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Aggiornamento:Mar, 23 Nov 2021 4pm

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Limite di velocità: in Francia si parla di una riduzione di 10 km orari!

Limite 80

Il dibattito sulla riduzione del limite di velocità dai 90 km agli 80, è ripreso a seguito della pubblicazione di un rapporto che dovrebbe, in realtà, restare riservato.Un altro dato, anche questo riservato, è il rischio che se si arrivasse in breve a questa decisione, il costo per lo Stato sarebbe di almeno 51 milioni di euro.

Un rapporto "confidenziale" da parte degli esperti di sicurezza stradale, consegnato alla Ente Nazionale per la Sicurezza delle Strade (NCRP) il 30 settembre scorso, si propone di ridurre il limite di velocità sulle strade nazionali e dei dipartimenti francesi ad 80 chilometri all'ora invece dei 90 attuali..

Ma ciò che la relazione non specifica, quale sarebbe il costo di una tale misura: secondo i professionisti che realizzano i cartelli stradali, (in realtà contattati anche dalla NCRP), ridurre di 10 km/h di velocità avrebbe un impatto significativo per i contribuenti.

Si parla di ben 51 milioni di euro!

Il problema, di non poco conto sarebbe quello di dover cambiare i segnali relativi al limite di velocità su tutte le strade interessate.

I costi previsti dai produttori di segnaletica sarebbero i seguenti, per questa operazione:

€. 1.957.056 per le strade nazionali


€. 48.112.722 per le strade provinciali 


€. 1.027.980 per le autostrade, qualora il limite di velocità di 10 km/orari toccasse anche questa rete stradale.

Insomma si raggiunge un totale di € 51.097.758!

In tempi di crisi, questa "pillola" sarebbe difficile da far digerire.

A meno che lo Stato abbia in mente di avere maggiori introiti a seguito dell'utilizzo dell'autovelox, applicando la multa per un piccolo eccesso di velocità, minore o uguale ai 10 km/h di cui si parla…

Vi è certamente un interesse politico in quanto la prospettiva di limiti più bassi ha suscitato l'interesse del presidente del QSN, il deputato socialista Armand Jung.

Lo studio consegnato il 30 settembre dimostrerebbe che questa diminuzione di 10 chilometri all'ora come impatto avrebbe quello di salvare 450 vite ogni anno.

In alternativa, salvare 200 vite se la velocità fosse ridotta solo in aree pericolose (dove si troverebbe comunque una telecamera fissa di tipo autovelox).

Tuttavia, i ricercatori sanno benissimo che la velocità è solo uno dei tanti parametri che causano queste tragedie.

Ma già si parla di una petizione anti-riduzione ad opera dell'Associazione degli Automobilisti (circa 40 milioni sono gli automobilisti francesi) che hanno predisposto un sito web: www.nonalabaissedeslimitationsdevitesse.com, da dove si può già firmare online la petizione da parte dei conducenti scontenti che vogliono essere ascoltati!

La Federazione francese dei Motociclisti in Collera (FFMC) ha denunciato l'inutilità repressiva di una siffatta misura: "Le istanze da parte di chi si occupa di sicurezza stradale continuano a richiedere ai piloti una visione di sicurezza basata esclusivamente sulla coercizione e punizione", si esprime così la Federazione in un comunicato stampa del 7 ottobre.

"La fuoriuscita di questo rapporto riservato servirebbe solo al fine di preparare le menti dei piloti per farli accettare delle velocità più basse, in modo che il Ministro dell'interno ed il pubblico siano pronti al fatto compiuto, prosegue la FFMC. Ministro che in ultima analisi, dovrà prendere da solo la decisione, in quanto esperti e NCRP fanno solo delle raccomandazioni ... Da lì a pensare che la perdita di 10 km/orari di velocità possa effettivamente aiutare ... "

La FFMC punta il dito contro il rischio di una tale opzione: "Gli esperti di sicurezza stradale non hanno preso in considerazione i camion che hanno già limitata la velocità ad 80 km/h sulle strade secondarie. Se i veicoli più leggeri viaggiassero alla stessa velocità, non ci sarà più differenza con i camion, a meno che non si pensi di ridurre ulteriormente anche la velocità dei mezzi pesanti!? Perché non questo è stato ignorato? Per questa evidente svista, gli "esperti" ignorano questioni di visibilità, anticipazione, etc… ... "

Se il Ministro dell'Interno ha voluto intraprendere questa azione di pressione, non tenendo conto della dimensione educativa da adottare in merito alla sicurezza stradale aumentando invece sempre di più i vincoli sugli utenti, è possibile che il vero problema sarà proprio l'adesione degli stessi a questa iniziativa.

"Sempre limiti e ancora limiti!", dice la FFMC. Almeno si sottolineassero i costi sociali di € 51 milioni. Esorbitante!

Traduzione ed adattamento di un articolo di Nicolas Grumel pubblicato su MotoMag il 08/10/2013
da parte dell'Ufficio Comunicazione del Coordinamento Italiano Motociclisti
® RIPRODUZIONE RISERVATA

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