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Aggiornamento:Gio, 13 Feb 2020 9am

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I vespisti della domenica

Vespa GS

Li vedi la domenica mattina, magari anche presto, quando la maggioranza della popolazione dorme ancora al calduccio; lasciano una scia caratteristica di miscele antiche fatte di benzina d'annata ed oli aromatici.

Sono i tanti gruppi di amanti dello scooter per antonomasia, la Vespa, simbolo di un'Italia che fu e che oggi ricorda, con nostalgia, anche con un pizzico di poesia, forse!

Oggi Piaggio è una multinazionale e non certo l'azienda che si leccherà le ferite del dopoguerra, quando il conflitto ci lasciò in "braghe di tela", ma è indubbio che ha una visione ancora molto attenta a questo "brand".

Ed il popolo degli appassionati è presente, ed è transgenerazionale: nipoti di nonni vespisti che molto volentieri contribuiscono a mantenere alta la passione di "famiglia", genitori che riscoprono la Vespa dei loro 18 anni per restaurarla e passarla al proprio erede, insomma tante e ancor di più…all'infinito.

Vespa ha una storia importante ed è una storia "italiana" come tante altre di valore che identificano una Nazione che voleva fare dell'industria meccanica delle due ruote ed un motore un motivo d'orgoglio.

Una Nazione sconfitta nei fatti, ma non nell'animo, nella voglia di ritrovare in una Repubblica che spazzava una monarchia imbelle e debole, l'occasione del riscatto.

E la Vespa fu uno dei pilastri su cui questa operazione diventò un fatto che unì l'Italia dal Sud al Nord: oggi la Vespa non ha più certamente quei significati, ed il mercato è "globale", ma il voler passare una domenica in mezzo ad altri "vespisti" spiega quanto ancora sia forte il VALORE che questo mezzo rappresenta.

Per molti il "motociclismo" è addobbarsi da moderno cow-boy "pellato" a bordo di una moto d'oltre oceano, moderno destriero di chi si identifica con una icona ben precisa, per altri è scapicollarsi su curve in mezzo a paesini che nulla possono nell'osservare passivamente questi "pistaioli" de noartri, e via dicendo…

Il popolo delle due ruote ed un motore è ampio nelle sue tantissime tribù, ma i "vespisti" che attraversano la Nazione con i loro monocilindrici scoppiettanti, sono un mondo ancora a parte, qualcosa che fa sorridere tutti coloro che ne osservano il passaggio, che fa colore e simpatia!

La Vespa non ha confini di tempo né di spazio: c'è chi ha girato il mondo con questo scooter, chi ha fatto Rally africani, chi semplicemente ha portato in giro la fidanzata ed oggi con i capelli bianchi (o senza) vive di ricordi.

Oggi sulla Vespa attuale c'è sicuramente più plastica che metallo, le tecnologie anche qui ne hanno un po' "snaturato" l'origine, ma la Vespa è sempre la Vespa ed ogni generazione che ne ha vissuto i fasti ricorda la "sua"….

Speriamo che Piaggio ne mantenga vivo il "brand" magari anche con una specifica rivalutazione mussale, perché i VALORI di un'Italia che può e DEVE ripartire, sono anche questi!

Un doveroso grazie quindi a tutti coloro che contribuiscono a mantenere alta questa passione, vuoi restaurandole, vuoi accessoriandole, o semplicemente uscendoci alla domenica in compagnia.

Il motociclismo italiano è ANCHE questo e sarebbe bello che ne ricordassimo tutti, anche i vespisti che se possono vivere questa passione è perché c'è chi ne difende i valori con analoga passione sicuramente da meno tempo, ma con identica determinazione.

W la Vespa ed i vespisti!

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

Riproduzione concessa con citazione della fonte

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