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Aggiornamento:Lun, 15 Giu 2020 9pm

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Se vogliamo fermarci in tempo…

ABS

...dobbiamo avere dei buoni freni! Quale sia l’importanza del sistema frenante in una moto è inutile dirlo, ma siamo sicuro di capirne il funzionamento soprattutto per mantenerli in efficienza? I freni oltre che per fermarsi servono anche per regolare la trazione della moto, per aiutarci a gestire la potenza di un mezzo con la trazione su una ruota, quella posteriore.

Da cosa è costituito il sistema frenante? Un serbatoio che contiene il liquido (chiamato impropriamente olio) il quale trasmette il comando oleopneumatico, una pompa comandata dalla leva o dal pedale, i tubi che portano il liquido ai pistoncini contenuti nella pinza in maniera che possano chiudersi sul disco.

Cosa dobbiamo fare affinché i nostri freni siano sempre al massimo dell’efficienza?

La prima cosa, è quella di fare una manutenzione regolare al sistema frenante: ciò significa non solo cambiare le pastiglie quando sono consumate (o lo stesso disco), azione questa semplice da fare perché si possono avere sott’occhio le condizioni di queste componenti, ma anche il regolare ricambio del liquido dei freni che è anch’esso, portato a deteriorarsi, sia con l’uso ma anche con l’inutilizzo.

Il liquido dei freni è incomprimibile, per sua caratteristica, in questo modo può garantire una frenata sempre precisa e immediata nel momento in cui premiamo la leva. 

Purtroppo ha la caratteristica di essere igroscopico, quindi tende ad incorporare acqua, caratteristica che aumenta con la vecchiaia del liquido stesso. Durante l'utilizzo il liquido tenderà a riscaldarsi e, a forza di ripetuti processi di riscaldamento-raffreddamento, delle particelle di acqua verranno assorbite dalla umidità dell'aria. Il liquido ha un punto di ebollizione molto elevato (che cambia a seconda del DOT del liquido) ma le particelle di acqua si trasformano in vapore a 100 gradi centigradi, facendo aumentare il volume del liquido a causa del gas sviluppato. Questo gas, a differenza del liquido dei freni, è comprimibile e alla fine il comando dei freni non sarà più immediato e la leva avrà una risposta "spugnosa".

Ma anche chi la moto la usa poco nell’arco dell’anno ha lo stesso problema, non in tempi brevi  ma comunque nell’arco di un anno di vita andrebbe comunque sostituito, perché l’umidità si può formare anche restando inutilizzata la moto, magari a causa dei cambiamenti termici dovuti al cambio di stagione…

Il cambio del liquido dell'impianto frenante è quindi il primo modo di tenere sotto controllo la manutenzione dell’impianto, ma altri modi possono essere usati per rendere più performante il sistema frenante.

La moto, quando esce dalla fabbrica, ha una dotazione standard che è tanto migliore quanto in linea con la qualità media della produzione di una casa, ma certo “qualità media” significa utilizzare elementi che combinino efficienza con economia di scala, quindi una cosa da fare potrebbe essere intervenire sostituendo – per migliorarli – quegli elementi che hanno maggiori margini di perfezionamento.

Una prima componente sono, per esempio, i tubi dell'impianto frenante, nel caso questi siano in gomma.

I migliori, che attualmente equipaggiano solo le moto di alta gamma presenti sul mercato, sono quelli in treccia, sempre per una questione di comprimibilità: la gomma ha una certa elasticità che, sotto la pressione della frenata e la temperatura che raggiunge il liquido, può fare leggermente dilatare il tubo stesso riducendo così l’efficacia della pressione, quindi della frenata.

Nei tubi in treccia, al contrario, questa elasticità è invece assente, per cui tutta la forza della frenata viene inviata ai pistoni che si devono stringere sui dischi e la frenata risulterà più efficace.

Un’altra componente la cui sostituzione può migliorare l’efficacia della frenata sono i dischi. 

Quanto più il disco è grande quanto più offre due caratteristiche fondamentali: la superficie frenante e la dispersione termica. 

Le varie forature e le sagome dal profilo irregolare  come ad esempio il profilo “a margherita” o le scanalature sul piano del disco contribuiscono in varia misura, insieme allo spessore dello stesso, alla dispersione termica e, di conseguenza, all’efficienza della frenata: il disco ha un range di temperature all’interno del quale raggiunge la sua massima efficienza.

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

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