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Aggiornamento:Gio, 13 Feb 2020 9am

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Motociclista multato a Napoli perché usa il clacson, chapeau!

NapoliScooter

E poi uno dice che a Napoli non esiste la legalità! Come si diceva una volta “provare per credere!”….e si scopre il contrario, ovvero che nel centro partenopeo la legge è legge e va applicata alla lettera, altro che la pignoleria svizzera….

Ed è dal profondo e sperduto nord che è partito Roberto Murgia per scoprirlo: una multa di 60 euro “perché usava senza alcuna necessità segnalazioni acustiche”.

 

La vicenda: in quest’estate sicuramente poco torrida al Nord si è svolta una manifestazione motociclistica denominata “Crazy Italian Rally” dove un gruppo di buontemponi biellesi (provare per credere nasce qui, no?) si è armato di mezzi come scooter d’epoca, apecar e cinquantini vintage come vecchi Ciao Piaggio, per partire alla volta di Pachino in provincia di Ragusa.

Una simpatica carovana che ha postato sul web la propria impresa man mano che la stessa si svolgeva: da ammirare la voglia di macinare tutti quei chilometri con mezzi sicuramente di non grande performance, insomma nel suo “piccolo” una VERA impresa motoristica, nata dalla volontà di giovani, a testimonianza che questa passione è transgenerazionale.

Il dettaglio dell’iniziativa lo potete trovare a  questo link

Ma il 9 agosto avviene il fattaccio: Roberto Murgia (un commerciante di 36 anni) ed il gruppo di pazzerelloni nordici (23 altri temerari, mica pochi..) si trova a dover attraversare la metropoli campana dove, per citare Luciano De Crescenzo “il semaforo rosso non è un divieto, ma solo un consiglio…”.

Sicuramente il tenore dei nostri “eroi” era galvanizzato dal clima caldo a cui forse gli algidi bikers non erano abituati, o forse il calore umano dei partenopei che non consente loro di usare copricapi di sicurezza meglio noti come “caschi”, li avrà convinti che fare “festa” usando il clacson fosse cosa consona, ben accetta dalla popolazione locale ed avrebbe fatto simpatia.

E così il buon Roberto Murgia si faceva largo nel traffico caotico usando il metodo acustico evidentemente andando ad urtare la sensibilità del locale ufficiale di Polizia che provvedeva a verbalizzare la sanzione ed inviarla a mezzo posta al fedifrago.

Allo stato attuale la multa è arrivata al malcapitato mentre il resto del gruppo parrebbe graziato (colpirne uno per educarne cento? Bravi, è così che si fa!!): Roberto è rimasto sorpreso ed ha postato il verbale sulla sua pagina Facebook giustificandosi con la frase “….è che intorno a noi c’era un caos incredibile e muoversi, cercando di rispettare le norme del codice stradale, era realmente complicato, ci siamo limitati a suonare qualche clacson, come in ogni città che attraversavamo. In modo scherzoso e divertente, ma senza arrecare danni al regolare svolgimento del traffico. Bambini senza casco? No, quelli non ne ho visti…..”

E allora? Qual’è stata la “molla” che ha fatto scattare il rigore del poliziotto urbano della città campana? Sicuramente i biellesi hanno trovato una certa rigidità forse non aspettata: aggiunge Roberto sulla sua pagina Facebook “quando abbiamo posato per la classica foto di rito in piazza Plebiscito ci hanno fatto subito allontanare, per il momento comunque la multa è arrivata solo a me….”

Un motivo in più per evitare di visitare quei luoghi? Con tanti mezzi non assicurati, con l’illegalità diffusa e quartieri fuori controllo il problema è il clacson dello scooterista che giunge dal profondo nord? E’ razzismo forse questo? O l’errore è stato quello di pensare che andando dal Piemonte alla Sicilia le regole, la tolleranza, l’accoglienza fossero univoche? Quello che è certo è che il denaro per la multa sarà versato, perché la legge è legge, come ben sappiamo!

Al di là del banale episodio un plauso all’iniziativa ed un BRAVI a tutti i partecipanti che hanno percorso i quasi 2000 km su mezzi sicuramente difficili, dimostrando caparbietà e determinazione, nonostante le difficoltà sorte lungo il percorso! 

Coordinamento Italiano Motociclisti
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