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Aggiornamento:Mar, 03 Apr 2018 1pm

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Multe, difficile fare chiarezza, ma ci si prova sempre! (Prima parte)

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Avete trovato la classica striscia continua e cartello con limite da 20 km/ora ed avete sorpassato la Panda davanti a voi? Avete parcheggiato la moto in spazi non dedicati? Troivato il solito velox "trappolone" messo dove il limite è ai 30 Km/h in rettilineo fuori dal centro abitato ma con "strada dissestata"? Insomma, avete compiuto uno di quegli atti “logici” ma che per un Paese delle Banane come il nostro, sono regolati senza tenere conto della realtà? Beh…la conseguenza sarà certamente una multa che vi arriverà a casa!

Al di là della rabbia e dello stress momentaneo si pone il solito problema del “che fare”?

E qui casca l’asino in quanto si entra in un caos normativo dove lo stesso Stato si dimostra un mostro con più teste: se il Comune di Milano, ad esempio applicava la norma (2010) che prevede un tempo massimo di 90 giorni per la notifica della multa da autovelox a partire da QUANDO il Vigile addetto apriva il fascicolo di quella determinata multa (molti altri Comuni hanno interpretato così la norma), il Ministero dell’Interno ha smentito tale posizione!

Veniamo un po’ alla premessa del problema: la causa del “busillis” era in una norma contraddittoria, in quanto, come noto, il Codice della Strada prevede 150 giorni dall’infrazione per notificare la multa stradale al contravventore, mentre la legge già citata (del 2010) ha posto un termine di 90 giorni, senza specificare da quando.

Stando all’interpretazione del Comune di Milano (e da chi lo ha seguito in tale posizione), quei 90 giorni possono scattare da un qualsiasi momento: ad esempio se il vigile esaminasse nel gennaio 2017 la foto di un’infrazione del’aprile 2014, i 90 giorni si conterebbero dal gennaio 2017.

Ovviamente questo ha prodotto ricorsi ad hoc che vedono i giudici di pace annullare le multe ai trasgressori, contestando la scelta di Palazzo Marino, ma per fortuna, per dirimere la questione e' intervenuto il Ministero dell’Interno con la nota protocollo 001698, che ha chiarito che “la criticità organizzativa della polizia locale di Milano non legittima il superamento ordinario dei termini di rito previsti dal codice per la notifica delle sanzioni stradali che vanno conteggiati dal momento della commessa violazione e non dalla visione del fotogramma.”

A parere del Dipartimento per gli affari interni e territoriali non e' corretto fare decorrere i 90 giorni dalla data in cui gli operatori visionano i fotogrammi e associano i dati della targa a quelli del proprietario del veicolo.

Oltre “alla sentenza della Corte Costituzionale 198/1996, milita in tal senso lo spirito dell’articolo 201 del codice stradale”, prosegue la nota, “laddove lo stesso evidenzia che qualora l’effettivo trasgressore o altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione può essere effettuata agli stessi entro 90 giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli l’intestazione del veicolo o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione e' posta in grado di provvedere alla loro identificazione.”

In sostanza, le ragioni che possono legittimare la Polizia Locale o la Polizia Stradale ad andare al di là dei termini previsti dal C.d.S. non possono che dipendere da fattori esterni e non da prassi organizzative interne: non si può imputare all’utente che ha ricevuto la sanzione, le problematiche “proprie” del servizio che la emette!

Quindi, se avete ricevuto un verbale per una multa effettuata con autovelox e, tra la data in cui è stata commessa l’infrazione e quella in cui il Comune ha consegnato il plico all’ufficio postale sono decorsi più di 90 giorni, avete un largo margine di possibilità di vincere il ricorso.

Una possibilità è quella di ricorrere al Prefetto che, essendo organo territoriale del Ministero, e' più incline a recepire le circolari e le note ministeriali piuttosto che gli orientamenti della giurisprudenza generale, di norma più farraginosa nella materia.

Questo in quanto, sebbene la Cassazione oggi sia orientata a favore del termine lungo, il Ministero, come appena detto, sposa l’interpretazione più restrittiva: come detto, lo Stato Italiano è un mostro con più teste, una vi dà un bacio e l’altra vi morde al collo!

Un’ultima cosa: prima di agire chiedere non costa nulla o poco! Il Coordinamento Italiano Motociclisti, per i propri sostenitori e soci ha attivato un adeguato Servizio Legale  .

Certamente tale Servizio sarà possibile mantenerlo attivo se avremo il SOSTEGNO  dei Motociclisti nel nostro progetto 2015, in caso contrario non potremo garantire più nulla.

Coordinamento Italiano Motociclisti
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Partecipate al nostro progetto per la tutela dei motociclisti :
http://www.derev.com/it/supportacim

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