Dom21102018

Aggiornamento:Mar, 03 Apr 2018 1pm

I motivi di un rifiuto

Umbrail pass

Oggi il CIM sarà sul passo dello Stelvio per protestare contro la decisione di fare diventare a pedaggio la strada del passo dello Stelvio. Il motivo della protesta nasce dal fatto che i motociclisti sono anche dei cittadini italiani, per l'appunto dei Cittadini In Moto, che è un altro acronimo di CIM. 

 In quanto cittadini italiani sono già sottoposti ad una cospicua serie di tasse e balzelli, come del resto ci sono per tutti gli altri cittadini, ma per il fatto di possedere un motoveicolo se ne aggiungono altri.

Ci sono quelli "generici", come la tassa di possesso del motoveicolo e le tasse sulla polizza assicurativa. Qualcunoi potrebbe obiettare che ci sarebbero per qualunque veicolo, ma il problema non è nel fatto che ci sono, ma nel fatto che sono costi che non sono proporzionati al veicolo e ai chilometri che una moto di solito percorre.

Le polizze assicurative, che in alcune regioni sono a livelli stellari, ne sono un esempio. Anche i pedaggi autostradali non sono commisurati alle motociclette. Malgrado che consumino meno il manto stradale, malgrado che i servizi per i motociclisti non siano paragonabili a quelli specifici per gli automobilisti, in autostrada una moto paga come una autovettura.

Le moto che transitano sullo Stelvio e sugli altri passi alpini lo fanno per turismo, e viene sempre rimarcato come questa sia una risorsa importante. Ma anche quando si fa turismo il cittadino italiano paga le tasse, e molte di queste finiscono nelle casse delle amminstrazioni locali, soprattutto quando si tratta di provincie autonome come quella di Bolzano.

A partire dalle tasse indirette che si pagano sui carburanti o quelle pagate per ogni cosa acquistata durante un viaggio. Che sia un caffè, che sia un piatto di canederli con lo speck, o anche un semplice souvenir, per passare alle tasse dirette come quella di soggiono, il turista paga un congruo valore in tasse per il solo fatto di passare e fermarsi in Alto Adige.

Ma malgrado questo, pare che ancora non bastino, e si richiede di pagare una tassa per il semplice fatto di essere passati per un passo alpino. E già si preannuncia che ne seguiranno altri.

Per di più un pedaggio esoso, 10,00 € per auto e moto, da corrispondere in cambio di un qualcosa che non hanno saputo definire con chiarezza. Delle vaghe indicazioni su servizi pubblici ad ancora più vaghe azioni di protezione ambientale. Però quando si tratta di stilare le tariffe, la precisione e il dettaglio lo sanno trovare. Auto e moto la stessa cifra e, nel caso qualcuno venisse in mente di chiederlo, non sono previste agevolazioni per auto e moto storiche!

E' inutile fare paragoni con altre situazioni all'estero dove si pagano pedaggi simili: li prima hanno messo a posto le strade, hanno creato dei servizi e poi hanno fatto pagare. Direi un metodo molto diverso da quelli nostrani, dove prima si paga e poi si fa qualcosa.

Parlando con molti motociclisti di questo pedaggio hanno commentato che a questo punto andranno a fare altre strade, oppure saliranno e scenderanno dal lato lombardo. Ovviamente tutti gli introiti relativi alle tasse indirette che pagano i turisti in moto che passano dal versante Altoatesino cambieranno notevolmente, e così anche i proventi per gli esercizi pubblici.

Ma questa sarebbe una reazione più che ovvia per un cittadino italiano: visto che sono già tante le tasse che DEVO pagare e alle quali non posso sottrarmi, per quelle che invece posso evitare devo provare a fare qualcosa.

Come non andare più sul passo dello Stelvio, oppure passare per l'Umbrailpass per andare in Svizzera e rientrare in Trentino Alto Adige. Si allunga di qualche chilometro, la strada ha un tratto sterrato ma ci sono strade italiane asfaltate messe peggio.

E alla fine sembrerà di sentire parlare i nostri nonni, quando ci dicevano "chi troppo vuole, nulla stringe"


Coordinamento Italiano Motociclisti
Marco Polli

 

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