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Aggiornamento:Mar, 03 Apr 2018 1pm

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Il CIM al Motor Bike Expo

MBE 2015

Oggi apre il Motor Bike Expo noto più brevemente come MBE, una manifestazione di tre giorni dedicata al mondo custom. Grazie alla nutritissima delegazione di preparatori e artisti americani che animeranno il Motor Bike Expo di Verona, la città di Giulietta e Romeo diventerà idealmente il cinquantunesimo stato dell'unione.

Sarebbe però molto bello che dello stile di vita dei bikers americani non si prendesse solo l'esteriorità, ma si decidesse di fare proprio in modo concreto anche la loro solidarietà e il loro spirito di corpo, e fare diventare MBE un momento speciale per i motociclisti italiani, poiché potra portare cambiamenti importanti nella tutela dei nostri diritti.

In questi ultimi anni la crisi ha colpito duramente il settore del motociclismo, che ha portato ad una fortissima riduzione del numero dei motoveicoli venduti e ad uno spostamento delle quote di mercato verso veicoli che fino a qualche anno fa avevano un diverso posizionamento nelle classifiche di vendita.

Nelle vendite gli scooter fanno la parte del leone, e la moto più venduta in assoluto resta la nota maxienduro tedesca. La preferenza del mercato per questo tipo di moto si evidenza anche nelle principali proposte della concorrenza: ogni marchio propone almeno un modello di maxienduro.

Il settore più colpito è invece quello delle naked e delle moto sportive, che hanno avuto una forte riduzione dei numeri di vendita.

Fare analisi su questi numeri è difficile. Le principali motivazioni che portano all'acquisto e all'utilizzo di almeno l'80 % dei motoveicoli circolanti sono da sempre fondamentalmente tre:

  1. Chi ha una forte passione, e rinunciare alla moto vorrebbe dire fare mancare delle emozioni importanti alla propria vita, e fa di tutto pur di non rinunciare ad avere una moto da utilizzare.
  2. Chi la usa come mezzo di trasporto, per qualcuno come alternativa per la mobilità cittadina, altre volte come unico mezzo di trasporto.
  3. Chi la usa come piacevole passatempo ma senza avere una profonda passione, e ha quindi le risorse economiche per permetterselo senza troppi problemi.

Il gruppo A è formato da motociclisti "integralisti", che fanno di tutto pur di non rinunciare a quello che è per loro una passione profonda. La crisi ha reso più difficile potere proseguire con la loro passione, ma il numero è rimasto sostanzialmente invariato.

Sembrerebbe che la crisi abbia influito sul gruppo B, portando molte persone ad acquistare un motoveicolo (tipicamente uno scooter) per la mobilità casa-lavoro, facendolo crescere di numero, ma per contro abbia ridotto il numero di persone che fanno parte del gruppo C, dove si può constatare una forte diminuzione delle vendite di moto naked o sportive, di costo medio, mentre sono aumentati gli acquisti di motociclette dal costo più sostenuto.

Ci teniamo a specificare che sono valutazioni fatte osservando le strade e chi gira in moto in strada comparando poi queste osservazioni con i dati di vendita, non sono quindi correlate a specifiche ricerche di mercato, non hanno la pretesa di proporsi come dati di riferimento.

Questo dimostra che negli ultimi anni c'è stato un forte cambiamento sia nei motociclisti che nel modo che hanno di vivere la moto. Non sappiamo definire se il cambiamento sia stato in megio o in peggio, ma resta il fatto che il cambiamento c'è stato.

Quello che però siamo certi che non sono cambiate in meglio sono le situazioni di contorno in cui si devono muovere gli utilizzatori di motoveicoli. Ci sono anzi chiari segni di peggioramento.

  • Nella mobilità urbana, andando controtendenza rispetto ad altre nazioni europee, non solo non si fa nulla per incentivare l'uso delle due ruote a motore, ma si assiste ad una chiusura delle ZTL ai motoveicoli, proponendo invece le biciclette come alternative. Il tutto non considerando che la distanza media casa-lavoro delle persone poco si adatta all'uso di un veicolo NON a motore.
  • I costi fissi di gestione di un motoveicolo sono sempre più alti, e le polizze assicurative hanno la principale responsabilità di questo. Si aggiungono poi interventi in sede del parlamento europeo per rendere annuale la revisione obbligatoria periodica dei mezzi e qualcuno sta già parlando di abbigliamento tecnico obbligatorio.
  • Nell'utilizzo quotidiano del motoveicolo influscono poi altri problemi: strade dalla manutenzione carente, guardrail non a misura di motociclista, equiparazione dei motoveicoli alle autovetture ogni volta che ci sono pedaggi da fare pagare, limiti di velocità che sembrano messi per indurre in infrazione e controlli sulle strade che sembra abbiano come scopo non tanto il sanzionare i trasgressori (cosa buona e giusta!) ma il disincentivare l'utilizzo dei motoveicoli a 360 gradi, quindi anche per chi ha una guida responsabile.
  • Come ultime "chicche" arrivano le decisioni di ridurre il numero di motoveicoli che potevano godere delle riduzioni di bollo e assicurazione in quanto veicoli storici, e il rifiuto di concedere incentivi a chi avesse acquistato abbigliamento tecnico protettivo (caschi esclusi, poiché l'utilizzo è obbligatorio).

Non aspettiamoci che sia la FMI a fare qualcosa, dato che, parafrasando Vasco Rossi, non siamo mica gli Americani! Infatti negli Stati Uniti la AMA, nata come American Motorcycle Association, nel 1976 ha cambiato acronimo, diventando American  Motorcyclist Association. L'attenzione è quindi passata dalle motociclette ai motociclisti, del resto sin dalla nascita l'AMA si occupò di promuovere positivamente l'immagine del motociclismo e degli stessi motociclisti, promuovendo la sicurezza stradale ed un uso responsabile delle moto. In Italia l'unica associazione che da oltre vent'anni mette i motociclisti davanti a tutto è il Coordinamento Italiano Motociclisti.

Di conseguenza non cambia anche la necessità di impegnarsi per cercare di tutelare i nostri diritti, non cambia la necessità di dare la forza e le risorse al Coordinamento Italiano Motociclisti, che resta l'unica associazione che ha come obiettivo la difesa dei nostri diritti.

Mettere la testa sotto la sabbia per non guardare quello che sta avvenendo, pensando che la passività sia una soluzione, può andare bene per gli struzzi, ma non per i motociclisti. Ora si tratta di agire, e solo con la vosta partecipazione potremo avere nel 2015 una associazione che abbia la possibilità di opporsi alle situazioni che sembrano volerci fare passare la voglia di andare in moto.

Veniteci a trovare in MBE, al padiglione 5, posto 11T, dove potremo spiegarvi la nostra iniziativa per il 2015.

Una iniziativa importante, che farà cambiare le cose, poiché in un modo o in un altro, il 2015 sarà l'anno del cambiamento. Ma sarete voi a decidere se sarà per voi un cambiamento positivo o negativo, poiché vi ricordiamo che da sempre ognuno è l'artefice del proprio destino.

Coordinamento Italiano Motociclisti
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