Lun18102021

Aggiornamento:Lun, 15 Giu 2020 9pm

Back Sei qui: Home Blog Motociclisti diversi dai tifosi? Ne siete davvero sicuri?

Motociclisti diversi dai tifosi? Ne siete davvero sicuri?

calcio

Ieri sera abbiamo visto il risultato della nostra nazionale di calcio, che è riuscita a mantenere il risultato già visto nella edizione precedente: eliminati alla prima selezione (e nel 2010 eravamo anche i campioni del mondo in carica).

E come nella migliore delle tradizioni, la colpa è di tutti gli altri, ma non nostra!

Si è cominiciato a dare la colpa all'arbitraggio, agli avversari mordaci, al campo, per poi vedere le dimissioni dell'allenatore, del presidente della Federcalcio.

Ammetto la mia scarsa competenza riguardo al calcio, ma da quel poco che so di questo sport, mi risulta sia uno sport di SQUADRA. Credo che in questo tipo di sport, la prima cosa da fare sia avere una squadra preparata e compatta. In questo tipo di competizioni aribitraggi discutibili e avversari aggressivi sono consueti, e non possono essere ritenuti una sorpresa. E' per questo che ci si dovrebbe presentare con una preparazione di altissimo livello, per essere certi di sbaragliare gli avversarsi e di essere superiori ad ogni possibile errore arbitrale.

Ma invece di una squadra preparata ho visto un insieme di personaggi con un elevato protagonismo, alimentato da ingaggi milionari, ma visto il risultato direi incapaci di formare una squadra concreta, e non serve essere esperti di calcio per poterlo dire.

Direi che l'incapacità di formare una squadra, la tendenza a preferire il protagonismo e la propensione di dare la colpa agli altri sia quello che unisce il mondo del calcio a quello dei motociclisti. (Che sia una caratteristica degli Italiani?)

L'incapacità di fare squadra lo si vede nella fatica che fanno le associazioni in Italia a sopravvivere, e lo constatiamo con il riscontro che ha il CIM tra i motociclisti. Tutti pronti a dire "bravi, fate bene..." ma poi si fermano ai complimenti. Il pensiero che la forza di una associazione provenga dal numero degli associati, quindi loro stessi potrebbero dare la forza che serve, nemmeno li sfiora. Ma anche una associazione è una squadra: si ha la forza solo se si è uniti.

Però avviene che gli stessi che fino a settimana scorsa si dimostravano disinteressati a partecipare, in seguito ad un incidente personale o avvenuto ad un amico, si impegnano in battaglie personali per gli stessi obiettivi per i quali cerchiamo da anni collaborazione da parte dei motociclisti.

Ci sono anche quelli pronti ad affermare che i limiti sono ingiusti, che sono troppo bassi, che è difficile rispettarli, ma invece di unirsi per cercare di fare una protesta concreta preferiscono arrangiarsi da soli: la soluzione preferita è fregarsene dei limiti.

Pare poi sia piacevole raccontare sui social network delle proprie prodezze fatte sulle statali, dove ci si ritiene talmente bravi a guidare al punto di affermare che limiti e regole del CdS sono valide solo per quelli che non sono bravi a guidare. Ma dopo avere raccontato di come si "chiudono le gomme", di scooteristi "sverniciati" e di saponette consumate, di come è stata elaborata la propria moto, si pretende che gli autovelox vengano messi in modo visibile, per poterli evitare. Ci si lamenta della severità dei controlli fatti sulle strade, e non si ammette che questi controlli sono nati proprio a causa dello stile di guida di quelli che hanno consumato le saponette e "chiuso le gomme".

Dopo tutte queste esternazioni di passione per la guida ad alta velocità, se si prova a dire che la causa di molti incidenti in moto è proprio la velocità, allora si alzano le proteste.Tutti pronti a dire che chi fa questi commenti è ipocrita, perché tutti guidano superando i limiti di velocità. Secondo queste persone tutti, prima o poi, hanno fatto cose del genere. Pensare che, con un limite di 60 all'ora, andare ad 80 e andare a 130, siano due sitazioni ben diverse, pare non sia contemplato.

