Dom25062017

Aggiornamento:Lun, 05 Giu 2017 11am

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I nostri obiettivi

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Gli obiettivi principali del Coordinamento Italiano Motociclisti sono fondamentalmente gli stessi che furono del CM.

Basta leggere il nostro statuto per vedere ben definito il nostro obiettivo primario:

Art. 3.
L'associazione tutela i diritti civili dei cittadini motociclisti e persegue fini di promozione sociale. In particolare l'Associazione si prefigge di studiare, interpretare e diffondere la conoscenza delle normative vigenti sia nel territorio nazionale che nei paesi della Comunità Europea al fine di agevolare il rispetto dei diritti e dei doveri relativi ai consumatori e utenti di motoveicoli, di seguito denominati "motociclisti". Sarà compito dell'Associazione essere promotrice di iniziative volte a meglio regolamentare il rapporto tra i motociclisti e le Istituzioni e proporre modifiche, integrazioni e soppressioni di quelle norme ritenute eccessivamente onerose, discriminatorie o inutili.

Il concetto di base

Si può riassumere questo con "tutela dei diritti degli utenti delle due ruote". Con "motociclisti" il CIM intende tutti coloro che usano un motoveicolo, che siano moto di ogni tipo e cilindrata, scooter di piccola cilindrata e scooteroni di grossa cilindrata.

Tutti loro condividono le stesse condizioni di circolazione, le stesse strade. Vengono tassati dalle stesse tasse e puniti dalle stesse leggi. Se scivolano contro un guard rail, non viene fatta differenza di chi sia la gamba che potrebbe essere amputata: i guard rail sono democratici e non fanno distinzione sul tipo di veicolo usato, taglia e amputa chiunque.

Se un pezzo di ferro riesce ad essere così "democratico", perché non riusciamo ad esserlo anche noi, che siamo qualcosa di più elevato di un pezzo di lamiera?

Ecco perché parliamo spesso di "utenti di motoveicoli", perchè il 60% dei motoveicoli sono degli scooter, di ogni tipo e cilindrata (fonte ANIE), perché il maggior numero di incidenti avviene in città, e sono gli scooter che sono coinvolti più frequentemente in questi incidenti.

Non si diventa "motociclisti" grazie al fatto di avere acquistato un certo tipo di moto o per avere un certo tipo di abbigliamento, essere "motociclista" è qualcosa che dobbiamo avere dentro di noi, come dentro di noi dobbiamo avere la soliderietà che dovrebbe contraddistingere la nostra categoria.

Solo in Italia ci sono differenze tra motociclette e scooter, se si varca il confine è facile essere salutati per strada sia da motociclisti che da scooteristi.

Gli obiettivi specifici

Le attività sono quindi rivolte verso i seguenti obiettivi specifici:

1) Diritto alla sicurezza di circolazione: manutenzione strade e condizioni dei guard rail, segnalazione di situazioni di pericolo con richieste di manutenzione, azioni a livello locale per installazione guard rail salva motociclisti, poichè la sicurezza dei motociclisti non dipende unicamente dal motociclista.

2) Diritto ad essere rispettati dalle istituzioni: divieti con limiti assurdi, protesta contro le campagne di sicurezza stradale realizzate solo come strumenti punitivi e non come prevenzione, divieti di accesso messi in seguito alla maleducazione di pochi ma che colpiscono tutti. La sicurezza stradale non deve essere solo intesa come un aumento dei controlli per aumentare le contravvenzioni.

3) Diritto alla equità dei costi: proposte di riduzione dei pedaggi autostradali, rimozione dei pedaggi sulle strade pubbliche e sugli accessi nelle ZTL, protesta contro i limiti di circolazione nelle aree urbane per pretestuose motivazioni ecologiche, aumento dei parcheggi per motoveicoli nelle aree urbane.

Siamo perfettamente a conoscenza che ci sono anche altre situazioni in cui si potrebbe operare, ma sono relative solo a dei particolari gruppi di utenti di motoveicoli, definite "nicchie", ma per seguire tutto servono risorse.

Le nostre risorse

Queste situazioni possono coinvolgere chi vuole usare la moto in modo sportivo, data la mancanza di impianti a basso costo, sia per la velocità che il fuoristrada. Oppure potere ottenere la possibilità di effettuare modifiche legali ad alcune caratteristiche dei motoveicoli, come è già possibile in quasi tutti gli altri paesi europei.

Vorremmo poterci impegnare attivamente anche in queste attività, ma al momento non possiamo farlo per il semplice motivo che preferiamo usare le nostre risorse (che sono limitate) verso obiettivi che coinvolgono il maggior numero di utenti di motoveicoli, ma se qualcuno volesse unirsi a noi per fare in modo che l'associazione segua anche altre attività, ne saremmo ben lieti.

Indubbiamente i soci fondatori del CIM sono di estrazione "mototuristica", ma gli obiettivi su cui lavoriamo sono stati decisi per una precisa scelta strategica, e non per appagare interessi o passioni personali.

Quindi se qualcuno dovesse ritenere che dovremmo seguire altri obiettivi, che non si sente rappresentato come utente di motoveicolo, prima di criticare le nostre scelte e di dire che dovremmo fare altro, o che dovremmo fare più attenzione a determinate categorie, provi a considerare che se per fare una qualsiasi cosa, ci deve essere qualcuno che la fa.

In altre parole, per seguire anche queste situazioni servono persone che si vogliano impegnare insieme a noi. Se vi sentite coinvolti nella cosa, non state ad aspettare che qualcuno lo faccia per voi: vi stiamo aspettando per fare questa strada insieme.

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Ed è per tutti coloro che vanno in strada su due ruote che il CIM vuole perseguire i suoi obiettivi.

Qui potete trovare informazioni su come stiamo lavorando.

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