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Aggiornamento:Mar, 03 Apr 2018 1pm

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Legge di stabilità: Euro “0” fuorilegge dal 2019

BusInquinanti

In Italia il parco circolante è uno dei più obsoleti di Europa ed in particolare il problema riguarderebbe i mezzi pubblici: ecco quindi che il Governo ha introdotto nella Legge di Stabilità 2014 appena approvata, un piano da 500 milioni di euro per rinnovare il parco del trasporto pubblico e mandare in pensione i mezzi più inquinanti.

In buona sostanza il Governo fissa un tempo di quattro anni per cambiare i bus che in gran parte sono alla stato attuale mezzi inquinanti che sporcano nelle città, diventando sovente rottami semimoventi pericolosi per i polmoni e dagli incroci, per la stazza e per la frenata ormai non più pronta. 

Lo stanziamento di denaro per questa operazione era già presente nella legge di stabilità 2013, ma ora l’attuale norma restringe il campo di destinazione ai soli mezzi su gomma, escludendo i tram, quindi rendendo più fattibile l’operazione.

In buona sostanza dal 2019 sarà previsto il divieto di circolazione per i veicoli adibiti a trasporto di persone con una massa massima non superiore a 5 tonnellate a benzina senza catalizzatore o non ecodiesel.

Come ha ricordato il ministro dei Trasporti Lupi, "abbiamo il parco macchine pubbliche più obsoleto d'Europa. Circolano ancora Euro zero in Italia: vuol dire che i pullman hanno quasi 30 anni. Si può ottenere il rinnovamento con un vantaggio di ambiente, disicurezza e di filiera industriale". 

Secondo l'Asstra (associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale) l'età media degli autobus urbani italiani è di 12 anni, quasi 11 anni quella degli extraurbani: considerando entrambe le categorie, l'età media nazionale è di 11,3 anni. 

Troppi se facciamo un paragone con gli altri Paesi europei, dove in Spagna l'età media è di 6,1 anni, in Svezia di 6,2, in Francia di 7,5 e in Germania addirittura di 5,4

A parere del ministro ci sarebbero quindi molti vantaggi che aumenterebbero l'efficienza dei trasporti locali, la relativa sicurezza, la filiera industriale e, ovviamente, la diminuzione dell'inquinamento. 

Enti locali, comuni, province e regioni hanno quindi tempo fino al 31 dicembre 2018 per sostituire tutto il parco viaggiante Euro 0 e potranno contare su 500 milioni di euro messi a disposizione dal Governo.

Andrà quindi letta attentamente la legge una volta pubblicata, per capire se l’intenzione (tra le righe) è di estendere tale divieto ad altre categorie di mezzi ovvero quanto la cosa potrà toccare direttamente le tasche dei cittadini (che ora pagano questi...): una cifra messa a disposizione per il parco pubblico potrebbe essere la premessa per futuri incentivi al settore auto e moto privato, proprio al fine di favorire anche l’industria.

Se parliamo di fattori inquinanti una seria politica di mobilità dovrebbe favorire pesantemente il trasporto su due ruote penalizzando i parcheggi auto a favore di quelli per moto, scooter e bici, invece assistiamo da alcuni anni a decisioni “comunali” in senso contrario, dove “spariscono” gli stalli dedicati a questi mezzi ogni volta che viene rifatto un parcheggio o ridisegnata la segnaletica orizzontale.

Ovvero una politica schizofrenica, che dichiara di essere attenta all’ambiente e poi tende a fare l’esatto contrario!

Tornando al tema della mobilità “pubblica” esiste anche una ernorme problematica di tutti i mezzi in dotazione alle forze di Polizia, obsoleti, inefficienti e sovente costosi per una manutenzione continua: inseguire il SUV elaborato che sperona le povere auto della Polizia, ci rende più simili a situazioni da Far West che da Europa!

E le moto? L’attenzione è rivolta all’Europa dove si discutono i tempi e le modalità delle revisioni, ma anche la “scaletta” delle introduzioni progressive delle nuove tecnologie volte a mettere in “pensione” i mezzi vetusti.

Attendiamo novità importanti già dal 2016!

Coordinamento Italiano Motociclisti
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