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Aggiornamento:Mar, 23 Nov 2021 4pm

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Fare riprese sulla strada, e poi?

ActionCamera

La diffusione di sistemi di ripresa per videoregistrare mentre si va in moto od in auto rende sempre più evidente la necessità di chiare risposte sulla effettiva disponibilità di tali mezzi audiovisivi.

In buona sostanza è lecito filmare per strada anche persone che non conoscete? E se su Youtube ritrovo un video che mi ritrae senza che io abbia dato il mio consenso?

Per diritto alla privacy si intende il "limite all'utilizzo di dati che riguardano altre persone"; anche le immagini di un video diventano "dati personali" ogni volta che ci forniscono informazioni su qualcuno (persino indirettamente).

Può essere lesivo della privacy non solo dare visibilità ai volti delle persone, ma anche riprendere l'interno di un'abitazione e situazioni famigliari altrui, oppure opere d'arte firmate dagli autori.

Alcune immagini poi possono rivelarci informazioni delicate sui soggetti ripresi, come ad esempio lo stato di salute, l'orientamento politico e religioso o le abitudini sessuali. 

In questo, quelle immagini riprese diventano "dati sensibili" e devono essere trattate con estrema cautela.

Molti poi avranno avuto il desiderio di mettere i propri video su Youtube o sul proprio blog. 

Anche se si tratta di siti amatoriali, le persone ritratte nei video che volete pubblicare devono darvi sempre il loro consenso

Spesso l'autorizzazione è tacita; in ogni caso bisogna fare attenzione a non ledere l'onore e la reputazione di nessuno. Ad esempio:

- è preferibile che le persone comuni riprese in luoghi pubblici non siano riconoscibili (magari rielaborando le immagini per rendere i volti irriconoscibili);

- se dopo un motoraduno od un giro in moto con amici volete mettere in rete il video dell'evento dovete stare attenti a chi avete ripreso: se nel vostro video compaiono anche bambini (o minorenni) è sempre meglio prima chiedere l'autorizzazione ai genitori, anche se dovrebbe valere la regola che possono essere ritratti in situazioni pubbliche o in contesti come gare e manifestazioni sportive.

Il diritto alla riservatezza dell'immagine può essere sacrificato solo per un pubblico interesse, come il diritto all'informazione a condizione di rispettare tre principi fondamentali: la verità dei fatti, l'interesse pubblico alla notizia e, soprattutto, l'essenzialità dell'informazione

Se non si rispettano questi criteri e la pubblicazione avviene per scopi diversi dal diritto d'informazione prevale il diritto del singolo di opporsi alla pubblicazione.

La persona che vede la sua immagine pubblicata senza consenso può richiedere la cessazione dell'abuso e una volta provato il danno può ottenere anche un risarcimento patrimoniale (se si tratta di un personaggio noto potrà richiedere il risarcimento addirittura in base al valore della sua immagine sul mercato).

La responsabilità penale entra in gioco nel caso in cui il video pubblicato sia lesivo della reputazione della persona ripresa o interferisca con la vita privata del soggetto

In questo caso si rischia addirittura una reclusione che va dai sei mesi ai quattro anni.

Per pubblicare un video in un sito è necessaria la formale autorizzazione dell'autore dell'opera, che è l'unico titolare del diritto di pubblicazione e del suo sfruttamento economico.

Se invece gli autori del video siete voi, il consiglio è di firmarli attraverso una sorta di impronta di paternità chiamata "watermark".

E su Youtube? Chi pubblica le proprie riprese sul noto portale di video mantiene la proprietà dell'opera ma cede agli altri utenti del sito non solo la possibilità di accedere e visualizzare il video, ma anche quella di ricavare da quel video opere derivate.

Youtube, con la pubblicazione, acquisisce anche il diritto di utilizzare il vostro video per fini commerciali.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." target="_blank">Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

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