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In Norvegia i motociclisti si assumono le responsabilità per la propria sicurezza

MotoNorvegesi

Tor Arne Bell Ljunggren, Presidente del gruppo norvegese Moto Union (NMCU), afferma che non vi è alcun motivo per sostenere che i motociclisti sono utenti della strada sconsiderati. 

Piuttosto il contrario. Perché i piloti motociclisti sanno che sono su un veicolo che offre poca sicurezza passiva, e per questo sono estremamente coscienti della necessità di elevare la propria sicurezza.

Nonostante tutti gli sforzi fatti che si possano immaginare in merito alla sicurezza stradale , guidare una moto non può mai essere considerato interamente senza rischi. Tuttavia, negli ultimi 30 anni la Norvegia ha visto un'enorme riduzione del rischio quando si guida una moto. 

Nel 1980, il 4,8% di tutti i motociclisti nel Paese sono stati coinvolti in incidenti. Nel 2013 questa quota è scesa allo 0,29%

Questo è principalmente il risultato raggiunto dalla Comunità motociclistica norvegese quando la stessa si è assunta la responsabilità di migliorare la propria sicurezza, costruendo faticosamente competenza e buone attitudini. Il duro lavoro ha pagato e la Norvegia è oggi uno dei paesi più sicuri al mondo per quanto riguarda il guida una moto.

Il dialogo sulla sicurezza all'interno della Comunità dei motociclisti è un contributo importante, ma spesso sottovalutato per migliorare la sicurezza del motociclo. Piloti esperti condividono la loro conoscenza delle tecniche, attrezzature, strategie operative e manutenzione in sella con motociclisti meno esperti.

Alle riunioni dei motoclub  è un fatto comune che i motociclisti discutano questioni di sicurezza: il “libretto di controllo” è un buon esempio di come funziona il dialogo di sicurezza all'interno della Comunità dei motociclisti. Nel libretto norvegese di Moto Union (NMCU) si sono registrate le esperienze, le conoscenze basate sulla pratica del motociclismo, tecniche e strategie in sella ed il tutto è condiviso con la Comunità dei  motociclisti. 

Questo testo ha reso il dialogo sulla sicurezza più preciso e meno aneddotico, e nel tempo ha cambiato gli atteggiamenti verso il motociclismo da parte della Comunità verso la sicurezza. Il libretto in questione è stato prodotto dai motociclisti per i motociclisti, è gratuito ed un totale di 160.000 copie sono state stampate: non male in un Paese con un parco circolante di motocicli di soli 150.000. 

L'opuscolo è disponibile anche in una versione facilmente accessibile online.

 
- Campagne per sensibilizzare la visione dei motociclisti

Ogni anno, molti motociclisti vengono uccisi e feriti negli scontri con le automobili: questi incidenti sono principalmente causati da automobilisti disattenti. 

Motociclisti esperti possono risolvere potenziali situazioni pericolose, prendendo in considerazione gli errori commessi da altri utenti della strada. 

Motociclisti inesperti, tuttavia, non capiscono il pericolo potenziale e sono vittime innocenti degli errori fatti da altri. Studi eseguiti dall’Istituto Economico Norvegese Trasporto (TOI) e dall'Istituto di ricerca olandese, SWOV, segnalano che la misura più efficace è un costante promemoria per gli automobilisti  a ricordare che le due ruote ci sono!

Quindi la NMCU ha organizzato una campagna di sensibilizzazione per rendere più visibili i motociclisti rivolta agli altri utenti della strada già fin dal 1995 ed ha prodotto il film BUGS che ha avuto successo in questo senso (guarda il filmato "Bugs").

 

- Strade pericolose

Con due ruote e solo pochi centimetri quadrati di trazione disponibili i motociclisti ed i piloti di ciclomotore sono particolarmente vulnerabili rispetto alle condizioni delle strade pericolose. 

Invece di piagnucolare e lamentarsi, i motociclisti norvegesi hanno iniziato un lavoro come "ispettori" per la gestione delle strade pubbliche norvegese segnalando già fin dal 1995 gli incidenti mortali causati da condizioni stradali inadeguate. 

Ogni anno vengono presentate 100-150 segnalazioni di condizioni pericolose sulla rete stradale e NMCU mantiene un archivio completo di tutte le relazioni presentate.

 

- L’uso di dispositivi di protezione individuale

I motociclisti stessi hanno richiesto l'uso obbligatorio dei caschi negli anni settanta. Solo l'uso del casco è obbligatorio, ma la maggior parte dei piloti norvegesi indossano sempre indumenti tecnici di protezione, anche su brevi tragitti. 

Una stima conservativa dice che i piloti norvegesi hanno investito 1,3 miliardi di corone norvegesi in dispositivi di protezione individuale non obbligatori. 

I produttori svilupperanno gradualmente giacche airbag, indumenti a temperatura regolata e visiere con display al loro interno: quando tali prodotti saranno di qualità assicurata, allora i motociclisti saranno stimolati ad usarli.


 
- Formazione iniziale dei motociclisti

Negli anni settanta, gli stessi motociclisti hanno avviato un progetto di valutazione dei formatori dei motociclisti che negli anni novanta ha evidenziato che il curriculum per la formazione dei motociclisti  norvegesi doveva essere rivisto. 

NMCU ha quindi preso un'iniziativa con il Ministero dei trasporti con revisione di entrambi i requisiti, essendo questi previsti dal piano nazionale di trasporto. 

Un partenariato costruttivo tra governo, motociclisti e forze progressiste nel settore della formazione ci ha dato nel 2005 un nuovo e migliorato curriculum dello specialista nella formazione per istruttori di moto (obbligatorio).


 
- Allenamento volontario post-patente

La formazione volontaria post patente è una parte importante del processo di apprendimento ed aiuta a colmare il divario tra esperti e inesperti. Molti motociclisti norvegesi investono tempo e denaro in tale formazione volontaria.

 

- Tecnologia del veicolo

La qualità tecnica delle moto è migliorata notevolmente negli ultimi 30 anni. Unitamente al fatto che i motociclisti sono molto più attenti con la manutenzione tecnica delle loro moto, questo rende il guasto tecnico una causa estremamente rara negli incidenti di moto. Se questo non influenzasse sostanzialmente il prezzo della moto, i motociclisti accoglieranno più facilmente ogni sviluppo tecnico che porterà alla sicurezza del veicolo.

Per quanto affermato quindi non c'è alcun motivo per sostenere che i motociclisti sono utenti della strada sconsiderati, anzi è vero il contrario, proprio perché i piloti motociclisti sanno che sono su un veicolo che offre poca sicurezza passiva, e sono ben consapevoli del fatto che devono avere le competenze necessarie per padroneggiare la moto.

Traduzione ed adattamento a cura dell'Ufficio Comunicazione del Coordinamento Italiano Motociclisti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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