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Aggiornamento:Mar, 03 Apr 2018 1pm

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Le interviste del CIM: TIZIANO CANTATORE

Cantatore

Tiziano Cantatore è il notissimo direttore della rivista “Mototurismo” riferimento indispensabile per chi fa della motovacanza un momento irrinunciabile.

I suoi editoriali sono sempre un invito alla solidarietà motociclistica ed al rispetto della strada e dei suoi protagonisti.

D.: Sono passati molti anni dai timidi esordi di “Mototurismo” e di strada ne è stata fatta tanta e non solo sulla carta o come più recentemente “on line”. Come è cambiato il mototurismo in questi anni in base alla tua esperienza?

R.: La rivista è cambiata, dalla carta al tablet digitale e ovviamente anche il modo di fare “mototurismo” non è più lo stesso di trent'anni fa.  Lo spirito e la passione di chi decide di impiegare due ruote per viaggiare, quello sì è rimasto immutato. Certo oggi chi salta su una moto e fa una vacanza in Europa non è più considerato un “pazzo avventuriero”, ma semplicemente un turista in viaggio. 

Oggi poi il mototurismo è anche una scelta di qualità: la selezione degli itinerari, spesso è  lontana dai luoghi comuni del turismo di massa.

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D.: A tuo personale giudizio perché il motociclismo italiano continua da decenni ad avere i soliti cronici problemi irrisolti (pedaggi autostradali folli, assicurazioni con costi da sceicchi, mancanza di parcheggi dedicati, infrastrutture impossibili, etc...)?

R.: Questo succede perché la nostra categoria, (spesso mal rappresentata in Italia), è sempre stata vista come “attività sportiva” e poco come una realtà (numericamente importante) di utenti della strada.  La mobilità oggi, è sotto gli occhi di tutti, è rappresentata anche dalla motocicletta: ci si va al lavoro, a spasso, in vacanza.

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D.: Una delle qualità indubbie della rivista che dirigi è una visione mai partigiana per uno specifico marchio o per una particolare disciplina delle due ruote ed un motore, una sorta di visione “panteistica” del motociclismo. Da quali considerazioni nasce questa specifica impostazione?

R.: E' una concezione radicata da sempre. Per noi qualunque mezzo a due ruote  è capace di regalare emozioni. Non è il marchio che fa il mototurista, non è la moto custom, enduro, stradale o lo scooter. Se sei “motociclista” lo sei nell'anima, nel profondo. 

Vuol dire che sei capace di apprezzare il mondo da una visuale diversa.  Un punto di osservazione che la rivista Mototurismo  considera “privilegiato”. 

Del resto io mi sento motociclista anche quando guido l'auto.

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D. : A tuo avviso quali iniziative potrebbe intraprendere il Coordinamento Italiano Motociclisti per sollecitare i motociclisti italiani ad una maggiore presa di coscienza dei loro problemi ed avere il loro sostegno?

R: Il Coordinamento sta svolgendo un ottimo  lavoro. Occorre insistere, avere pazienza e presenziare il più possibile sia nel mondo delle due ruote, nel nostro settore, ma anche cercare di coinvolgere i media attraverso canali trasversali. Per troppo tempo i motociclisti sono stati rappresentati unicamente da organi istituzionali rigidi, poco dinamici e poco friendly. 

Bisogna ridare fiducia, far capire che l'unione fa la forza e la voce, il passaparola, può diventare un grido se lo vogliamo.

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D. = Una bella iniziativa su Mototurismo di qualche tempo fa era la descrizione della “propria strada del cuore”, quel percorso che seppure fatto migliaia di volte ci da’ emozioni irripetibili. Qual’è il tuo percorso del cuore, Tiziano, e perché?

R: Già, la “Strada del Cuore”, una bella iniziativa di Mototurismo che davvero ricordo con molto piacere. Mi è difficile  pensare ad un solo percorso amato. In tutti questi anni occupandomi di viaggi in moto, ho attraversato innumerevoli strade, ho partecipato e condiviso le emozioni di tanti motociclisti. Quasi faccio fatica a distinguere le strade che ho percorso direttamente io, con  quelle descritte dagli amici  di cui ho condiviso le sensazioni. Di ogni viaggio conservo sempre un tratto speciale che mi torna in mente. 

Ogni strada percorsa in moto, anche quella dietro casa,  rimane indelebile nei miei ricordi, per sempre. Negli ultimi anni ho guidato molto attraverso gli Stati Uniti. 

Lì ho lasciato innumerevoli “strade del cuore” che ritornano spesso e  violentemente a risvegliare in me la voglia di viaggiare. I percorsi del cuore,  sono luoghi dove è possibile ritrovare sé stessi, dove i pensieri ti riconciliano con la vita. Con la  moto accade frequentemente di provare queste sensazioni: per questo la considero un mezzo così speciale.

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Un particolare ringraziamento da parte di tutto il Coordinamento Italiano Motociclisti a Tiziano Cantatore che ha sempre dato la sua disponibilità alle nostre battaglie concedendo uno spazio a noi dedicato sulla rivista da lui diretta.

Con l’augurio che il mototurismo italiano abbia ancora spazio nel panorama vasto delle tante sfaccettature di questo mondo, a Tiziano e a tutta la redazione di “Mototurismo” i nostri più “sfavillanti” lampeggi!

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

 

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