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Aggiornamento:Sab, 29 Lug 2017 7pm

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Io metto la freccia quando esco dalla rotonda…

MagicRondabout

Inizia sui banchi di scuola, magari nella scuola dell’obbligo… TUTTI fanno una “cosa”, ma tu no, ci hai pensato, o forse no è il tuo istinto che ti dice che quella “cosa” non va bene, non si fa….e dici NO, io non la faccio: il “bullismo” inizia così, vieni preso in giro per la tua mancanza di “conformismo”, vieni deriso, magari “pestato” dal leader del gruppo “bullo”, ti vergogni, ti FANNO vergognare, ma tu NON riesci a fare quella che ritieni essere una cosa sbagliata, ingiusta..

Insomma, ti senti e vieni “marchiato” per DIVERSO! Vieni isolato, “tagliato fuori dal giro”: succede oggi come ieri, e ancor di più oggi  i Social Network hanno esasperato questo “pushing” al conformismo più bieco e forse becero, ma lo stesso ha radici lontane, “it’s the same old song….”, si perde nella notte dei tempi la pratica di evitare che la gente pensi con la propria testa e si “conformizzi” ad un input che proviene da altri contesti che non siano i neuroni del tuo cervello..

La moda ed il consumismo, come la religione si basano su questo aspetto della psiche dell’uomo…la triste peculiarità della mente umana debole che AMA farsi dominare…e questo senza scomodare il ben noto “marchese”…

Poi succede nella vita che prendi la patente, prima per il 125cc. a due ruote ed un motore, poi quella per l’automobile, ti danno delle regole, le impari, cerchi di metterle in pratica quando sei a Scuola Guida…. dopo, sulla strada, scoprirai che TUTTI usano ben altre regole, ovvero quelle di NON applicarne nessuna, di fare “come c…. pare…alla faccia di tutto e tutti e che vinca il più forte…”

Scopri l’arroganza , la prepotenza, scopri che quanto ti hanno insegnato, nella routine quotidiana NON VALE, non c’è legge, non c’è sanzione ed i furbi vincono, vincono sempre, perché LORO sono la maggioranza, e tu…tu sei DIVERSO!

Un po’ ti abbatti, ti deprimi, oppure ti arrabbi e cerchi di combattere queste cose, ti dici “non funziona così….non può funzionare così…" ma le cose non cambiano…la gente passa con il rosso, supera a destra, parcheggia nei posti di tua competenza, viaggia senza rispettare NULLA di quanto previsto da un insieme di “codici” decisi dalla “Maggioranza” degli eletti di un parlamento sovrano…la chiamano democrazia, si legge “fai che c…. vuoi…”

Ma poi, nella vita succede che uno, crescendo, possa superare i propri confini, vada al di fuori del proprio cortile, insomma esca dalla propria patria che lo ha visto crescere, che gli ha dato quelle regole che poi, costantemente, si dimentica di applicare, in primis a sé stesso come Stato….

Ed è allora che la prima cosa che noti è che lì, NON sei diverso, ma ci sono altri come te….gente che si ferma per far attraversare i pedoni sulle strisce, gente che se il cartello di limite di velocità indica 70, va ai 70 km/ora, gente che parcheggia nei posti giusti rispettando quelli altrui, gente che mette la freccia quando ESCE dalle rotatorie…. e scopri anche (andandoci sovente all’estero..) che questi SONO la MAGGIORANZA!

Quelli che NON si comportano COSI’ sono una esigua minoranza che viene SISTEMATICAMENTE punita per far comprendere loro QUALI siano le REGOLE SOCIALI per una convivenza che faccia vivere sereni e rilassati… che ci faccia coesistere pacificamente.

Molti mi domandano: ma perché, fai sempre le tue vacanze all’estero? Per anni ho dato diverse risposte, ma OGGI, superata la cinquantina la risposta la conosco bene: per NON sentirmi DIVERSO, ma per VEDERE dal vivo che io SONO come milioni di danesi, francesi, svizzeri, tedeschi , olandesi, norvegesi, svedesi, finlandesi, scozzesi, inglesi, lituani, lettoni, ungheresi, cechi, bulgari, spagnoli, portoghesi, estoni… CHE METTONO LA FRECCIA USCENDO DALLE ROTATORIE!

Ed ho citato, non a caso, popolazioni di Nazioni che ho visitato…che ho attraversato REALMENTE, quindi vita vissuta, poche balle…

L’Unione Europea ci ha messo di fronte a regole di convivenza civile che hanno una storia concreta e che sono la realtà nella vita di tutti i giorni di milioni di persone: quelle regole NOI non le vogliamo, perché siamo individualisti allo spasimo al punto di ucciderci economicamente per NON voler cambiare il nostro “status” caotico, per voler “fare come c….. ci pare….”

