Dom22042018

Aggiornamento:Mar, 03 Apr 2018 1pm

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Cinquanta sfumature d’asfalto…

50 Sfumature

Sì, perché se l’andare in moto è un piacere, come può essere tale se le nostre strade sono un puzzle di buche, segnaletica fatiscente, boschi che invadono mezze carreggiate, cartellonistica invisibile, e via di questo passo? Pensate ad una scena “sensuale” che rifaccia il verso al best seller letterario che ora vedrà l’esordio al cinema, dove nel bel mezzo della scena ci siano intoppi di ogni genere, da un tubo del termosifone che esplode, ad un ferretto del reggiseno che si sfila e finisce nella pupilla del macho di turno, non sarebbe uguale forse!?

Se nel 1888, D’annunzio descrisse ne “Il piacere” l’estasi dei sensi, l’idillio romantico, per molti motociclisti pari sensazioni sono dettate dal poter “pendolare” liberamente su nastri d’asfalto immacolati con curve da sogno disegnate dal Dio delle curve, veri paradisi per liberare dolcemente il motore e le gomme.

Le strade del cuore, quelle dove l’anima del motociclista ritrova il proprio equilibrio, dove la motocicletta è terapia psichiatrica, dove stress e ogni situazioni emotive negative della settimana vengono medicate da cerotti fatti di saliscendi su dolci declivi con il gas teso leggermente, con il mantra del motore che ne sottolinea gli effetti positivi.

Situazioni ormai rare, idilliache come le scene della maggior parte della pubblicità, ingannevole come quella delle autovetture che ci fanno vedere la meta dei nostri sogni su strade dove non c’è nessuno, mentre ben sappiamo che appena usciti dal concessionario saremo bloccati nel traffico urbano tra improperi e negazione costante delle regole di convivenza del Codice della Strada.

Buche posizionate a tradimento, rami di alberi che ci sfiorano il casco, tonnellate di sale sulle strade invernali pronte a distruggerci telaio e marmitte, segnaletica orizzontale infingarda su cui scivolare è un attimo, segnaletica invisibile perché soffocata dalla giungla di boschi lasciati all’incuria più totale, insomma, più che un “piacere” dell’andare in moto una vera esperienza sadomasochistica, dove il cadere e farsi male potrebbe essere il culmine di una esperienza che potrebbe finire al più vicino Pronto Soccorso!

Al punto che operatori di “turismo motociclistico organizzato” possano arrivare a dichiarare: “non so più che strade proporre a chi vuole uscire con noi…..è un rischio costante e non è più piacevole uscire così…..”

Allora ecco che i meno appassionati vendono la propria motocicletta mantenendo magari uno scooter per motivi lavorativi diremmo “obbligati”, ma tralasciando il “piacere di andare in moto”, perché non è più tale…

In molte zone colpite dalle alluvioni autunnali vi sono molte strade tuttora interrotte con grossi problemi per le economie locali che già in ginocchio, vedono ora "sfumare" possibili affari per l’impossibilità di trasportare le merci, ma anche tutte le attività, compreso il mototurismo, che vedono nell’utilizzo del sistema stradale nazionale, la conditio sine qua non per la propria economia, si trovano nell’impasse.

Insomma, più che di grigio, le "sfumature" dei bilanci variano tra il rosso granata e quello cupo, come è cupa la situazione di chi dovrà chiudere l'attività per "mancanza di strade percorribili...."

“Mancano i soldi”, ci dicono le amministrazioni locali! “Li avete rubati”, dicono i cittadini che sono esclusi dalla casta che mangia “brioches” come i reali di Versailles ante 1789, ed è la verità: non dovevano forse provenire dalle multe i proventi per la manutenzione delle strade? E che fine hanno fatto quei denari distolti dalla loro destinazione d’uso per coprire “buchi” di bilancio nati dal malaffare di corrotti amministratori?

Se loro sono le colpe in primis, ahimè anche noi semplici utenti della strada siamo “conniventi”, rei di cercare sempre di “arrangiarci”, sempre pronti con la risposta più facile del “tanto quella strada non la faccio….”, oppure “…tanto non faccio l’autostrada…..” quando qualcuno propone azioni concrete di battaglie di civiltà per cercare di risolvere queste storture molto italiche, pedaggi autostradali ingiusti in primis!

E’ la differenza con i popoli d’oltralpe che di fronte a problemi di “cittadinanza” fanno POLITICA, creano comitati civici, si buttano in associazioni di promozione sociale con consistenti budgets creati dalle tasche di tutti, insomma, isolato il “problema”, cercano di risolverlo concretamente!

Noi invece buttiamo la testa da un altra parte, clicchiamo su “mi piace” convinti di aver fatto una “rivoluzione del click”, e poi esterneremo le nostre lamentele alla prima sosta di un bar, dopo l’ennesima buca che ci avrà fatto ritornare il cappuccino della colazione in bocca: "....qualcuno dovrebbe fare qualcosa, non si può andare avanti così....".

Insomma, chi è causa del suo mal… con tutte le sfumature che vorrete, ma il grigio sarà quello del poco asfalto tra le buche che troveremo alla prima uscita in moto, statene certi!

Coordinamento Italiano Motociclisti
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