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Aggiornamento:Lun, 05 Giu 2017 11am

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Guard rail più bassi e più leggeri: macchemmefregammè!?

GuardRail nuovi

Con il decreto legge dello scorso 6 ottobre 2014, il Ministero per le Infrastrutture ha stabilito delle modifiche che riguardano i guard rail presenti sulle autostrade: la motivazione addotta è stata quella di un adeguamento alla normativa dell’Unione Europea, per cui è stato deciso di abbassarli di una ventina di centimetri in altezza e di renderli più leggeri.

Le nuove barriere avranno dunque una capacità di contenimento inferiore, soprattutto sui mezzi pesanti  e quindi una minore sicurezza per gli automobilisti, soprattutto per coloro che guidano vetture con rilevante peso e consistenza, ed i camionisti, spesso abituati a trasportare tonnellate di materiali con mezzi che hanno un peso evidente.

Sicuramente da questa decisione dovrebbero derivare minori costi di manutenzione per i concessionari della rete autostradale in quanto i nostri precedenti guard rail erano più costosi rispetto alla media europea, ma certamente anche più sicuri e resistenti, quindi minori costi di manutenzione, daranno certamente il risultato di un minore costo dei pedaggi!

Ma quando mai? Scusate, ci siamo distratti mentre leggevamo il libro delle favole

In Italia viaggiano in media 9.302 veicoli pesanti al giorno sulle autostrade, mentre in Francia 3.308 e in Germania 5.706, ovvero abbiamo una grande mole di traffico pesante su gomma (leggi TIR) che avrebbe giustificato i guard rail più contenitivi (non è che i nostri "usati" finiranno in Germania che deve rifare l'autostrada?).

Il decreto in oggetto è stato messo a punto da Sergio Dondolini, a capo della Direzione Generale della Sicurezza Stradale ma anche consigliere di amministrazione dell’Anas: che ci sia un palese conflitto di interessi?

Ma l’ingegner Dondolini saprà ben il fatto suo, visto che è il responsabile della Sicurezza Stradale, no? Peccato che non la pensi così il suo collega, l’ingegner Mariano Pernetti, docente all’Università di Napoli della cattedra di Costruzioni di Strade, Ferrovie e Aeroporti, il quale, intervistato da Il Fatto Quotidiano per commentare il provvedimento approvato, dice testualmente: “Questa metamorfosi non si limita a un semplice aspetto formale, che porta a ridefinire al ribasso le responsabilità degli operatori del settore, ma introduce un effettivo abbassamento degli standard di sicurezza”.

Il Ministero delle Infrastrutture a sostegno della sue decisione, la motiva nel voler “evitare, nel rispetto delle condizioni d’urto contemplate nella norma Uni EN 1317-2, la fuoriuscita della piattaforma stradale”. 

Replica però Pernetti: “Se l’urto, a parità di energia trasversale, avviene in condizioni diverse da quelle contemplate non si è tenuti ad assicurare il contenimento. Vengono così ridotti i livelli minimi di contenimento delle barriere”.

E prosegue: “Non viene imposta la necessità di adoperare barriere più robuste (classe L) sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali. Questo tipo di barriere sono le uniche che danno certezza del corretto contenimento delle autovetture tipo Audi, Bmw etc. Quelle attualmente previste danno ‘certezza’ alle sole autovetture tipo Fiat Punto, Opel Corsa etc. Sulle strade locali extraurbane si adopera un livello di contenimento che non è assolutamente adatto per contenere i piccoli autocarri e i furgoni a pieno carico”.

Ma come detto nel titolo dell’articolo: “….ma a noi motociclisti, checcefrega?” 

L’autostrada non la facciamo MAI (risposta che ci date quando chiediamo di chiedere la riduzione dei pedaggi...), e poi al più mica siamo un SUV o un TIR, no? 

E quindi come conclude il nostro Italiano Medio ben infarcito di “pillole” IM, “macchemefregammè…..”

Anzi, la distanza tra i paletti di sostegno passerà dagli attuali 150 cm, tra uno e l’altro, ai 225 cm. delle nuove strutture, e se ci facessero la prima parte orizzontale un po’ più alta, magari, sotto ci si passa meglio….hai visto mai!

Oppure proprio l’abbassamento della parte più prominente potrebbe aiutarci nell’impatto?!

Tranne poi, nel caso in cui procedendo dalla direzione opposta, un TIR o un SUV sfondasse facilmente il guard rail farlocco ed invadesse la nostra carreggiata…. ah, beh, in quel caso: “qualcuno dovrebbe fare qualcosa!!” 

Rimane il fatto che proprio all’estero la maggiore attenzione ai problemi peculiari dei motociclisti ha creata notevole dibattito sulle infrastrutture da rivedere: con questa “revisione” per noi motociclisti sarà meglio o peggio?

E voi cosa ne pensate? O semplicemente questa è una occasione in più per NON FARE LE AUTOSTRADE!

Coordinamento Italiano Motociclisti
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