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Aggiornamento:Lun, 15 Giu 2020 9pm

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In Veneto l’etilometro non serve? Possibile?!

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Insomma, dalla sentenza sembrerebbe che se vogliamo bere ed andare in moto dovremmo scegliere la Repubblica di San Marco (o luoghi umidi e freddi...in generale), ma certamente questa sentenza storica farà discutere.

Il caso che riportiamo è certamente destinato a far discutere e creare un precedente in tema di sicurezza e prevenzione stradale, materia su cui sembrerebbe che i giudici abbiano le mani legate anche se questa è una sentenza che potrebbe fare giurisprudenza!

Il fatto: una donna era stata fermata una notte di dicembre ad un controllo dei carabinieri, ma l'avvocato è riuscita a farla assolvere dal reato di guida in stato di ubriachezza dimostrando, (scheda tecnica alla mano), come l'etilometro non funzioni in presenza di troppa umidità e temperature sotto lo zero.

I giudici di Rovigo hanno assolto per il reato di guida in stato di ubriachezza una trentenne polesana fermata una notte di dicembre tra Castelmassa e Ficarolo a bordo della sua vettura in evidente stato alcolico.

Il legale che la difendeva, Lorenzo Rosini, ha prodotto la scheda tecnica dell'etilometro, da cui emerge chiaramente come lo stesso funzioni in condizioni comprese tra 0 e 45 gradi centigradi di temperatura e tra 10 e 95 per cento di umidità mentre i dati ufficiali resi da Arpav per quella notte in quella zona della provincia, evidenziano chiaramente come ci fossero due gradi sottozero ed il 100 per cento di umidità.

Al di la' del caso specifico, un dato appare chiaro: chiunque sia in grado di dimostrare, (ed i dati Arpav sono pubblici), che si è fuori dai parametri di funzionamento dell'etilometro non rischia più un processo penale ma la semplice sanzione amministrativa. 

Sanzione che difatti è stata comminata: la signora difatti e' stata rimandata comunque alla Prefettura per l'applicazione della sanzione amministrativa prevista dallo scaglione minimo, ovvero la sospensione della patente tra 3 e 6 mesi ed una multa tra 500 e 2mila euro, ma trattandosi di una recidiva potrebbe incorrere comunque nel terzo ritiro che equivale alla revoca perpetua del permesso di guida.

Indubbiamente di valore l’avvocato che ha sostenuto la tesi (vorremmo sapere se il costo della parcella valeva tanto impegno da parte della signora in effetti), ma le perplessità sul nostro “garantismo” rimangono.

Coordinamento Italiano Motociclisti
Ufficio Comunicazione

© Riproduzione concessa con citazione della fonte, grazie. 

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