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Aggiornamento:Mar, 03 Apr 2018 1pm

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Per non aver sorprese in primavera…

CaricareBatteria

…. è importante mantenere la propria motocicletta in perfetto ordine, in primis la batteria, altrimenti le sorprese non mancheranno! E’ un’esperienza successa a molti, purtroppo dopo un lungo inverno, ed un inizio primavera piuttosto incerto, finalmente arriva il bel tempo e si può tornare a girare in moto, si scende in garage, si toglie il telo con la polvere accumulata durante il lungo inverno, si infilano le chiavi e si preme il pulsante ma vi si presenterà uno stentato giro di motore od un ronzante “click click” del relè, poi le spie del quadro che sfumano, insomma, la batteria è a terra.

 

Non sempre è sufficiente un ponte con un’altra batteria o con uno starter, anzi, in molti casi si corre il rischio di rimanere a piedi lontano da casa. 

Mesi e mesi di inattività, infatti, rovinano irrimediabilmente la capacità della batteria di ricaricarsi e conservare l’energia, così, seppur la moto dovesse partire grazie al ponte, non è possibile riaccenderla una volta spenta.

Una normale ricarica, in certi casi, può essere sufficiente a far ripartire la moto, ma la lunga inattività e, soprattutto, il basso voltaggio, possono aver compromesso la funzionalità della batteria, diminuendone le prestazioni e, soprattutto, la durata.

C’è chi pensa di risolvere questo problema accendendo occasionalmente la moto durante l’inverno, per ricaricare la batteria, ma non si tratta di una soluzione sempre efficace e rovina altre parti della moto (terminali d scarico).

Per una reale ricarica della batteria, infatti, occorrerebbe tenere la moto al minimo anche per più di un’ora, cosa che sicuramente nessuno fa. 

L’avvio, spesso difficoltoso, della moto dopo lunghi periodi di fermo e a basse temperature, infatti, assorbe molta dell’energia della batteria e non sono affatto sufficienti pochi minuti di minimo per ripristinarla, così che, a conti fatti, si spegne la moto con la batteria più scarica di prima.

Il problema, però, non è solo quello delle lunghe pause invernali, bensì quello di qualsiasi utilizzo irregolare della moto

Per fortuna esiste una soluzione a questo problema, per evitare che la batteria si rovini a causa dell’inutilizzo più o meno prolungato: si tratta di particolari strumenti chiamati “manutentori di carica”. 

Non si tratta di normali carica batterie che portano semplicemente la batteria a livello, ma di strumenti più sofisticati. 

Un manutentore di carica, infatti, si lascia collegato alla batteria in qualsiasi occasione di fermo e per tutta la sua durata

In questo tempo lo strumento analizza continuamente lo stato della batteria e mette in atto degli appositi criteri di carica per preservare capacità e funzionalità dell’accumulatore.

L’utilizzo del mantenitore di carica è molto semplice: si inserisce la spina in una presa di corrente, si collegano i morsetti alla batteria ed il gioco è fatto. 

Come prima cosa lo strumento analizza lo stato della batteria e provvede alla carica completa fino a 14,4 volt, tensione ottimale per sicurezza ed efficienza; un circuito interno verifica che questa soglia non venga mai superata per evitare surriscaldamenti e danni e il LED indicatore informa che la batteria è carica e che il mantenitore di carica è passato in modalità di manutenzione.

A questo punto la batteria è pronta per far partire la moto in qualsiasi momento si voglia, oppure la si può lasciare in stato di mantenimento per un periodo di tempo praticamente illimitato. 

Una volta che l’accumulatore è carico, infatti, il sistema ne verifica costantemente lo stato e regola automaticamente il voltaggio affinché sia sempre in condizioni ottimali, evitando i danni ai componenti interni causati dai cali di tensione.

Lasciare un apparecchio elettrico collegato alla rete e alla batteria per lunghi periodi potrebbe suscitare qualche perplessità in termini di consumi e sicurezza, ma le case costruttrici sciolgono ogni dubbio grazie alla particolare attenzione riposta nei propri prodotti. 

L’assorbimento massimo di tali apparecchi è di circa 800mA in fase di ricarica (poco più di un carica batterie per cellulare), ma diventa veramente irrisorio in fase di mantenimento. 

Il circuito elettronico, infatti, a differenza di molti caricabatterie e prodotti simili, blocca completamente il flusso di corrente inverso, evitando di assorbire energia dalla batteria una volta che questa sia carica e costringa il sistema a rabboccare continuamente.

L’elettronica provvede inoltre a proteggere dispositivo e batteria da inversioni di polarità e cortocircuiti eliminando anche il tipico “effetto scintilla” dovuto all’occasionale contatto dei morsetti e i cavetti in dotazione, con connettori sia a pinza che ad occhiello, sono dotati di fusibili di sicurezza.

Nel caso di soste prolungate e nell’impossibilità di avere il mezzo in un garage, o comunque in un luogo dove una presa di corrente sia facilmente accessibile, si può comunque smontare la batteria e collegarla al mantenitore in un luogo più comodo, per poi rimontarla sul mezzo non appena necessario.

L’utilizzo regolare del mantenitore di carica è in grado di prolungare notevolmente la vita di una batteria, arrivando anche a raddoppiarla; si tratta di un piccolo investimento economico (nell’ordine di circa 30-50 euro di solito, se ne trovano anche sui 20 euro nella grande distribuzione), che si traduce in un notevole risparmio di denaro, in termini di batterie di ricambio, e di seccature e disagi dovuti a moto che non partono, batterie scariche o, peggio ancora, irrimediabilmente danneggiate.

Cercate i prodotti che gestiscono anche il rischio di desolfatazione, ovvero hanno un “monitor” dello stesso, costano qualcosina di più ma hanno una gestione più efficace del mantenimento di carica.

Coordinamento Italiano Motociclisti
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