aggreghino come i francesi… un grazie quindi a coloro i quali  mi hanno sopportato…. e, credetemi, un “guzzista” è sempre e comunque una testa dura, ha il Grigna nel cervello

A quanti hanno avuto la pazienza di leggere i miei editoriali, un doveroso grazie e l’augurio intenso di fare tanta strada, la più bella che si possa fare, per tanti lunghi anni: la nostra casa è la sella della nostra moto e tale dovrà rimanere per ancora tanti anni.

Lampeggi cordiali ed un forte ringraziamento a TUTTI per una esperienza che tale rimane, e che mi ha fatto crescere come uomo e come motociclista!

Paolo Lesca

Coordinamento Italiano Motociclisti

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