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Aggiornamento:Mar, 09 Gen 2018 11pm

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Le interviste del CIM: ALBERTO SALA

AlbertoSala

Chi è Alberto Sala? Per noi il suo nome significa "Anima Guzzista" il forum e qualcosa di più, che raccoglie da anni gli appassionati del marchio di Mandello del Lario, ma lasciamo a lui subito la parola per una sua auto-presentazione...

"Difficile parlare di se stessi. Sono un grafico, ho una California, un Centauro e una Guzzi da corsa, una Vespa 200 Rally, circa 1000 LP, una famiglia adorabile e un camper Westfalia. Credo basti."

D.= Se le Guzzi hanno un'anima, Anima Guzzista ha Alberto Sala? Ovvero chi è l'anima dell'Anima Guzzista e come è nata questa associazione di appassionati dell'inossidabile marchio di Mandello del Lario?

R.= Oddio, la risposta è un po' lunghina, cercherò di "stringarmi". Anima Guzzista è nata ufficialmente il 7 marzo 2001 ma l'embrione, la vera genesi è stata due anni prima, quando apparve il primo forum motociclistico del web, quello di Motociclismo. La sezione dedicata alle Guzzi era diventata di gran lunga la più focosa e numerosa. C'era una voglia pazzesca di comunicare al mondo il piacere infinito che procurano le Moto Guzzi, e dopo averlo fatto, l'altrettanta pazzesca voglia di conoscerci. Il primo incontro è stato a Certaldo nel 2000, ci è piaciuto a tal punto che quello di quest'anno è la 15° edizione

L'anima di Anima Guzzista è la sua formula, messa a punto nel tempo. Non siamo il classico motoclub. Siamo un luogo associativo attivo, eterogeneo e non "esclusivo" dove ci si informa e si fa informazione, si chiacchiera, si organizza e si condivide in primis la nostra passione a 360°, non escludendo anche un po' di extra-motocicliette… un po' come se ci si vedesse veramente, che poi succede spesso e in tanti modi. Eppoi la formula del nostro incontro di Primavera non è quella del classico raduno ed è molto efficace in goduria e coinvolgimento, tant'è che è stata presa a riferimento anche da altri. Per creare e mantenere questa formula è servita la qualità di diverse persone, non certo una sola.

 

D.= Non pensi che dedicare la propria esperienza motociclistica ad un solo marchio non sia un po’ troppo limitativo? 

R. = In parte. Per quanto mi riguarda è solo una questione di "grano" e di tempo. Fosse per me avrei in box anche qualche Ducati, Harley, Buell e perfino un paio di giapponesi… E' che non riesco a separarmi da quelle che ho perché le adoro. Quando rientro in box, mi fermo un po' a gustarmi le sensazioni vissute, restando un po' a guardarle. Accade sempre, nonostante gil anni… La terza, Brigida, l'ho costruita col mio socio Mattia dal nulla dentro al mio box.. come faccio a cambiarle? Potrei solo aggiungere.  La moto è uno di quei campi dove puoi praticare il piacere più istintivo e irrazionale. La marca conta relativamente… conta viverlo il più pienamente possibile.

 

D.= Per quella che è la tua esperienza, come è cambiato in questi anni il mondo del motociclismo, ed in particolare quello degli appassionati del marchio di Mandello del Lario?

R.= beh l'immobilismo e la "strategia" (mettiamola tra parentesi) delle varie dirigenze Moto Guzzi ha creato ovviamente delle conseguenze sulla composizione dei guzzisti.Sono restati gli irriducibili; tanti invece sono schizzati verso altri lidi, lo sappiamo. Negli ultimi due anni mi sembra di avvertire una piccola inversione di tendenza, soprattutto per via del cambiamento piuttosto radicale del mondo motociclistico. E' quasi sparita un'intera generazione di giovani che non è stata rimpiazzata: i ventenni di oggi sono figli dei social network e - mi sembra - anche poco desiderosi di sana ribellione e senso di libertà… o forse le cercano da qualche altra parte… opinione personale, naturalmente. Io ho sognato la moto da adolescente e potevo avere solo la Vespa che per me è stata una moto, fino a quando ho potuto permettermi il California. E' un'analisi non tanto facile… forse ci sono troppe moto banali, forse è più facile sfogarsi in mezzo a hashtag e "i like". 

