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Aggiornamento:Gio, 13 Feb 2020 9am

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Uniti ed in tanti, si vince sempre!

MotoNeiVosgi

La protesta determinata e ben coordinata dalla FFMC (Federazione Francese dei Motociclisti in Collera), da FFM e CODEVER dopo l'annuncio di un divieto alla circolazione delle moto sulle strade dei Vosgi, ha portato al ritiro del provvedimento da parte delle autorità locali.  In data 4 marzo 2013 il presidente della FFM ha ricevuto una lettera di conferma che la restrizione per quanto riguarda le due ruote nella zona dell'Alto Reno non era all'ordine del giorno del Consiglio generale della Regione.

Nel gennaio del 2013, difatti il prefetto della zona di Haut-Rhin (Alto Reno) ed il Consiglio generale del Dipartimento di Haut-Rhin, dichiararono di essere in procinto di emanare un decreto congiunto volto a limitare l'uso dei motocicli nei Vosgi. La proposta di legge avrebbe vietato la circolazione delle moto sulla maggior parte delle strade del Massiccio Du Cols nei giorni di sabato e di domenica. 

Questa dichiarazione è stata fatta dopo il rilascio di una relazione annuale sulla sicurezza, che ha evidenziato un aumento significativo del numero di decessi nel 2011, molti dei quali si è verificato nei Vosgi. Inoltre, il Consiglio generale aveva già adottato un limite di velocità riducendo la stessa ad un massimo di 70 km/h sulla Route des Crêtes.

La proposta di impedire alle moto la circolazione sarebbe stata "sperimentale" allo scopo di migliorare la sicurezza stradale, e la conservazione dell'ambiente e  la stessa doveva essere attuata  "già entro la fine di quest'anno", a detta delle Autorità citate . 

Il prefetto aveva comunque aggiunto che "sarebbe stato ancora possibile attraversare i Vosgi", in quanto il Cols de Sainte-Marie-aux-Mines, la Colonne du Bonhomme e la Colonne de Bussang (RN66) sarebbero stati esclusi dal futuro atto legislativo.

Il FFMC, il membro francese della FEMA, in alleanza con la FFM e Codever, aveva fortemente espresso la sua opposizione a tale legislazione definita "motofobica" ed ha invocato un diritto costituzionale di libertà di movimento. 

In risposta pressoché immediata, in seguito ad una forte opposizione proveniente da diversi gruppi motociclisti francesi della zona orientale, il prefetto, in un comunicato stampa ha spiegato che nessuna decisione sarebbe stata presa senza prima discutere la questione con tutte le parti interessate

A seguito di questa posizione l'associazione dei motociclisti ha mantenuto l'azione di protesta, ed alla fine è riuscita ad ottenere la conferma che il divieto non è all'ordine del giorno del Consiglio generale.

La vicenda dimostra ancora una volta che se esiste un'associazione di motociclisti forte, numerosa e ben coordinata, far sentire la propria voce e difendere i propri diritti, è possibile!

Sarebbe ora che anche i motociclisti italiani si svegliassero dal loro lungo letargo per volersi impegnare in qualcosa di costruttivo e continuativo!

Continuiamo a vedere che si preferisce lamentarsi al bancone del bar, per poi reagire in modo acceso solo quando un amico muore dilaniato da un guard rail. A questo punto si creano nuovi gruppi, nuove associazioni o nuove iniziative, senza che queste siano mai collegate con tutto quello fatto precedentemente da altri, perdendo per questo motivo importanza e rilevanza,

Per avere ascolto dalle istituzioni serve stabilità e continuità, si deve fare percepire che il fronte dei motociclisti è unito e compatto, che le richieste fatte seguano una logica e non siano quelle di cui si era già discusso e alle quali si erano date risposte con le relative motivazioni. Continuare a chiedere le stesse cose quando queste non possono essere date, porta prima a dare le stesse risposte, ma poi non si viene più considerati.

La soluzione è quella di sostenere l'azione del Coordinamento Italiano Motociclisti, che da oltre vent'anni tutela i diritti dei motociclisti con dei progetti organici e coerenti, ma che per avere ascolto devono essere sostenuti da un gran numero di motociclisti. Ricordatevi sempre che 10.000 motociclisti radunati in 100 associazioni da 100 motociclisti non avranno mai lo stesso risultato di 10.000 motociclisti rappresentati da una unica associazione.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." target="_blank">Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

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