Siamo felici per questo nostro stile di vita? Viviamo quotidianamente in un clima sereno e di conviviale cordialità? Non mi sembra….vedo stress continui, arrabbiature di ogni genere, la pratica dell’insulto come prassi….. cosa ben DIVERSA da quando attraverso i Paesi citati..  il voler sempre “fregare l’altro”, il voler passare gli esami con la furbizia e non con il sacrificio sui libri, non ci fa passare dei bei momenti, quando prima di entrare in un Pronto Soccorso ci domandiamo se il medico che ci visiterà avrà REALMENTE studiato o avrà piuttosto preso la laurea “comprandosela”, magari a Tirana….vero?

Questa Nazione è ad un bivio: o CAMBIA (e questo lo si deve fare dal BASSO, perché le rivoluzioni non nascono a Palazzo, ma da chi vive nei mercati, nelle banche, negli uffici, nelle fabbriche) (ma ci sono ancora? Ma le Guzzi le fanno ancora? Si produce in mezzo mondo di tutto… ed una delle poche cose che si fanno qui….ma per favore…cialtroni..), dicevamo o CAMBIA…o rimarrà il Paese delle mille botteghe che è sempre stato, ma non potrà mai così aspirare a diventare una Nazione vera!

Il “motociclismo” è un piccolo esempio dello stato di un Paese che non è tale…..il “Motociclismo” in Italia non esiste, i “Motociclisti”, neppure…vi sono sì persone che vanno in moto, in linea di massima una maggioranza che lo fa “conformemente” al modello del “bullo” di scuola, perché “fa figo” chiudere la gomma, o andare ai 130 all’ora sulle strade di montagna o in mezzo ai paesini… che si adegua ad un modello vincente (apparentemente) di arroganza e becera mancanza di CULTURA delle due ruote ed un motore.

Dico “apparentemente”, perché comportamenti simili o PRIMA o DOPO si pagano SEMPRE, come ben sanno gli “orientali” che hanno una visione del mondo diversa dalla nostra, ma in una società che basa il suo credo culla NON-CULTURA del più furbo, nel breve, questa è filosofia vincente per l’appunto….

E quindi anche il motociclismo italiano è ad un bivio: o CAMBIA e diventa come quello praticato nelle nazioni culturalmente più civili sotto questo punto di vista, allora dovrebbe nascere una CATEGORIA di Motociclisti che sia tale, oppure rimarrà quello che è sempre stato….. “buoni a nulla, capaci di tutto”, come definiva gli abitanti della nostra penisola, il primi ministro inglese Winston Churchill!

Ed io? Beh…alla luce di quanto esposto, sarebbe comodo citare il buon Gaber affermando che “non mi sento italiano….”, ma così NON è, io mi sento di essere ITALIANO al 100%, ma ITALIANO di un’Italia Nazione che non c’è, ma che è quella che vorrei, in cui i propri abitanti abbiano comportamenti, in primis sulla strada, come quelli delle Nazioni citate che tali sono!

Ora come ora io vedo molti siciliani, o partenopei che continuano a vivere nel Regno delle Due Sicilie, vedo piemontesi e sardi che si ostinano a vivere nel Regno di Sardegna, vedo ancora la forza del Regno Pontificio sui suoi abitanti, ma di ITALIANI ne vedo molto pochi, di ITALIA contestualizzata in Europa, poi ancora meno….

Di ITALIANI invece ne trovo molti, moltissimi all’estero: seguono le regole come tutti, parcheggiano dove si deve, si fanno ben volere, sono persone sovente di valore e che si fanno ben volere, perfettamente in armonia con il Paese che li ospita volentieri, quelli sono gli ITALIANI di un Paese che non c'è, e difatti NON LI VUOLE!

Qualche ITALIANO, ogni tanto lo vedo anche qui….. eccone uno, è davanti a me….è uscito dalla rotatoria mettendo la freccia…….e si è fermato subito dopo per far passare quella coppia di pedoni!  Meno male, non sono così SOLO e DIVERSO, anche qui, nel Regno di Sardegna!

Paolo Lesca (testo ASSOLUTAMENTE di carattere personale...., da blog, ovviamente, sia chiaro...!).

P.S. = beh sì, lo ammetto, ogni tanto me la dimentico, la freccia, sia chiaro, ma poi mi dico “chi vuoi che ci badi…. non mi troverò certo qui quell’inglese che alla prima rotonda subito dopo Dover mi rimproverò perché non lo feci….”; anche qui comunque i “semi” di buon senso ci sono, come ad esempio in questo bellissimo e chiarificatore link: 

http://tecnica.transalp.it/sicurezza.php?id=11

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