 

D.= Non ritieni che l’identificazione dei motociclisti italiani in specifiche “tribù” sovente chiuse tra di loro (harleysti, guzzisti, ducatisti, biemmevuisti, etc...), sia una delle cause della mancanza di soluzioni ai tanti problemi del motociclismo della penisola (pedaggi autostradali ingiusti, mancanza di parcheggi dedicati, mancanza di adeguate strutture di sicurezza, etc..)?

R.= Stare rinchiusi in "tribù" ha i suoi limiti, sicuramente, ed è una filosofia che non sposo. Ai nostri raduni e nel nostro club non ci sono limiti legati all'avere o no una Moto Guzzi né mai ci saranno. Ma solo una parte dei motociclisti si identifica in tribù. Il problema credo sia un altro. Un motociclista non è un essere alieno dal resto: è un cittadino come gli altri, con lo stesso interesse o disinteresse verso tutto ciò che non riguarda direttamente (e immediatamente) le sue tasche. Il mondo dei motociclisti soffre della stessa sindrome di buona parte degli italiani. Si preferisce o fare la vittima, o aggirare furbescamente quello che si può. Oppure nelle discussioni nella lista del CIM si sentono ridicoli proclami sulla nocività dell'uso dell'autostrada (tanto per fare un esempio)… capisci cosa intendo? Difficile uscire dal proprio orticello, difficile avere una visione globale.

 

D.= A tuo avviso quali potrebbero essere le strade da percorrere per tentare di risolvere i tanti problemi del motociclismo italiano, elencati nella domanda precedente?

R.= Coinvolgere di più i media, personaggi e aziende specializzate (la butto lì: una grande campagna sulla sicurezza, sostenuta anche dai tanti produttori di protezioni e dagli stessi costruttori di motociclette)), fare viral da diffondere nei social e sfruttare gli stessi al massimo… Eppoi  pensare alla componente "divertimento" perché serve come la benzina, sennò è una palla. Comunque credo sia fondamentale "fare" a livello personale, dedicare del tempo, metterci passione, abbandonare il fatalismo e non demoralizzarsi mai… è il messaggio più forte e importante che si possa dare. E' nel quotidiano che si costruisce e credo stia anche la soluzione. Secondo me conta più che fare beneficenza.

 

D.= La tua attività comporterà certamente molti impegni: riesci ancora a trovare uno spazio veramente solo tuo per goderti in santa pace la TUA Guzzi, e se sì, cosa provi ancora in sella alla stessa?

R.= Uhm certo..... però..... aspetta, ho due modi di goderne: seguire Anima Guzzista porta via molto tempo ma non mancano le soddisfazioni. Ci sono persone speciali che non mancano di farti capire quanto comprendono e apprezzano quello che fai… Questo non ha prezzo.

In moto è vero, non faccio tonnellate di chilometri… c'è oltre alla famiglia anche il fatto non secondario che la moto non è l'unica passione: c'è anche la musica, il cinema, l'arte… ci vorrebbero almeno sei weekend al mese! Ma quando salgo in sella, che sia in pista o anche solo per andare in ufficio, quello che provo è sempre fresco, leggero, speciale, a volte anche magico. E' uno dei modi più belli di sentirsi vivi che conosco.

 

Ringraziamo Alberto Sala per la sua disponibilità e per la sua vitalità e passione nel portare avanti qualcosa nel tempo con costanza ed affidabilità: nel mondo del motociclismo assistiamo costantemente a meteore e fuochi fatui ed è bello vedere che invece ci sono punti fermi.

Il Coordinamento Motociclisti prima ed oggi il C.I.M: sua naturale evoluzione sono "sulla piazza" da più di ventanni: auguriamo ad Anima Guzzista ed ai suoi "trascinatori" come Alberto un lungo e prospero futuro per ancora tanti, molti anni di "moto con un'anima!".

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

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