Se un'auto non vede una moto, la colpa è solo dell'automobilista. Si vuole negare il fatto che se una moto (che è già più piccola di un'auto, quindi meno visibile da lontano) viaggia ad una velocità molto elevata, i tempi di reazione di un qualunque utente della strada (adeguati alle velocità che si dovrebbero avere su quelle strade) potrebbero non essere sufficientemente rapidi per rispondere a situazioni che non dovrebbero esistere sulle strade pubbliche.

Quindi, come nel mondo del calcio, si rivedono gli stessi modi di pensare: disinteresse nel fare squadra e nell'essere solidali, l'individualismo regna sovrano e si pensa che le regole siano solo per gli altri, e se succede qualcosa, rifiutare ogni responsabilità diretta, trovando ogni modo per dire che la colpa è degli altri. Se qualcuno poi fa notare uno sbaglio, la prima risposta è "anche tu lo hai fatto", senza mai ammettere il fatto che ci siano pesi diversi.

Malgrado spesso si legga "quando veniva distribuita la passione per il calcio, ero a fare un giro in moto" direi che sono solo "chiacchiere e distintivo": è inutile distinguersi a parole se poi i comportamenti di chi ha la passione del calcio e la passione per la moto sono fondamentalmente gli stessi. E il problema è che non si vede l'interesse dei motociclisti nel fare cambiare tutto questo.

Marco Polli

Presidente del Coordinamento Italiano Motociclisti

© Riproduzione concessa citando la fonte e il link all'articolo.

Aggiungi commento

Per inserire un commento devi immettere nome ed e-mail (che non verrà pubblicata).
Il messaggio dovrà poi essere approvato.


Codice di sicurezza
Aggiorna

Commenti   

0 #3 Marco Polli 2014-06-26 08:23
Citazione andrea harley:
questi controlli sono nati proprio a causa dello stile di guida di quelli che hanno consumato le saponette e "chiuso le gomme". Vi amo! Avete centrato il problema!


Beh... mi fa piacere che te ne sei accorto. :lol:
E' da sempre che sosteniamo che una minoranza di possessori di moto (non si possono chiamare motociclisti) creano problemi alla maggioranza dei motociclisti.

Ma fino a che la maggioranza dei motociclisti si lamenta e sta a guardare, non ci resta che continuare a prendercela in quel posto.

Noi, se non altro, stiamo provando a fare qualcosa, ma pochi partecipano... evidentemente chi non si associa ha piacere di subire.

Forse se proponessimo barattoli di vaselina invece di tessere, avremmo più successo.
Citazione | Segnala all'amministratore
0 #2 andrea harley 2014-06-25 19:45
questi controlli sono nati proprio a causa dello stile di guida di quelli che hanno consumato le saponette e "chiuso le gomme". Vi amo! Avete centrato il problema!
Citazione | Segnala all'amministratore
0 #1 Michele Negri 2014-06-25 12:05
Effettivamente è come dici.
Calcisticamente parlando i tedeschi e danesi ci definiscono: " ...i migliori giocatori del mondo ma siamo viziati e strapagati. Balotelli è un fuoriclasse eccezionale ma è un buffone arrogante e presuntuoso. Una squadra di calcio deve essere come un gruppo di amici affiatato ed unito. "

Praticamente come un'associazione, per esempio motociclistica. E quindi ecco spiegato il risultato da entrambe le parti.....

Prepariamoci per il prossimo mondiale, magari ingaggiando meno stranieri e utilizzando le nostre giovani leve.

Speriamo che anche le giovani leve motociclistiche capiscano l'importanza del CIM.
Citazione | Segnala all'amministratore

Condividi la notizia

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Statistiche del sito

Statistiche dal 13/05/2012

 

histats