Dom26062022

Aggiornamento:Mar, 23 Nov 2021 4pm

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Poderi mototsikl? Niet! Avtobil' da!

TargaMosca

Era il 2009, e prima di superare un ponte in Lettonia ci trovammo un baracchino per il "pedaggio" per l'attraversamento: non era chiaro se le moto avessero dovuto pagare o meno per cui, a piedi, si attraversò il ponte per avere l'informazione dal poliziotto al termine dello stesso.

Ecco il motivo della frase riportata "pedaggio per le moto? No…le automobili sì…" e se già allora c'era una discriminazione sui pedaggi auto/moto, in effetti oggi a Mosca sono proprio i pedaggi per i parcheggi delle automobili che hanno suscitato reazioni incredibili e variegate dimostrando che "tutto il mondo è paese…"

Ma è certo che anche ai russi non manca la fantasia dei latini e sono mille i modi inventati dagli stessi per non pagare la gabella introdotta dal 2013.

Bisogna chiarire che a Mosca non ci sono i vigili urbani o gli ausiliari a controllare le strade cittadine, ma un sistema tecnologico e moderno di telecamere, che controllano i parcheggi e segnalano se una macchina resta ferma più a lungo di quanto abbia pagato il suo proprietario

Scatta la sanzione, che arriva a casa del malcapitato, il quale, il parchimetro, di norma lo paga con un sms (come già constatammo nel 2009 nelle Repubbliche Baltiche dove ci recammo in moto).

Così, da un po’ di tempo a questa parte se si passa per Mosca si vedono macchine parcheggiate con targhe al limite dell’assurdo

Da chi avvita la targa al contrario, arrivando a chi attacca uno straccio fuori dal bagagliaio, nascondendo parte dei numeri. 

Poi c’è chi, prendendo spunto da una vecchia leggenda metropolitana, nasconde parte della targa con un cd e chi, non trovando nulla di meglio, tiene aperto il cofano, sperando che così la telecamera non riesca a leggere la targa. 

Se cercate in rete potrete trovare molte immagini delle soluzioni trovate dai russi per il caro parcheggi.

Rimane il fatto facilmente constatabile, che certe usanze "europee" a cui noi siamo abituati da "anni" arrivano ora nell'Europa dell'Est, ma quei popoli non sono così propensi ad abituarsi a costi aggiuntivi pesanti: del capitalismo hanno scoperto molti vantaggi, ma il "conto" (salato) che noi ben conosciamo arriverà….oh, se arriverà… con buona pace di chi OGGI pensa di "risparmiare" con il "turismo" di vario genere in quelle Nazioni.

Rimane da dibattere sul fatto che le "motociclette" godono di trattamenti di "favore" in gran parte dei Paesi Europei mentre nel nostro sono "punite" sui pedaggi autostradali.

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

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