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Aggiornamento:Mar, 03 Apr 2018 1pm

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“Ma motocyclette est née en 1969…”, una storia di passione e di libertà!

Motard 69

La battaglia per la difesa della libertà di circolazione delle due ruote a Parigi si è infiammata: le autorità non vogliono cedere e mantenere la loro posizione illogica, cosa che genera una protesta ancora più ferma da parte dei motociclisti francesi.

Comprendere cosa significhi la passione del motociclismo dei francesi è cosa difficile: se volete tentare di capirlo, dovete venire al Memorial Spadino organizzato da CIM-GEIE e FFMC in Valle d’Aosta dove se due gocce dal cielo bastano per fermare la volontà di molti italiani, nemmeno la neve ferma i transalpini che passano il tunnel del Bianco per venire a testimoniare la solidarietà di un italiano in moto.

Il rapporto è devastante, di norma, per un italiano ci sono tre francesi, il che la dice lunga!

Ma quella che riportiamo è la lettera-testimonianza di un motociclista francese che ben riassume cosa incarna questa passione, sicuramente non “modaiola” data la vetustà del mezzo, ma lasciamo volentieri la parola all’amico d’oltralpe il cui sito potetetrovare qui.

"La mia moto è nata nel 1969. Questo motore ha tranquillamente attraversato la storia. Da proprietario a proprietario, li ha resi tutti felici sulle strade d'Europa, e li ha anche portati al lavoro. 

Questi uomini e queste donne l’hanno coccolata, riparata, e tenuta bene. L’hanno anche amata, questo pezzo di ferraglia, di avventura in avventura. 

Da moto d’occasione oggi è diventata un pezzo da collezione ...

Da qualche anno, è diventata mia. E’ un oggetto che amo nel mio quotidiano e che mi è assolutamente necessaria. La mantengo con cura, per il mio piacere e per la mia sicurezza. Faccio di tutto per ritrasmettere le emozioni che mi genera. Il mio lavoro è strettamente legato alla moto ed al suo uso.

Per scelta ma anche per necessità economica, guido una vecchia moto. E’ una parte essenziale della mia vita, il mio mondo. La amo come un amico. Ho bisogno di lei per lavoro. Non mi é costata molto. Consuma poco, è robusta, piacevole e pratica. Tutte le persone che ho portato con me per una passeggiata notturna a Parigi o al al sole di primavera, non potranno mai dimenticare il piacere di quel giro. Ed io ne sono fiero alla sua guida...!

Questo è in realtà è il mio unico lusso quotidiano. Mi consideravo fortunato ad avere questo semplice piacere. Lascio ad altri le ferie pagate, la settimana corta, il lavoro indeterminato, i quartieri di lusso, il consumo stravagante, e altri privilegi ... 

Io ho la mia moto e la mia "arte". Lei mi fa sentire un essere a parte. Mentre i saldi fanno correre folla di pedoni insaziabili, io giro per la città come un uomo libero. Mentre voi telefonate nel vostro SUV, guido verso altri cieli. Noi non apparteniamo allo stesso mondo, è vero

La guerra alle moto è stata dichiarata da tempo da chi noi stessi abbiamo eletto e che oggi sono abbarbicati alle loro poltrone della città di Parigi

Nel frattempo "ci" siamo attrezzati a liberare Parigi del popolino, e lasciar andare la periferia, farla abbandonare e sfigurare, per lasciare spazio ai i ricchi eletti che vivono nei loro lussuosi quartieri. Sembra un brutto romanzo di fantascienza.

Questa mattina, questi stessi individui mi hanno svegliato brutalmente. Sembrerebbe il Brasile ... Hanno deciso di vietarmi una delle cose più importanti della mia piccola vita, nel profondo della mia periferia, nel mio piccolo laboratorio. Hanno parlato di inquinamento, ma senza dati oggettivi. 

Ho sentito parlare di cittadinanza, ma che non va oltre la tangenziale. 

Mi parlano di responsabilità, ma non per me e per i miei figli. 

Mi parlano di “moto”, ma non degli aerei con i quali loro vanno in vacanza a fare baldoria, non dei camion ed autobus comunali, non di edifici parigini pubblici surriscaldati, non della metropolitana ...

E mi si parla di libertà, ma non adatta al mio stile di vita. 

Anche di uguaglianza, ma solo per la pace dei ricchi...

Ma chi mi sta parlando? 

Chi sono questi serpenti che sibilano sulle nostre teste?

Avrò anch’io dei diritti? 

Il diritto di non voler consumare la vostra porcheria usa e getta?

Quello di non avere i mezzi per acquistare una nuova moto? O la voglia?

Non siamo che un pugno, a volte mal rappresentati a volte travisati ma senza interessi per gli onnipotenti, ma possiamo fare sentire la nostra voce e batterci.”

Lorenzo Eroticolor, affichiste.

Coordinamento Italiano Motociclisti
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