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I velox devono essere identificabili

Autovelox

Una sentenza della Corte di Cassazione conferma il sequestro di alcuni velox utilizzati in postazioni nascoste, dando così ragione al ricorso di un multato. In realtà la posizione ascritta alla Corte non fa altro che ribadire posizioni già espresse più volte dal Ministero dei Trasporti ad esempio in merito ai Velo OK che non sono configurabili in nessuna tipologia di strumentazione atta a rilevare infrazioni.

In queste circolari si specifica che la presenza della telecamera velox deve essere esplicitata pena l'inefficacia della sanzione.

In sostanza nascondere un velox è una truffa nei confronti degli utenti della strada. 

Questo vale anche se la "macchinetta" è regolare, ben funzionante e omologata, ma la sua posizione va esplicitata chiaramente con apposita segnaletica.

Lo ha sancito la 2a Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza 22158 del 23 maggio 2013: "truffa consistente nella rilevazione di velocità attraverso autovelox posizionati in modo da essere occultati agli ignari automobilisti".

La legge quindi proibisce questo tipo di appostamenti e li definisce quindi da "truffatori" , così come i dossi, i Velo OK e gli Speed check.

La vicenda iniziò nel 2008, con il ricorso di un automobilista multato dalla Polizia Locale di Paola, in provincia di Cosenza. 

In seguito ci fu il sequestro del velox, insieme ad altre sei apparecchiature, ed un ricorso al Tribunale del Riesame, che annullò il tutto, restituendo le attrezzature al Comune calabrese.

L'automobilista non si perse d'animo, ed ha proseguito l'iter legale fino all'ultimo grado di giudizio, ovvero la Cassazione, vincendo la causa. 

Ora il Comune dovrà pure pagare le spese del Tribunale, e quindi questi costi saranno scaricati sui cittadini residenti: la classica frase italiota del "tanto a me la cosa non mi tocca" è tipica di chi non ha ancora capito che le scelte sbagliate di chi amministra un Comune sono pagate da TUTTI i cittadini anche quelli che NON hanno eletto quella giunta.

Spiace però che il cittadino, per vedere rispettato un suo diritto stabilito dalla legge, abbia dovuto sobbarcarsi più gradi di giudizio e un'attesa di cinque anni, con tutti i costi annessi e connessi.

Se si facesse la corretta manutenzione stradale e si punissero in modo pesante i veri colpevoli di limiti di velocità effettivi e la si smettesse di creare infrazioni ad hoc su limiti assurdi, allora, forse , saremmo un Paese normale.

In attesa di questo evento da "fantascienza" andiamo avanti così a prenderci "reciprocamente" in  giro…

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

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